Libero

I Radicali scioperano per i carcerati

- GIULIA SORRENTINO

■ Oggi è il diciottesi­mo giorno dello sciopero della fame indetto da Rita Bernardini, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale, a cui stanno a cuore i diritti dei detenuti, nonché le condizioni degli istituti penitenzia­ri e delle persone che vi lavorano, tra cui soprattutt­o il corpo di polizia penitenzia­ria.

La scelta dello sciopero della fame è una scelta netta, per trasmetter­e un messaggio serio nonché una richiesta di sostegno. «È una protesta incentrata sui detenuti, a partire in particolar­e dalla diminuzion­e della popolazion­e degli stessi. Chiedo che il parlamento si riappropri dello strumento, previsto dalla Costituzio­ne, dell’amnistia e dell’indulto, che servono per governare sia l’affollamen­to dei processi che quello delle carceri», afferma Rita Bernardini.

Attualment­e le adesioni dei liberi cittadini sono 597, tra cui spiccano particolar­mente le mogli dei detenuti, mentre i detenuti che stanno seguendo lo sciopero sono 699, consideran­do solo le firme certe. La regione che spicca maggiormen­te è la Campania, che versa purtroppo in condizioni non idonee, ma ciò già da prima del Covid. Aderiscono oggi anche Roberto Saviano, Luigi Manconi, Sandro Veronesi e Alessandro Bergonzoni, personaggi di spicco nel panorama italiano che comprendon­o a fondo la battaglia che sta portando avanti la Bernardini.

Questo il messaggio congiunto che mi arriva delle persone sopracitat­e: «Il carcere è oggi il luogo più affollato d’Italia e la cella può essere lo spazio più congestion­ato e patogeno dell’intero sistema penitenzia­rio. Non stupisce, dunque, che oggi, tra i detenuti, i positivi al Covid siano 826 e, tra il personale amministra­tivo e di polizia, 1042». Parole che non lasciano molto spazio alle interpreta­zioni. Che qualcuno si occupi delle condizioni dei detenuti, perché non ci fermeremo nel chiedere che le loro condizioni siano migliori, e a chi dice che il carcere non è un albergo non ha capito nulla del messaggio che loro, ed io nel mio piccolo, stiamo trasmetten­do.

Tutela dei diritti dell’uomo, perché che abbiano sbagliato o meno, sono esseri umani.

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