Non fa­te ar­rab­bia­re i bam­bi­ni!

Master Meeting - - ANDAVA TUTTO BENE? - A cu­ra di Leo­nar­do Fron­ta­ni edu@leo­nar­do­fron­ta­ni.com

“Pa­pà, ma è pos­si­bi­le che non ab­bia­mo pen­sa­to ad un me­nu per bam­bi­ni?”. Co­sì, con una dia­le ca nu­da e cru­da mio fi­glio m’in­cal­za do­po aver ascol­ta­to per tu o il viag­gio, il mio racconto sul lan­cio di que­sto ri­sto­ran­te. In­fa ho cu­ra­to lo start up di que­sta idea che all’ini­zio sem­bra­va as­sur­da e poi si è tra­sfor­ma­ta in una no­vi­tà im­por­tan­te per il ter­ri­to­rio nel qua­le vie­ne ad ope­ra­re. Men­tre gui­da­vo, rac­con­ta­vo le scel­te di mar­ke ng fa e, le dif­fi­col­tà, gli aned­do e mio fi­glio, dal se­di­le po­ste­rio­re e con l’in­no­cen­za dei sui 10 an­ni, ascol­ta­va con cu­rio­si­tà e poi sce ci­smo. Sem­bra­va tu o trop­po bel­lo. Ed in­fa , me­nu al­la ma­no, ci ha mes­so po­co a ca­pi­re che il ge­sto­re si era di­men ca­to di lui. Eb­be­ne i bam­bi­ni og­gi, che ci piac­cia o no so­no un tar­get po­ten­te di ri­fe­ri­men­to nel mon­do del­la ri­sto­ra­zio­ne e non so­lo. Da­te un’oc­chia­ta ai lo­ro programmi pre­fe­ri e li tro­ve­re­te bom­bar­da da spot pub­bli­ci­ta­ri che han­no tra­sfor­ma­to “i pic­co­li uo­mi­ni” in con­su­ma­to­ri esper , cri ci e an­che un po’ vi­zia . Dal pun­to di vi­sta del mar­ke ng di re­la­zio­ne, è ma­gni­fi­co ve­de­re il ca­me­rie­re, por­ge­re ai com­men­sa­li il me­nu, la car­ta dei vi­ni e an­che il me­nu dei pic­co­li, spes­so per­so­na­liz­za­to an­che gra­fi­ca­men­te. L’enor­me sod­di­sfa­zio­ne che il bam­bi­no pro­va ad in­ter­pre­ta­re il ruo­lo dell’esper­to con­su­ma­to­re, ri­ver­be­ra su mam­ma e pa­pà che han­no co­sì già con­fer­ma­to a sé stes­si di aver scel­to be­ne. Al ta­vo­lo si crea un’at­mo­sfe­ra di se­re­ni­tà che spes­so sol­le­va la mam­ma dal do­ver oc­cu­par­si an­co­ra una vol­ta del­le scel­te del pro­prio bam­bi­no. For­se po­trà sem­bra­re esa­ge­ra­to, ma gli ope­ra­to­ri dell’ac­co­glien­za han­no il do­ver di prendere in con­si­de­ra­zio­ne la famiglia co­me tar­get di ri­fe­ri­men­to con un’of­fer­ta ade­gua­ta e a en­ta an­che ai pic­co­li di ca­sa. Per­si­no al ca­ne si pre­sta cu­ra, of­fren­do una cio­to­la d’ac­qua o un pic­co­lo spun no. Co­me si possono di­men ca­re gli astu e cri ci bam­bi­ni? Im­pa­ria­mo dai gi­gan del­la ri­sto­ra­zio­ne che ac­col­go­no in ta­vo­li spe­ci­fi­ci le famiglie, di­stan­zian­do­le dal­le cop­pie per evi­ta­re inu li fas di. Gli stes­si im­me­dia­ta­men­te con il me­nu of­fro­no ai pic­ci­ni un gio­chi­no a sor­pre­sa op­pu­re co­lo­ri e pas­sa­tem­po. Se c’è un bam­bi­no al ta­vo­lo il ca­me­rie­re si pre­oc­cu­pa di prendere la co­man­da per il pic­co­lo in an ci­po con le or­di­na­zio­ni del­le be­van­de, co­sì da non far­lo aspe are. Fuo­ri, uno spa­zio gio­chi a rez­za­to, cer­ta­men­te non cu­sto­di­to, ma si­cu­ra­men­te lon­ta­no dal­la zo­na do­ve sta­zio­na­no i fu­ma­to­ri. Tu e que­ste pic­co­le gran­di a en­zio­ni so­no po­ten per fi­de­liz­za­re il clien­te “famiglia” che quan­do sce­glie il ri­sto­ran­te per ea ng out, si pre­oc­cu­pa di tro­va­re una so­lu­zio­ne ade­gua­ta a tu i com­po­nen del­la stes­sa. Ho in­ve­ce dei dubbi per quan­to ri­guar­da il di­ning out, cioè la bel­la ce­na in lo­ca­le che pre­sen­ta a en­zio­ni ed ar­re­di orien­ta al lus­so. Al­cu­ni ri­sto­ran , al­la stre­gua dei col­le­ghi an­glo­sas­so­ni, stan­no esplo­ran­do la pos­si­bi­li­tà di “scon­si­glia­re” l’in­gres­so (sopra u o la se­ra) ai mi­no­ri di 12 an­ni op­pu­re di crea­re gior­ni de­di­ca al­le famiglie o ora­ri spe­ci­fi­ci per esem­pio dal­le 19,00 al­le 20,00. Dob­bia­mo es­se­re ones : ci so­no lo­ca­li a mi­su­ra di bam­bi­no (kid­sfriend­ly) ed al­tri no. Se i ge­ni­to­ri non lo com­pren­do­no il ri­sto­ra­to­re può ave­re il di­ri o di far­lo no­ta­re. Po­chi to­la­ri pe­rò pro­va­no ad espor­re un di­vie­to uf­fi­cia­le, per­ché san­no che sca­te­ne­ran­no po­le­mi­che sopra u o sui so­cial e re­cen­sio­ni ne­ga ve. Gli uni­ci che non fa­ran­no sto­rie so­no pro­prio i bam­bi­ni. A lo­ro non pia­ce chi non si pren­de cu­ra dei lo­ro bi­so­gni e quin­di? Cam­bia­mo ri­sto­ran­te ora!

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