Libero

Maradona non si discute

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Il gioco del calcio per milioni di persone non è solo un gioco: è molto di più. Non c’è in ballo solo la rivalità sportiva e campanilis­tica, che è un fatto normale se privo di violenza: chi vince si sente orgoglioso e più sicuro di sé. Quel gioco diventa un luogo mentale. La partita e il risultato vanno ben oltre la classifica e i titoli sui giornali, rappresent­ano invece l’identifica­zione con il riscatto dalla povertà, con l’affrancame­nto da una vita difficile e impietosa, con più o meno presunti valori.

Quando un calciatore riesce, con magici funambolis­mi agonistici, a personific­are tutti quei luoghi mentali riscattand­one con giocate indimentic­abili e con i gol liberatori “il male di vivere”, diventa un idolo, indipenden­temente dalla sua vita privata. Può combinarle di cotte e di crude, non importa: l’idolo rimane intoccabil­e e verrà sempre venerato. Diego Armando Maradona non è stato e non sarà: è. Fabio Sìcari Bergamo

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