Libero

SALA NON VUOLE RIAPRIRE MILANO

Sull’allentamen­to delle misure il dem cambia ancora idea, critica la Regione e si appiattisc­e sul governo. Che lo sconfessa

- FABIO RUBINI

LA VITTORIA DI FONTANA: TUTTI I NEGOZI AL LAVORO DA DOMANI

■ Ecco, ci saremmo aspettati, come minimo, un sindaco di Milano a favore, non contro. E se non proprio apertament­e pro Regione, meno timoroso, dubbioso, attendista. Invece Beppe Sala, primo cittadino del capoluogo lombardo, ha perso un’altra bella occasione per tacere. «La Lombardia resta in zona rossa?», sosteneva sui social ieri mattina l’ex manager di Expo, «se è meglio aspettare, io non mi opporrò di certo».

A Roma non lo hanno ascoltato, preferendo dialogare con il governator­e Attilio Fontana: «Da domani zona arancione». Una bella vittoria.

■ Da domani la Lombardia scala in zona arancione. Alla fine il ministro Roberto Speranza ha ceduto e ha riconosciu­to gli sforzi fatti in queste settimane dai lombardi. Così questa è, a tutti gli effetti, una vittoria del governator­e Attilio Fontana. Eppure fino a ieri il successo era tutt’altro che scontata, visto che da Roma fino alla sera prima avevano cercato di cambiare le regole del gioco a partita in corso, spostando il passaggio in zona arancione di quasi una settimana.

Un atteggiame­nto che aveva fatto infuriare Fontana e che aveva portato nella tarda serata di giovedì a una telefonata «cordiale ma decisa» tra governator­e e ministro. In ballo non c’era un celudurism­o politico, ma la tenuta sociale della stessa Lombardia. Sì, perché una serie di categorie (soprattutt­o commercian­ti) che avevano accettato con rassegnazi­one le nuove chiusure, non avrebbero compreso un rinvio dettato più dai tempi della politica che dai numeri dell’emergenza sanitaria. Stesso discorso fatto dai sindaci, con la sola esclusione di Beppe Sala, che in maniera poco elegante, nella mattinata di ieri si è sfilato dalla lotta, facendo storcere il naso in privato a più di un collega del Pd. La notte fortunatam­ente ha portato consiglio al ministro della Salute Speranza che durante la riunione coi governator­i ha ceduto, applicando le regole in vigore anche per la Lombardia, che da domani sarà in zona arancione.

«Il comportame­nto serio tenuto in queste settimane dai lombardi», ha spiegato Attilio Fontana, «ha consentito di ottenere che la Lombardia entrasse nella zona arancione». Occhio, però, ammonisce il governator­e: «Non bisogna abbassare la guardia. Siamo ancora in una situazione in cui il virus c’è ed è pericoloso». Per questo vanno mantenuti «quei comportame­nti attenti, rispettosi delle regole, del distanziam­ento, dell’uso della mascherina, del lavaggio delle mani, devono essere ancora mantenuti». Insomma, spiega Fontana: «Non è iniziata la stagione del “liberi tutti”».

È iniziato, invece, il percorso che porta verso la zona gialla. Per dire una data, però, bisognerà aspettare il 3 di dicembre quando verrà firmato il nuovo Dpcm con le nuove regole. In teoria, se le cose non cambiano, per la fine di quella settimana la Lombardia sarebbe da portare in zona gialla, visto che da sette giorni esatti i numeri della pandemia sono in picchiata e collocano la nostra regione tra quelle “a rischio moderato”. Molto però dipenderà, come detto, dalle regole che verranno fissate dal governo.

Tornando al presente, cosa cambierà da domani per i lombardi? Chi si aspetta grandi aperture resterà deluso, ma almeno le vetrine dei negozi, indipenden­temente dai codici Ateco, torneranno a illuminare le strade nelle città e delle gallerie dei centri commercial­i. Questi ultimi, però, resteranno chiusi nel fine settimana. Si allentano leggerment­e anche le norme sulla mobilità. Gli spostament­i, infatti, saranno liberi all’interno del comune di residenza/domicilio. L’autocertif­icazione, invece, servirà per muoversi tra Comuni o Regioni diverse. Nel trasporto pubblico rimane il tetto del 50% sulla capienza dei mezzi. E sarà in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

Un altro cambiament­o riguarda le scuole. Se le superiori resteranno con la didattica a distanza, torneranno in classe gli alunni di seconda e terza media. Per quanto riguarda lo sport, invece, potranno riprendere le competizio­ni non d’interesse nazionale e cadono le limitazion­i verso l’attività motoria che non dovrà più essere fatta nelle vicinanze della propria abitazione.

Brutte notizie, invece per bar e ristoranti. Per loro non cambia nulla. Resteranno chiusi, ma potranno fare asporto fino alle 22 e consegne a domicilio senza restrizion­i d’orario.

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