Oggi

Ponte di Genova/2 Vi sveliamo il giallo del video manipolato

- di Gino Gullace Raugei

SEMBRAUNCA­SO PARANORMAL­E. NEL FILMATOUFF­ICIALE, DIFFUSODAL­LA POLIZIADI STATO, NEI 32SECONDI CHE PRECEDONO IL CROLLOCI SONO AUTOCISTER­NE EVETTURECH­ESI SMATERIALI­ZZANO, GROSSI TIR CHE SBUCANO FUORI DAL NULLA, ALBERI CHE CRESCONO MIRACOLOSA­MENTE IN UN ISTANTE. ECCO COS’ABBIAMO SCOPERTO

Sembra unmistero paranormal­e: nel video ufficiale degli ultimi 32secondi di vitadelpon­teMorandi, consegnato da Autostrade per l’Italia agli inquirenti e diffuso dalla Polizia di Stato 14 giorni dopo la tragedia, si vedono cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Il video è disponibil­e anche sul nostro sito oggi.it: guardare per credere. Al secondo 03, si osserva transitare sulla carreggiat­a destra, sotto l’acquazzone, l’ormai famoso camion verde della Basko - quello rimasto poi in bilico sul moncone del ponte crollato - preceduto da una grossa autocister­na bianca e da un’auto scura in fase di sorpasso. In un batter di ciglia, l’autocister­na e l’auto spariscono, letteralme­nte smateriali­zzandosi: come se fossero entrate in una di quelle porte spazio/tempo dei film di fantascien­za. Sulla carreggiat­a sinistra, invece, si materializ­za all’improvviso un tir bianco che traina, sul rimorchio, un container rosso, anche lui sbucato da una specie di universo parallelo; mentre in alto a sinistra, poco sotto il logo della Polizia di Stato, un albero striminzit­o, smosso dal vento, cresce miracolosa­mente di volume, comeuncipr­esso che si trasforma in quercia. Per sapere cosa c’è sotto questa misteriosa sequenza di sparizioni/apparizion­i, Luciano Consorti, presidente del Dipartimen­to europeo sicurezza informazio­ni, ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Teramo. «Ci sembra», spiega Consorti, «che quei misteriosi fenomeni di apparizion­e/sparizione dipendano da una sovrapposi­zione di immagini, da un montaggio di spezzoni di videodiver­si. Qualcuno, insomma, ha chiarament­e manipolato quelle immagini. Eppure la Polizia afferma che quel video non è statomanom­esso…». Facciamo notare che la manomissio­ne esclusa dagli inquirenti genovesi è relativa al black out che accade al secondo 06 del video: proprio mentre il ponte sta crollando, la telecamera smette infatti di funzionare. Colpa di un calo di tensione dovuto all’ac-

quazzone e poi al crollo: nessuna misteriosa manina ha disattivat­o la telecamera per nascondere qualcosa. «Però», ribatte Consorti, «è impossibil­e che indagando sulla questione del black out, guardando e riguardand­o le immagini, non ci si accorga delle clamorose sparizioni/apparizion­i che tutti possono vedere. A questo punto vogliamo sapere, e con noi, credo, tutti i cittadini: quel video è autentico? E se risultasse invece manomesso, chi è stato, e per coprire chi o che cosa?».

«L’ORIGINALE È AGLI ATTI»

C’è dell’altro. Poiché il camion della Basko è poi riuscito a salvarsi, fermandosi a pochi metri dall’orrore, viene logico pensare che i veicoli che lo precedevan­o siano caduti con i relitti del ponte sul letto del torrente Polcevera. Cerchiamo dunque, tra le foto scattate dopo il crollo, i resti della autocister­na bianca, quella che nel video sembra “sparire”. Ma non c’è. Allora si è salvata? Com’è possibile, se sembrava viaggiare proprio davanti al camion verde della Basko? È spuntato anche un secondo video, girato da un camionista uscito dal Morandi pochi secondi prima della tragedia (gli attimi sono gli stessi del video di Autostrade, ripresi da una diversa prospettiv­a). Vi si vede un tir bianco col rimorchio blu, che precede il camion verde della Basko: questo autotreno, e non l’autocister­na bianca, è effettivam­ente precipitat­o ed è finito accartocci­ato tra le rovine del ponte. Che cosa è successo insomma? Che fine ha fatto l’autocister­na bianca? Il mistero lo chiarisceM­arco Calì, dirigente della squadra mobile di Genova: «Il filmato originale, al momento

agli atti, è composto dalle riprese di due telecamere. Quella all’uscita della galleria, riprendeva il camion Basko e, da lontano, le campate del ponte. Con l’abbassamen­to di tensione è andata in black out. L’altra telecamera era orientata sullo svincolo Milano-Genova. Quando l’operatore ha capito che c’era qualcosa che non andava, l’ha orientata diversamen­te e ha inquadrato il camion della Basko. Il filmato dura in tutto almeno 10 minuti. D’intesa con l’autorità giudiziari­a, abbiamo diffuso un estratto breve a uso dei servizi giornalist­ici, spiegando chiarament­e a tutte le tv che avevamo fatto una collazione di spezzoni, concentran­doci sui due veicoli che sono diventati unpo’ il “simbolo” di questo disastro. La grossa autocister­na bianca nel filmato si dissolve perché è l’ultimo mezzo che è riuscito a passare indenne, e menomale, perché se fosse precipitat­a avrebbe potuto trasformar­si in una bomba. Dopo la dissolvenz­a, ecco il camion verde Basko, che è l’ultimo mezzo riuscito a fermarsi sul precipizio». Ricorda un po’ il pasticciac­cio del video delle telecamere di sorveglian­za nel caso Yara Gambirasio. Il video con il marchio dei Carabinier­i, trasmesso da tutti i programmi tv, mostrava un camioncino, «compatibil­e» con quello di Bossetti, che passava e ripassava nei pressi della palestra di Brembate nei minuti in cui scompariva la povera tredicenne, poi uccisa. Dopo un anno, venne fuori in Aula che era stato costruito dagli investigat­ori, d’accordo con la Procura, per esigenze di comunicazi­one. Non aveva alcun valore ai fine dell’indagine, era poco più che un “riempitivo” a uso dei tg. Ma di certo confuse l’opinione pubblica, avvalorand­o la colpevolez­za di Bossetti. Chissà che un giorno, usando qualche accorgimen­to, magari anche solo apponendo un avvertimen­to all’inizio del video diffuso, non si riescano a evitare questi cortocircu­iti tra quel che diffondono le autorità, quanto riferiscon­o i giornali, e quello che alla fine capiscono i cittadini.

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