Di­sav­ven­tu­re sui bi­na­ri

Master Meeting - - IL PARERE DEL LEGALE - A cu­ra dell’av­vo­ca­to Ro­ber­ta Bor­ghi­ni

L’Alta Ve­lo­ci­tà ha qua­si sop­pian­ta­to i col­le­ga­men ae­rei su al­cu­ne tra e e ci ha re­ga­la­to una dras ca ri­du­zio­ne dei tem­pi di spo­sta­men­to dal nord al sud del­la pe­ni­so­la. Ma la re­te fer­ro­via­ria ita­lia­na non è cos tui­ta so­lo da Alta Ve­lo­ci­tà. Ne san­no qual­co­sa i nu­me­ro­si pen­do­la­ri che ogni gior­no si spo­sta­no per mo vi di la­vo­ro o di stu­dio e de­vo­no fare i con con i con nui ri­tar­di dei tre­ni, con le car­roz­ze spor­che e so­vraf­fol­la­te, con l’aria con­di­zio­na­ta spen­ta e il ri­scal­da­men­to mal­fun­zio­nan­te. Si è fa o stra­da or­mai il con­vin­ci­men­to che il ser­vi­zio fer­ro­via­rio non con­si­sta uni­ca­men­te nel tra­spor­to dei pas­seg­ge­ri dal pun­to A al pun­to B e che deb­ba es­se­re ga­ran to un cer­to li­vel­lo di com­fort e di sod­di­sfa­zio­ne dei clien : col suf­fra­gio del­la giu­ri­spru­den­za che ha ri­co­no­sciu­to il fon­da­men­ta­le di­ri o dell’uten­te all’ero­ga­zio­ne di ser­vi­zi pub­bli­ci se­con­do stan­dard di qua­li­tà e di ef­fi­cien­za. Già nel 1999, il Giu­di­ce di Pa­ce di Venezia ha sta­bi­li­to che la con­clu­sio­ne del con­tra o di tra­spor­to “ob­bli­ga il ve ore fer­ro­via­rio a tra­sfe­ri­re in­co­lu­me a des na­zio­ne il pas­seg­ge­ro nel ri­spe o de­gli ora­ri pub­bli­ciz­za , pe­na il par­zia­le ina­dem­pi­men­to con­tra ua­le” (sent. 4 feb­bra­io 1999, n. 10). Men­tre il Giu­di­ce di Pa­ce di Cas­si­no ha ac­cor­da­to un ri­sar­ci­men­to ad un pas­seg­ge­ro per il ri­tar­do ac­cu­mu­la­to dal tre­no, che si è tra­do o in un ve­ro dan­no al­la sa­lu­te “nel­la spe­cie, di­stur­bo d’an­sia ge­ne­ra­liz­za­ta, sen­so di sof­fo­ca­men­to e af­fa ca­men­to, car­dio­pal­ma, ta­chi­car­dia” (sent. 28 feb­bra­io 2001). Si è spin­to an­co­ra ol­tre il Giu­di­ce di Pa­ce di Tre­ca­sta­gni, che ha san­zio­na­to, ol­tre al ri­tar­do, la pro­va­ta man­can­za di in­for­ma­zio­ni ade­gua­te ai pas­seg­ge­ri che avreb­be of­fer­to lo­ro “l’op­por­tu­ni­tà di ope­ra­re la scel­ta se in­tra­pren­de­re o meno il viag­gio e va­lu­ta­re il ri­schio di su­bi­re sof­fe­ren­ze e di­sa­gi” (sent. 104/2011). Prin­ci­pio enu­clea­to con vi­go­re an­che dal Giu­di­ce di Pa­ce di Roma, Do . Ga­brie­le Lon­go, che ha ob­bli­ga­to la com­pa­gnia di tra­spor­to fer­ro­via­rio a ri­sar­ci­re un clien­te per i dan­ni su­bi a cau­ sa di un ri­tar­do “di­sin­for­ma­to”. Il ca­so trae ori­gi­ne dal­la di­sav­ven­tu­ra di un av­vo­ca­to ro­ma­no che ha a eso al­la sta­zio­ne di Tra­ste­ve­re il tre­no per l’ae­ro­por­to di Fiu­mi­ci­no: la lo­co­mo va è ap­par­sa all’oriz­zon­te trop­po tar­di per con­sen re al pro­fes­sio­ni­sta di im­bar­car­si sul vo­lo per Mal­pen­sa, che è de­col­la­to sen­za di lui. Il giu­di­can­te ha ri­te­nu­to gra­vis­si­ma la cir­co­stan­za che “il viag­gia­to­re non sia sta­to av­ver to del­la esi­sten­za dei ri­tar­di dei due tre­ni e del­la lo­ro con­si­sten­za e non ab­bia per­tan­to po­tu­to u liz­za­re al­tro mez­zo, qua­le il ta­xi per rag­giun­ge­re tem­pes va­men­te l’ae­ro­por­to” (sent. 20851/2013). In pie­na sin­to­nia con il Regolamento 1371/2007 del Par­la­men­to Eu­ro­peo e del Con­si­glio del 23 o obre 2007 re­la vo ai di­ri e agli ob­bli­ghi dei pas­seg­ge­ri nel tra­spor­to fer­ro­via­rio, che all’art. 18 (Assistenza) pre­ve­de: “In ca­so di ri­tar­do all’ar­ri­vo o al­la par­ten­za, l’im­pre­sa fer­ro­via­ria o il ge­sto­re del­la sta­zio­ne in­for­ma i pas­seg­ge­ri del­la si­tua­zio­ne e dell’ora­rio pre­vi­sto di par­ten­za e di ar­ri­vo non ap­pe­na ta­le in­for­ma­zio­ne è di­spo­ni­bi­le”.

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