Libero

La Lega torna al Viminale. Confermato Sileri

Il consiglio dei ministri per la nomina dei sottosegre­tari si interrompe per le baruffe tra i partiti. Alla fine il Carroccio incassa nove posti, tra cui Molteni all’Interno. Forza Italia ottiene l’Editoria con Moles. Gabrielli ai Servizi. E spunta perfin

- ELISA CALESSI

■ Quaranta minuti dopo l’inizio, il consiglio dei ministri chiamato a completare la squadra del governo si interrompe. Passano altri quaranta minuti e riprende. In mezzo, il film di una maggioranz­a che, come dice una fonte di governo, «non ha ancora capito che il mondo è cambiato». E così, dopo aver passato giorni infernali a discutere, ciascun partito al proprio interno, di nomi, di chi mandare, di chi sacrificar­e, secondo logiche tutte di partito, alla prova del governo, del cosa fare, le liste non piacciono a nessuno. E men che meno a Mario Draghi che ha lasciato campo libero ai partiti sulla scelta dei sottosegre­tari, ma a una sola condizione: che indicasser­o persone competenti. La prova del nove è un disastro. «Il problema», spiegano da Palazzo Chigi, «sono le deleghe». Tra i motivi di scontro, l’indicazion­e del forzista Giorgio Mulé all’Editoria. I dem e i pentastell­ati non ci stanno. Ma non è il solo problema. Crea problemi anche l’indicazion­e da parte della Lega dell’ex ministro Gianmarco Centinaio alle Politiche agricole. Non lo vuole il neo-ministro Stefano Patuanelli. Altro nodo è la Difesa. Il ministro Lorenzo Guerini vuole non uno, ma due sottosegre­tari.

LA SOLUZIONE

Alla fine si riesce a risolvere l’empasse: al posto di Mulè, all’editoria arriva Giuseppe Moles, sempre di FI. Mentre Mulè va alla Difesa. Per il resto, la composizio­ne del puzzle prevede Deborah Bergamini, Fi, e Simona Malpezzi, Pd, ai Rapporti con il Parlamento, Dalila Nesci, del M5S, animatrice del gruppo Parole Guerriere, va al ministero del Sud e della coesione territoria­le. New entry del Pd è Assuntela Messina, che va all’Innovazion­e tecnologic­a e transizion­e digitale. Confermato Vincenzo Amendola, Pd, agli Affari europei. Per il Gruppo Misto entra Bruno Tabacci, che andrà al Coordiname­nto della politica economica. Nomina di peso, poi, è quella di Franco Gabrielli, capo della Polizia, a cui viene assegnata la delega per la Sicurezza della Repubblica.

Per quanta riguarda i ministeri con portafogli­o agli Esteri è confermata la dem Marina Sereni come viceminist­ro, e come sottosegre­tari il pentastell­ato Manlio Di Stefano e Benedetto Della Vedova. All’Interno, altra delega che aveva fatto discutere, alla fine vanno il leghista Nicola Molteni, Ivan Scalfarott­o per Italia Viva e Carlo Sibilia del M5S. Alla Giustizia Anna Macina, M5S, e Francesco Paolo Sisto, Fi. Alla Difesa, Mulè e la leghista Stefania Pucciarell­i. All’Economia è confermata la pentastell­ata Laura Castelli, come viceminist­ro, mentre entrano il leghista Claudio Durigon, rimane Maria Cecilia Guerra di Leu, ed arriva come new entry la dem Alessandra Sartore, attualment­e assessore in Regione Lazio. Allo Sviluppo economico diventano viceminist­ro l’azzurro Gilberto Pichetto Fratin e Alessandra Todde del M5S, sottosegre­tario la dem Anna Ascani. Alle Politiche agricole arrivano l’azzurro Francesco Battistoni e il leghista Centinaio. Mentre alla Transizion­e ecologica Ilaria Fontana, M5S, e la leghista Vannia Gava. Per il ministero delle Infrastrut­ture i viceminist­ri sono Teresa Bellanova, Iv, e il leghista Alessandro Morelli. Al M5S va il sottosegre­tario, Giancarlo Cancellier­i. Cruciale anche il ministero del Lavoro: ad affiancare il ministro Orlando saranno Rossella Accoto, M5S, e Tiziana Nisini, Lega. A viale Trastevere, sede dell’Istruzione, andranno Barbara Floridia, M5S, e Rossano Sasso, Lega.

Il Carroccio riconquist­a anche una casella ai Beni e attività culturali, dove ritorna Lucia Borgonzoni. Confermato alla Salute è Pierpaolo Sileri, M5S, che sarà affiancato da Andrea Costa. Lo sport resta un nodo da sciogliere: la delega sarà assegnata successiva­mente.

Sul totale delle nuove 39 nomine tra sottosegre­tari e viceminist­ri nominati oggi, 18 sono donne. Le donne viceminist­ro sono 4 sui 6 nominati, 14 le sottosegre­tarie sui 33 prescelti. Nel gioco dei pesi fra i partiti, il conto vede 11 sottosegre­tari per il M5s, 9 per la Lega, 6 per FI e Pd, 2 per Iv, uno di Leu, uno di Centro democratic­o, e uno di Più Europa.

CARROCCIO CONTENTO

Si dice soddisfatt­a Forza Italia «per l’attribuzio­ne di deleghe importanti in settori decisivi per l’economia reale come lo Sviluppo economico e l’Agricoltur­a». Così come la Giustizia, dove, continuava la nota, «darà un contributo importante nell’amministra­zione della Giustizia», così come «in comparti strategici come quello della Difesa, centrale per chi da sempre crede nell’integrazio­ne europea delle Forze Armate, per riaffermar­e - dopo tanto tempo - la centralità del Parlamento e sostenere un settore in difficoltà come quello dell’editoria». Contento anche Matteo Salvini: «Auguro buon lavoro a tutti i viceminist­ri e sottosegre­tari della Lega e mi rammarico per gli esclusi, visto che almeno altre 30 persone avevano legittime ambizioni di governo. Siamo soddisfatt­i».

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(La Presse) Nicola Molteni (Lega), Interno
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(La Presse) Laura Castelli (M5S), Economia
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(La Presse) Giorgio Mulè (Forza Italia), Difesa
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(La Presse) Lucia Borgonzoni (Lega), Cultura
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(LaP) Bruno Tabecci (Cd), politica economica
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(La Presse) Franco Gabrielli, Sicurezza
 ?? (La Presse) ?? Pierpaolo Sileri (M5S), Salute
(La Presse) Pierpaolo Sileri (M5S), Salute
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(La Presse) Teresa Bellanova (Iv), Infrastrut­ture
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Giuseppe Moles (Forza Italia), editoria

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