Marie Claire (Italy)

INDO WE­STERN

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C’è da non cre­der­ci, che il fu­tu­ro del we­stern sia fem­mi­ni­sta e in­do­ne­sia­no. Ep­pu­re la gio­va­ne re­gi­sta Mou­ly Su­rya con Mar­li­na, omi­ci­da in quat­tro at­ti, al ci­ne­ma dal 18 /1, lo ipo­tiz­za con un film sor­pren­den­te in cui la pro­ta­go­ni­sta, ve­do­va e so­la, rea­gi­sce a uno stu­pro di grup­po am­maz­zan­do tut­ti gli as­sa­li­to­ri, e an­dan­do­se­ne in gi­ro per la riar­sa cam­pa­gna di Sum­ba con la te­sta di uno di lo­ro. Per por­tar­la al­la po­li­zia e de­nun­cia­re la vio­len­za su­bi­ta. È una stra­na spe­cie di hu­mour la chia­ve del film. Che

dif­fe­ren­za c’è tra quel­lo maschile e fem­mi­ni­le? Hu­mour fem­mi­ni­le? Per­ché, ne esi­ste an­che uno maschile? ( Ri­de) Quel­lo di Mar­li­na è ne­ro, è più si­mi­le al sar­ca­smo. Tro­vo la dark co­me­dy mol­to, mol­to uni­ver­sa­le. Ab­bia­mo più bi­so­gno di un buon ci­ne­ma fem­mi­ni­le o di un for­te ci­ne­ma

fem­mi­ni­sta? Le co­se for­ti di so­li­to so­no buo­ne. Quin­di di­rei sem­pli­ce­men­te for­te. Per­ché gli uo­mi­ni so­no in cri­si? Han­no le lo­ro re­spon­sa­bi­li­tà. Ma an­che le don­ne. Le uni­che co­se im­por­tan­ti so­no ugua­glian­za e col­la­bo­ra­zio­ne. No­zio­ni mol­to sem­pli­ci che pos­so­no ca­pi­re an­che i bam­bi­ni. Per­ché noi no?

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