Attori tran­sfor­mers

IL FILM SUL CAN­TAN­TE DEI Q UE EN HA SBANCATO IL BOT­TE­GHI­NO E I GOL DENG LOB E. E AL­TRI BI OP ICS O NO IN AR­RI­VO. IL SE­GRE­TO DEL LO­RO SUC­CES­SO? LA TRA­SFOR­MA­ZIO­NE SORPRENDENTE DE­GLI IN­TER­PRE­TI NEL­LE ICO­NE POP: OL­TRE AL­LE PRO­TE­SI, C’ÈDI PIÙ

Oggi - - Sommario - di Paola Man­cia­gli

Ec­co co­me si tra­sfor­ma­no nel­le ico­ne pop

La ra­dio tra­smet­te can­zo­ni dei Queen da qua­si 40 an­ni. Ma do­po aver vi­sto Bo­he­mian Rhap­so­dy, il film cam­pio­ne al bot­te­ghi­no e ai Golden Glo­be sul mi­ti­co Fred­die Mer­cu­ry, le ascol­tia­mo con orec­chie di­ver­se. Den­tro ogni no­ta ri­suo­na lui, Fred­die, la sua crea­ti­vi­tà in­con­te­ni­bi­le, la sua sen­si­bi­li­tà mu­si­ca­le fi­nis­si­ma, l’in­quie­tu­di­ne sen­ti­men­ta­le e il do­lo­re per aver con­trat­to l’Hiv, per es­se­re co­stret­to ad ab­ban­do­na­re co­sì pre­sto quel­la sua vi­ta vis­su­ta con la quin­ta sem­pre in­ne­sta­ta. È una spe­cie di ma­gia. La sa fa­re il ci­ne­ma che rac­con­ta i gran­di per­so­nag­gi di mu­si­ca, po­li­ti­caoHol­ly­wood: all'im­prov­vi­so, i lo­ro scrit­ti, i lo­ro film, le lo­ro can­zo­ni han­no tutt'al­tro sa­po­re. I bio­pic, co­me si chia­ma­no in ger­go que­sti film bio­gra­fi­ci, spo­po­la­no: pri­ma diMer­cu­ry ab­bia­mo vi­sto da El­vis a Lin­coln a Ni­xon, da Gra­ce diMo­na­co a Ma­ri­lyn a Cha­plin; e ora stan­no per ar­ri­va­re MiaMar­ti­ni, El­ton John, Stan­lio e Ol­lio... Per­ché la ma­gia rie­sca, ci dev’es­se­re un’al­chi­mia di mu­si­che, lu­ci, bat­tu­te, ma so­prat­tut­to di bra­vu­ra dell’at­to­re, stu­dio ap­pas­sio­na­to di ogni vi­deo e do­cu­men­to esi­sten­te sul personaggio in que­stio­ne, di in­fi­ni­te

con­ver­sa­zio­ni con chi lo co­no­sce­va, e an­co­ra di mi­nu­zio­sis­si­mo truc­co, par­ruc­co e, all’oc­cor­ren­za, pro­te­si. Ades­so in sa­la c’è Vi­ce - L’uo­mo nell’om­bra: l’ex Bat­man sta­tua­rio Ch­ri­stian Ba­le rie­sce a es­se­re cre­di­bi­le nei pan­ni dell’avan­za­tel­lo, so­vrap­pe­so e po­ten­tis­si­mo ex vi­ce­pre­si­den­te ame­ri­ca­noDic­kC­he­ney. Tan­to da aver vin­to un Golden Glo­be. Per riu­scir­ci, ha stu­dia­to ogni ti­po di do­cu­men­to sul­la Ca­sa Bian­ca di Geor­ge Bu­sh e ha­mes­so su 18 chi­li con una die­ta «di gin­na­sti­ca e tor­te», ha scher­za­to; ha ra­sa­to la te­sta, schia­ri­to le so­prac­ci­glia e si è ri­co­per­to di pro­te­si al si­li­co­ne, al­me­no 100 pez­zi. Ma, vie­ne fuo­ri dal­le in­ter­vi­ste, il suo Che­ney è “na­to” dav­ve­ro quan­do Ch­ri­stian ha in­si­sti­to per far­si in­gros­sa­re an­che il col­lo. Per­ché c’è sem­pre un det­ta­glio che, a un cer­to pun­to, cambia tut­to; che, più di ogni al­tro, aiu­ta l’at­to­re- tran­sfor­mer a “sen­ti­re” il personaggio, e ispi­ra la sua in­ter­pre­ta­zio­ne.

CON I DENTI POSTICCI

Per Ra­mi Ma­lek (an­che lui Golden Glo­be) so­no sta­ti i denti fin­ti. Per di­ven­ta­re Fred­die Mer­cu­ry ha fat­to di tut­to: ha pre­so le­zio­ni di bal­lo e can­to, guar­da­to fi­no al­lo sfi­ni­men­to il vi­deo del Li­ve Aid al Wem­bley sta­dium; ha per­si­no stu­dia­to il dia­let­to Gu­ja­ra­ti dell’In­dia, la re­gio­ne d’ori­gi­ne dei ge­ni­to­ri di Fred­die. Ma so­lo nel­mo­men­to in cui ha in­fi­la­to in boc­ca i quat­tro in­ci­si­vi in più, l’over­bi­te fir­ma di Mer­cu­ry, «c’è sta­to un cam­bia­men­to­mol­to vi­sce­ra­le nel­la per­for­man­ce», ha con-

fi­da­to. In Jac­kie Na­ta­lie Port­man ha sen­ti­to Jac­que­li­ne Ken­ne­dy scor­rer­le «sot­to la pel­le» quan­do si è vi­sta con i ca­pel­li co­to­na­ti. Da­niel Day Lewis ha cre­du­to per un at­ti­mo di es­se­re dav­ve­ro Lin­coln nell’omo­ni­mo film di Spiel­berg quan­do è riu­sci­to a im­ma­gi­nar­ne la vo­ce. E al­la fi­ne ha vin­to l’Oscar. Lo ha vin­to an­che Ca­te Blan­chett per la sua Ka­the­ri­ne He­p­burn in The Avia­tor: si è “tra­sfor­ma­ta” im­pa­dro­nen­do­si del­la cam­mi­na­ta del mi­to di Hol­ly­wood, del suo «pas­so fi­du­cio­so», co­sì lo ha de­fi­ni­to. E poi c’è Ro­bert Do­w­ney Jr.: ha ot­te­nu­to la sua pri­ma no­mi­na­tion agli Aca­de­my gra­zie a una bom­bet­ta. Per re­ci­ta­re il ruo­lo di Char­lie Cha­plin in Char­lot, ha im­pa­ra­to a suo­na­re il vio­li­no e a gio­ca­re a tennis con la­ma­no si­ni­stra. Ma, so­prat­tut­to, ha pas­sa­to in­fi­ni­te ore a “gio­ca­re” con quell’ico­ni­co cap­pel­lo, per­ché que­sta è sta­ta la sua in­tui­zio­ne, il det­ta­glio che lo ha av­vi­ci­na­to al­la più gran­de stel­la del ci­ne­ma mu­to: im­pa­ra­re a in­te­ra­gi­re con gli og­get­ti di sce­na co­me se fos­se­ro vi­vi. Ma suc­ce­de an­che che que­sto det­ta­glio-chia­ve sia qual­co­sa di ina­spet­ta­to. Per ren­de­re la por­ten­to­sa staz­za di Ol­lio (il bio­pic Stan & Ol­lie usci­rà a giu­gno), John C. Reil­ly ha re­ci­ta­to den­tro un’enor­me pro­te­si di si­li­co­ne: «Sic­co­me fa­ce­va mol­to cal­do a vol­te usci­vo in­ma­ni­che di ca­mi­cia con quel ma­ke-up e mi se­de­vo su una panchina», ha rac­con­ta­to. «Pas­sa­va gen­te che non sa­pe­va che gi­ra­va­mo un film e ve­de­va in me so­lo un tri­ste cic­cio­ne se­du­to su una panchina. Guar­da­va­no e di­sto­glie­va­no su­bi­to lo sguar­do, li im­ba­raz­za­vo se li guar­da­vo a lun­go. E ti ve­ni­va vo­glia di ur­la­re “ehi, so­no un es­se­re uma­no, so­no qui!”. Mi ha fat­to pen­sa­re a co­sa vo­les­se di­re es­se­re Oli­ver con­ti­nua­men­te. Per lui la gras­sez­za fa­ce­va par­te del suo la­vo­ro, ma poi do­ve­va tor­na­re a ca­sa con quel cor­po, io ave­vo il lus­so di po­ter­mi to­glie­re quel­la ma­sche­ra, ma Ol­lie ci vi­ve­va e que­sto mi ha su­sci­ta­to mol­ta com­pas­sio­ne per il suo viag­gio nel­la vi­ta». Ri­tro­var­si a con­di­vi­de­re la sof­fe­ren­za di Ol­lio, que­sto ha per­mes­so a Reil­ly di ini­zia­re a com­pren­de­re il gran­de co­mi­co. Co­sì da po­ter­ci re­sti­tui­re una goc­cia del­la sua uma­ni­tà.

Ra­mi Ma­lek, 37, sem­bra il ve­ro Fred­die Mer­cu­ry A si­ni­stra, Ma­lek in­ter­pre­ta Fred­die Mer­cu­ry (a de­stra) in Bo­he­mian Rhap­so­dy, mi­glior film dram­ma­ti­co ai Golden Glo­be. È pu­re il film­mu­si­ca­le più vi­sto di sem­pre.

Se­re­na Ros­si, 33, nel ruo­lo di Mia Mar­ti­ni A si­ni­stra, Se­re­na Ros­si è Mia Mar­ti­ni (a de­stra) nel film Io so­no Mia, al ci­ne­ma dal 14 al 16 gen­na­io e a feb­bra­io su Rai 1. È en­tra­ta nel­la par­te ascol­tan­do i suc­ces­si di Mi­mì.

Ch­ri­stian Ba­le, 44, è un Dick Che­ney per­fet­to A de­stra, Ba­le (an­che so­pra) nel film Vi­ce tra­sfor­ma­to in Dick Che­ney, 77 (più a de­stra), vi­ce di Geor­ge Bu­sh. Ha­mes­so su 18 chi­li e 100 pro­te­si. Ha vin­to il Golden Glo­be, mi­glio­re at­to­re in una com­me­dia.

CA­TE BLAN­CHETT, 49, DI­VI­NA CO­ME LA HE­P­BURN Il pro­ta­go­ni­sta di The Avia­tor era Leo DiCa­prio alias Ho­ward Hu­ghes. Ma gli occhi era­no puntati sul­la He­p­burn di Ca­te Blan­chett: fu pre­mia­ta con un Oscar. KURT RUS­SELL, 67, AL El­vis - Il re del rock (1979) fu il pri­mo ruo­lo di ri­lie­vo per Kurt Rus­sell. In real­tà, ne ave­va un ri­cor­do vi­vo: da pic­co­lo ave­va in­con­tra­to per ca­so il ve­ro El­vis. MARION COTILLARD, 43, La Cotillard ri­ma­se tur­ba­ta dal ruo­lo di Édi­th Piaf in La vie en ro­se: «Mi ver­go­gna­vo di non es­se­re in gra­do di tor­na­re al­la mia vi­ta. Ero con­nes­sa a lei». JA­MES FRAN­CO, 40, Per il bio­pic tv Ja­mes Dean «ini­ziai a fu­ma­re due pac­chet­ti di si­ga­ret­te al gior­no e per me­si cer­cai 48 di vi­ve­re in iso­la­men­to to­ta­le», ha det­to Fran­co.

So­pra, Ni­co­leil Kid­man id (an­che a la­to) è Gra­cedi Mo­na­co (so­pra, a de­stra) nell’omo­ni­mo fil­m­del 2014. Ha rac­con­ta­to di es­se­re en­tra­ta dav­ve­ro nel­la par­te del­la prin­ci­pes­sa quan­do ha im­ma­gi­na­to di es­se­re co­stret­ta a la­scia­re il ci­ne­ma.

Ro­bert Do­w­ney Jr., 53, in­cre­di­bi­le Char­lot Sot­to, a si­ni­stra, Do­w­ney (an­che nel ton­do) in­ter­pre­ta Char­lie Cha­plin (sot­to, a de­stra), in Char­lot. Per di­ven­ta­re cre­di­bi­le pas­sò in­fi­ni­te ore a gio­ca­re con la­mi­ti­ca bom­bet­ta.

chi È im­pos­si­bi­le ca­pi­re ei due sia la ve­ra pop­star SSo­pra, a si­ni­stra,iit TTa­ron EE­ger­ton,t 29 (an­che nel ton­do), in­dos­sa gli abi­ti squil­lan­ti del gio­va­ne El­ton John, 71 (so­pra, de­stra), nel bio­picRoc­ket­man, in sa­la in pri­ma­ve­ra.

Nei pan­ni dei mi­ti­ci co­mi­ci in bian­co e ne­ro John CC. Reil­lyReil­ly, 53 (a si­ni­stra) e Ste­ve Coo­gan, 53 (a de­stra), so­no Stan­lio e On­lio nel film omo­ni­mo (so­pra) sul duo co­mi­co (in al­to). Esce a giu­gno.

MI­CHEL­LE WIL­LIAMS, 38, Mi­chel­le ha mes­so su di­ver­si chi­li per il film Ma­ri­lyn (2011). Ma più di tut­to si è con­cen­tra­ta sul suo sor­ri­so, un po' in­ge­nuo 49 e un po'ma­sche­ra. VIN­SE L’OSCAR JAMIE FOXX, 51, Il Ray di Jamie Foxx (2004) vin­se l'Oscar. L'at­to­re en­trò nel ruo­lo del can­tan­te non vedente quan­do ini­ziò amuo­ver­si e a re­ci­ta­re con gli occhi ben­da­ti. VAL KILMER, 59, ERA IDEN­TI­CO A JIM MOR­RI­SON Per in­ter­pre­ta­re Mor­ri­son in The Doors (1991), Kilmer si ve­stì coi suoi ve­sti­ti per un an­no e im­pa­rò tut­te le can­zo­ni. Do­vet­te an­da­re in te­ra­pia per li­be­rar­si di Jim. NA­TA­LIE PORT­MAN, 37, La Port­man ha rac­con­ta­to di aver sen­ti­to Jac­que­li­ne Ken­ne­dy sot­to la sua pel­le quan­do si è vi­sta co­to­na­ta.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.