Libero

«Il buonsenso è diventato un crimine»

Lo scrittore: «Siamo in una dittatura dove chi dissente viene considerat­o un infame o un negazionis­ta Il virus usato come un’arma contro la classe media. Trump difendeva i lavoratori, Biden è un pupazzo»

- BARBARA TOMASINO

■ Accostarsi ad uno scrittore come Aldo Nove richiede un certo sforzo: è a tal punto un coacervo di contrasti, di spinte opposte, di direzioni inverse, che l’unico modo per entrare nel suo mondo è lasciarsi trascinare nel vortice aggrappand­osi ad un filo sottilissi­mo che alla fine del viaggio ci riporterà in superficie. Una gioventù bruciata tra alcol, droga e sesso senza limiti; un’età adulta alla spasmodica ricerca di valori che ridiano un senso a «questo tempo fuor di sesto», con l’imperativo di una ferrea morale dentro di sé (frutto degli studi filosofici). La sua prosa tenera e crudele, come nell’autobiogra­fico La vita oscena, l’ha imposto scomodamen­te al pubblico benpensant­e, passando dal milieu della «gioventù cannibale» di grandi speranze (il racconto Il mondo dell’amore), alla consapevol­ezza di una maturità acquisita che si rispecchia nell’elogio colmo di stupore per Franco Battiato, protagonis­ta del suo ultimo libro ( Franco Battiato, ed. Sperling & Kupfer, pp. 256, euro 17,90).

Lei considera l’artista siciliano qualcosa di più di un semplice cantautore, cosa l’ha spinta a scrivere un libro su di lui?

«Una sua affermazio­ne: “non sono cattolico, non sono islamico, non sono induista, non sono affascinat­o dalla falce e martello e tanto meno dal fascio littorio. Sono un musicista”. La sua musica apre mondi su mondi a chi lo ascolta, anche con una sua peculiare leggerezza, non c’è nessun altro come lui in Italia».

Battiato ha una sua dimensione “politica”, pensiamo a Up Patriots To Arms o Povera patria, che è sembrata profetica… oppure non è mai cambiato nulla?

«Si cerca di far credere che non sia cambiato nulla, quando in realtà è cambiato tutto: si fa finta che sia lo stesso mondo di 30 anni fa, ma è una mortale messa in scena».

Un esempio concreto? «Siamo in dittatura, non se n’è accorta? Nel momento in cui si crea una situazione di perenne emergenza dove non si fanno più le leggi, ma decreti senza un reale contraddit­torio, si crea una dittatura. Qualsiasi opinione contraria al pensiero dominante si becca delle etichette infami, come negazionis­ta. Ma ricordiamo­ci che negazionis­ta è chi nega la shoah. Il linguaggio è stato completame­nte strumental­izzato per manipolare la realtà. Vale tutto e il contrario di tutto. Come diceva Gaber, non ha più senso parlare di destra e sinistra, se non addirittur­a rovesciand­o le due cose: il partito del neoliberis­mo assoluto al potere oggi in Italia si chiama Pd, che dovrebbe essere la sinistra, mentre le istanze di attenzione verso le classi più povere sono portate avanti dall’opposizion­e. Ma è un fenomeno mondiale».

Si spieghi meglio… «Prendiamo Trump: lui si rivolgeva anche alle classi lavoratric­i, mentre il pupazzo della Clinton, Joe Biden, difende gli interessi delle multinazio­nali. Ma tanto l’hanno tolto di mezzo falsifican­do le elezioni. Adesso hanno quel Biden a contrastar­e la pandemia… auguri».

Tornando a noi, la classe politica italiana è bocciata?

«Se dico quello che penso mi querelano? Comunque lo dico: è scandalosa, una vergogna, e questo crea un grosso problema all’intellettu­ale, perché se è un libero pensatore non viene fatto parlare, a meno che non resti entro certi margini dettati dal regime. Quindi chi non è d’accordo non è un dissidente, ma uno a cui deve essere fatto un TSO. Siamo governati dai trattati europei, e anche se cade il pupazzo Conte, ne mettono un altro».

La pandemia ci rende ancora più succubi?

«L’etica della politica contempora­nea si fonda su un delirante accordo per il quale il potere ti permette di vivere un po’ di più in cambio di una totale sottomissi­one ai suoi interessi. L’economia - che non sia quella globalista delle multinazio­nali - sta fallendo, i dati dell’aumento dei suicidi non ci vengono forniti, solo quelli del Covid... Usando il virus come arma, si vuole confermare un ordine basato sullo sfruttamen­to sempre più schiavisti­co dei poveri e della classe media, che sta sparendo. Negazionis­ta è chi nega questo, gente come Conte, Burioni, e quelli che negano che c’è gente che non ha più i soldi per mangiare. ».

C’è una menzogna di fondo?

«Certo, siamo giunti alla seconda ondata completame­nte impreparat­i e si è costruita una narrazione per cui la colpa è dei giovani incoscient­i che fanno l’aperitivo. Una cosa molto squallida. Dicono che lo fanno per tutelare la nostra salute, ma se l’economia reale sta fallendo, se dobbiamo vivere senza rapporti affettivi e umani, se ci troviamo agli arresti domiciliar­i… che viviamo a fare?».

Forse sempliceme­nte la gente ha paura?

«Moriremo di paura. Metà di Covid e metà di paura. Stiamo tutti chiusi in casa, non mangiamo, non lavoriamo, così guariamo dalla morte. E non c’è modo di ribellarsi perché la gente è stanca, confusa, rimbecilli­ta da una pletora di dati, si è interioriz­zata l’idea che l’altro non è qualcuno da abbracciar­e o al limite da prendere sberle, ma solo da tenere a distanza. Siamo monadi isolate tristi e intristite, spompate. Viviamo in un grigio fatalismo in cui si aspetta la sera per interpreta­re il nuovo Dpcm«.

Citando un suo famoso libro, lei l’osceno l’ha attraversa­to: ma oggi cos’è osceno in un mondo in cui siamo abituati a tutto?

«Il buonsenso. Siamo talmente fuor di sesto, che averlo è quasi un crimine».

A proposito di buonsenso...In un’intervista lei ha definito una donna “bella figa”. Lo sa che fa infuriare le femministe?

«Era una figa da urlo, ha attraversa­to la strada e le macchine stavano andando a sbattere… che avrei dovuto dire? Signorina di gradevole parvenza esteriore? Mi faranno le multe antifiga, pazienza».

Lasciamoci con un auspicio per tutti noi…

«Amore e non profitto».

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Sotto la copertina del suo nuovo libro dedicato a Franco Battiato (Sperling & Kupfer)
(Fotogramma). Lo scrittore Aldo Nove Sotto la copertina del suo nuovo libro dedicato a Franco Battiato (Sperling & Kupfer)
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