Libero

Beppe vorrebbe fuggire ma i nuovi sondaggi (e il Pd) lo incatenano alla città

- FABIO RUBINI

■ Quella che Bebbe Sala abbia la stessa voglia di fare il sindaco di Milano che Antonio Conte di fare l’allenatore dell’Inter, da tempo non è più una notizia. Il primo cittadino le sta tentando tutte per smarcarsi, compreso sperare (vanamente) in una caduta rapida della giunta regionale per provare a salire al Pirellone. Per contro il Partito democratic­o non è che sia lì in ginocchio sotto la finestra di Palazzo Marino a far la serenata al suo Beppe, per pregarlo di ricandidar­si.

Il problema è che le due entità, Sala e il Pd, seppur non si siano mai amalgamate, rischiano di dover restare legate. A far raffreddar­e le brame di cambiament­o è un sondaggio fatto da Il Sussidiari­o che, senza tanti giri di parole spiega come, a livello puramente politico, il 47% dei milanesi oggi voterebbe per un sindaco di centrodest­ra e solo il 41% per uno di centrosini­stra. Un risultato clamoroso (che piazzerebb­e i Cinquestel­le nel goloso ruolo di ago della bilancia in un eventuale ballottagg­io). L’unica cosa che, secondo le stime, potrebbe risollevar­e le sorti della sinistra sarebbe una ricandidat­ura dell’attuale primo cittaidno, anche se questa emergenza Covid lo ha fatto precipitar­e nei consensi dei milanesi. Si spiega anche così il nervosisim­o del Pd che ha scelto di iniziare la campagna elettorale concentran­dosi nella guerra contro Regione Lombardia. Peccato che i fatti, mano a mano che i veli si alzano, diano ragione a Fontana e torto ai piddini. Tocca al centrodest­ra approfitta­rne, scegliendo un candidato capace di convincere i milansei. Astenersi perditempo.

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