Maisons et Objets

RI­GO­RE FOR­MA­LE E DET­TA­GLI VIN­TA­GE. È LA CI­FRA DELL’AR­CHI­TET­TO MAR­ZIO CAVANNA, CHE IN QUE­STE PA­GI­NE CI RAC­CON­TA LA SUA CASA

Marie Claire Maison (Italy) - - SOMMARIO - di CHIA­RA DAL CAN­TO - fo­to aper­tu­ra MATTEO CARASSALE - fo­to ser­vi­zio FA­BRI­ZIO CICCONI - te­sto DA­NI­LO ASCANI

Lo sti­le dell'ar­chi­tet­to Mar­zio Cavanna, che ci rac­con­ta la sua casa mi­la­ne­se.

Una pa­let­te dai to­ni ma­schi­li, tex­tu­re ma­te­ri­che e toc­chi di lie­ve iro­nia, coa­liz­za­ti nel con­fe­ri­re agli am­bien­ti una forte per­so­na­li­tà. L'este­ti­ca di Mar­zio Cavanna è scan­di­ta da ele­men­ti ca­pa­ci di en­fa­tiz­za­re i vo­lu­mi, «sen­za pre­scin­de­re dal­le pro­por­zio­ni, per­ché uno spa­zio de­ve ri­sul­ta­re ar­mo­nio­so e af­fa­sci­nan­te an­che quando è vuo­to. So­lo in se­gui­to l'ope­ra va com­ple­ta­ta con il su­per­fluo, che – a di­spet­to del suo si­gni­fi­ca­to – si ri­ve­la in­di­spen­sa­bi­le quando si trat­ta di ca­rat­te­riz­za­re gli am­bien­ti», af­fer­ma l'ar­chi­tet­to mi­la­ne­se. Ar­te­fi­ce di eleganti in­te­riors, Cavanna nu­tre un'au­ten­ti­ca pas­sio­ne per le case: mon­di a sé, nei qua­li en­tra ogni vol­ta in pun­ta di pie­di con l'in­ten­to di ri­spet­tar­ne sto­ria e iden­ti­tà. Pro­prio co­me ha fat­to nel suo appartamento (pro­ta­go­ni­sta di que­ste pa­gi­ne) e ri­fa­rà, pri­ma o poi, nel pros­si­mo. «Per me cam­bia­re non è mai un trau­ma. An­zi, quando de­ci­do di vol­ta­re pa­gi­na lascio sen­za rim­pian­ti boi­se­rie e ar­re­di su mi­su­ra; so­no so­lo gli og­get­ti a se­guir­mi», ri­ve­la. Si trat­ta di pic­co­li te­so­ri sco­va­ti nei mar­ché aux pu­ces pa­ri­gi­ni – Sa­lon des an­ti­quai­res e Por­te de Van­ves, in pri­mis – o ad An­ver­sa, do­ve si tro­va­no i suoi sto­re pre­fe­ri­ti: Ma­ga­zyn e Co­py­right, que­st'ultimo un book­shop con ban­chi in mar­mo, su cui sfo­glia­re li­bri pie­ni di spun­ti crea­ti­vi, nu­tri­men­to im­pre­scin­di­bi­le per chi fa il suo me­stie­re; «una pro­fes­sio­ne che ti chie­de tan­to ma re­sti­tui­sce gran­di sod­di­sfa­zio­ni, poi­ché al ter­mi­ne di ogni pro­get­to hai la sen­sa­zio­ne di aver crea­to qual­co­sa». L'ap­proc­cio di Mar­zio è squi­si­ta­men­te sar­to­ria­le. La sua prio­ri­tà consiste nel tro­va­re sem­pre un pun­to d'in­con­tro con il gu­sto del com­mit­ten­te, che può spa­zia­re dal de­si­gn più or­to­dos­so al­lo sti­le clas­si­co. L'im­pe­ra­ti­vo as­so­lu­to, nel­la fat­ti­spe­cie, è ri­fug­gi­re dal "fal­so sto­ri­co", os­sia aste­ner­si dal ri­pro­dur­re fre­gi d'epo­ca con ele­men­ti in ges­so op­pu­re po­sa­re a spi­na di pe­sce un par­quet di nuova fat­tu­ra. Cavanna non di­sde­gna gli in­ter­ven­ti a con­tra­sto e ma­ni­fe­sta un'in­cli­na­zio­ne per i colori scu­ri, che di se­ra di­ven­ta­no set idea­le per le lu­ci sof­fu­se. Al­tret­tan­to sin­go­la­re è la pro­pen­sio­ne per il dé­cor a te­ma na­tu­ra­li­sti­co: la fo­to­gra­fia di una vol­pe po­sta vi­ci­no a un va­so di ra­mi or­na­men­ta­li, un ra­gno di­se­gna­to su un piatto, un or­so por­ta­pi­pa, sta­tui­ne di cer­vi e al­ci, ce­le­bra­zio­ne del suo amore per i boschi e gli ani­ma­li che li po­po­la­no. Estrosi esca­mo­ta­ge pron­ti a do­na­re un twi­st scan­zo­na­to a stan­ze im­pron­ta­te al ri­go­re, tra au­to­re­vo­li nuan­ce acro­ma­ti­che e pez­zi ico­ni­ci.

Mar­zio Cavanna ri­trat­to nel suo li­ving, tra i cu­bi in zin­co di Domani, una Loun­ge Chair del 1956 degli Ea­mes, Vi­tra, e al­cu­ni og­get­ti de­co­ra­ti­vi.

Qui so­pra, su una parete del li­ving: frec­cia ac­qui­sta­ta in un mer­ca­to dell'an­ti­qua­ria­to e poi in­cor­ni­cia­ta; piat­ti­ni di John De­rian, sta­tui­na di cer­vo espo­sta su una men­so­la del­la linea Cor­ni­ches, Vi­tra, e l'ini­zia­le di Mar­zio, do­no di un ami­co. Sot­to, Cavanna se­du­to di fron­te a una li­bre­ria chiu­sa, so­lu­zio­ne scel­ta per crea­re un ef­fet­to boi­se­rie fun­zio­na­le.

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