SEN­TIR­SI VI­VI, SO­PRAT­TUT­TO

Tom­ma­so Pa­ra­di­so, lea­der dei Thegior­na­li­sti, par­la del nuovo al­bum Lo­ve. Una dichiarazione uni­ver­sa­le, an­che per chi si sen­te tra­di­to

Marie Claire (Italy) - - SOMMARIO -

L’AMORE È li­be­ra­re i mo­ti dell’ani­mo per non im­plo­de­re. Af­fer­ra­re car­ta, pen­na, uno stru­men­to e far­si tra­spa­ren­ti. Lo sug­ge­ri­sce Tom­ma­so Pa­ra­di­so, che tor­na in­sie­me ai suoi Thegior­na­li­sti con un al­bum «emo­zio­na­le, vi­ta­le, ve­ro» (esce il 21/9 per Ca­ro­sel­lo Re­cords), dal ti­to­lo ine­qui­vo­ca­bi­le: Lo

ve. Una dichiarazione d’amore uni­ver­sa­le che in­ve­ste tut­ti, an­che chi an­co­ra ac­cu­sa la band ro­ma­na di aver tra­di­to gli idea­li in­die-pop e ab­brac­cia­to la ce­le­bri­tà.

Il ti­to­lo da do­ve vie­ne? Lo­ve è il mo­do in cui chia­mo la mia ra­gaz­za e l’uni­ca ri­spo­sta che rie­sco a da­re sia quan­do ve­do che in­tor­no è tut­to splen­di­do, sia co­me an­ti­do­to al ma­le.

Per te che cos’è? Un mi­lio­ne di co­se. Sen­tir­si vi­vi, non apa­ti­ci, con­ser­va­re una par­te in­fan­ti­le, non da­re nul­la per scon­ta­to. E pian­ge­re per il fi­na­le di un film, mo­ri­re con la pro­ta­go­ni­sta di un li­bro, per­der­si con una bot­ti­glia di vi­no tra i ri­cor­di…

Con quan­to e qua­le amore ag­giu­ste­re­sti il mon­do? Con quel­lo dei sen­ti­men­ti uni­ver­sa­li, quel­li che ac­co­mu­na­no l’ul­ti­mo mem­bro di una tri­bù in­di­ge­na e un ban­chie­re di Lon­dra. In­fon­de­rei il ri­spet­to e l’edu­ca­zio­ne con una bac­chet­ta ma­gi­ca, ini­zie­rei dalle no­zio­ni ba­se, quel­le istin­ti­ve, pri­mi­ti­ve. E poi ri­par­ti­rei dal­la scuo­la, dai li­bri mae­stri, per esem­pio. Per in­se­gna­re ad ascol­ta­re di più, a es­se­re cu­rio­si e sem­pre cri­ti­ci con se stes­si e non as­so­lu­ti­sti. E, so­prat­tut­to, dia­lo­ga­re.

Che co­sa di­re­sti, in­ve­ce, a chi (vi) odia? Di pas­sa­re una gior­na­ta con me men­tre scri­vo una can­zo­ne, pre­pa­ro la ce­na, va­do a tro­va­re mia non­na o ri­do con gli ami­ci. Ca­pi­reb­be­ro che scri­vo in mo­do spon­ta­neo e, og­gi, con la gio­ia e l’en­tu­sia­smo de­gli ini­zi, con la stes­sa vo­glia di cam­bia­re, sem­pre, di stu­pi­re pri­ma me stes­so e poi gli al­tri.

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