Libero

«Che papera regalare la maglia di Diego»

- FRANCESCO PERUGINI

■ Mentre popoli interi, dall’Argentina a Napoli, piangono la morte di Diego Armando Maradona, fioccano i ricordi. Non solo di grandi compagni e avversari, ma anche dei comprimari del pallone. Gli ultimi a cui Diego non ha mai negato rispetto e simpatia, come solo un vero campione sa fare. Uno dei tanti è Gianluca Pacchiarot­ti che pure il suo nome l’ha ben impresso negli annali del calcio, e non solo per aver incassato il primo gol su azione in Italia del Pibe de oro.

Pescara-Napoli, 2 settembre 1984: era già Maradona-mania quel giorno all’Adriatico?

«Era solo una partita di Coppa Italia, ma lo stadio era strapieno. Erano altri tempi, gli impianti erano diversi. Riuscii anche a parare qualche occasione importante, poi Diego…».

Contrasto con un difensore e rovesciata da terra, 0-3 finale: la prima magia su azione dopo la punizione all’Arezzo e il rigore alla Casertana.

«Dovetti accettarlo e lo conservo come un ricordo della mia carriera come ogni attimo di quella gara. Lo osservavo: non parlava, caracollav­a per il campo e ogni tanto partiva in un modo tutto suo. Aveva una coordinazi­one naturale, non di quella che si costruisce in allenament­o, e incassava un colpo dietro l’altro. Nel sottopassa­ggio a fine partita, in un misto tra italiano e spagnolo, gli chiesi la camiseta: mi capì e la scambiò con me. La chiusi nell’armadietto e poi la portai a casa di nascosto».

Roberto Mancini custodisce l’ultima maglia italiana del Pibe. Ciro Ferrara ne ha messo all’asta una ad aprile ricavando 55 mila euro. Chissà come la custodisce…

«In realtà non ce l’ho più. Un anno dopo a Rieti promisi a un militare di carriera che mi aveva ospitato su un campo per allenarmi. “La prossima settimana le faccio una sorpresa”, gli dissi. E gli regalai la maglia per riconoscen­za. Diciamo che non lo rifarei, ho avuto un momento di estro “alla Maradona”».

Lei però è nella storia del calcio per un altro motivo: è il portiere pi giovane ad aver esordito in A, a 16 anni e 192 giorni, il 9 marzo 1980. Un Donnarumma ante litteram…

«Sicurament­e con meno talento (ride, ndr). La mia più grande soddisfazi­one, però, è quella di aver giocato con la maglia della Nazionale militare, con campioni come Giannini e Marocchi. Poi la mia vita sportiva l’ho vissuta tra i Dilettanti dove dura ancora oggi: alleno i portieri dell’Acquaesapo­ne Montesilva­no e da 4 anni del Chieti Calcio femminile».

Paura di certo non ne ha mai avuta: nel 1986/87 andò allo Schalke 04…

«Avevo 23 anni, firmai come terzo portiere e mi trovai in spogliatoi­o gente come Olaf Thon, Wilfried Hannes che aveva vinto la Uefa con il Borussia Moenchengl­adbach. Fu un’avventura, che non ho superato perché non ho debuttato, ma nella vita bisogna anche osare».

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Gianluca Pacchiarot­ti con la maglia del Pescara

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