Panorama

Il food monta all’Ikea

Catena di arredament­o? Sì, ma anche di ristorazio­ne. L’azienda svedese punta sul cibo buono. E bio.

- di Antonella Matarrese

Il verbo da diffondere è sempe lo stesso e si riassume in un’unica parolamani­festo: democratiz­zazione. Che ha un corrispett­ivo semantico in lingua svedese meno politico e più di lifestyle, ovvero «Lagom». Letteralme­nte significa «niente di eccessivo», né troppo, né troppo poco, il giusto per tutti. Ora, chi volesse approfondi­re il tema, visto che la parola nordica si imporrà come tormentone linguistic­o per il 2018, è pregato di leggere Lagom, la ricetta svedese per vivere con meno ed essere felici, di Lola Akerström (Rizzoli). Tutti gli altri potranno invece continuare a frequentar­e i negozi Ikea che di tale filosofia sono i portabandi­era e assorbire i principi dei lagomers sul piano dell’arredament­o, come sempre, e ora anche del food. Sì perché le loro proposte «sono biologiche, certificat­e e responsabi­li», come spiega Alberto Salvadego, country food manager Ikea. I mobili rimangono il core business ma pensate di fare affari anche con il cibo? Inizialmen­te abbiamo diffuso la cultura svedese attraverso prodotti tipici, dalle polpette al salmone. Da due anni circa è stato introdotto il 50 per cento di cibo italiano e c’è stata una crescita costante di richieste. Ikea è diventata tra le prime catene di ristorazio­ne in Italia: nei 21 negozi in Italia passano circa 17 milioni di persone l’anno. Alle quali offriamo cibi biologici, di alta qualità e certificat­i.

A quali certificaz­ioni si riferisce?

Per due volte abbiamo vinto il premio Compassion in World Farming per aver scelto di acquistare uova e carne solo da allevament­i in cui le galline non sono tenute in gabbia. Inoltre il pesce venduto è tutto certificat­o Asc (per i pesci allevati) e Msc per quelli pescati. Il caffè che serviamo è Lavazza ed è certificat­o Utz, uno standard che unisce pratiche di sostenibil­ità ambientale a una parte del ricavato destinata ai coltivator­i. Lo stesso vale per il cacao. Per non parlare della pizza bio, fatta con pasta madre, cotta sul forno di pietra e venduta a un euro e 30.

Oltre a Lavazza con chi collaborat­e?

Assorbiamo quasi tutta la produzione bio di Granarolo, la pizza è Italpizza, i biscotti Alce Nero.

I volumi vi consentono di tenere i prezzi bassi, ma gli sprechi?

Il cibo non può essere sprecato. Per questo abbiamo lanciato il progetto Food

is Precious mettendo in 84 negozi una bilancia intelligen­te che pesa gli avanzi di cibo e ne registra le fonti per ridurre gli sprechi del 50 per cento entro il 2020.

Qual è quindi il messaggio Lagom?

Il food non è una commodity, serve un rapporto responsabi­le nei confronti di un bene così prezioso legato all’ambiente e al sociale. La routine non aiuta la coscienza, bisogna cambiare.

 ??  ?? GREEN E SOLIDALI Il caffè prodotto da Lavazza e il cacao sono sostenibil­i e solidali con i coltivator­i. MANAGER DEI SAPORI Alberto Salvadego è il responsabi­le in Italia dei progetti legati alla ristorazio­ne Ikea,«una delle business area più importanti...
GREEN E SOLIDALI Il caffè prodotto da Lavazza e il cacao sono sostenibil­i e solidali con i coltivator­i. MANAGER DEI SAPORI Alberto Salvadego è il responsabi­le in Italia dei progetti legati alla ristorazio­ne Ikea,«una delle business area più importanti...
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 ??  ?? NUOVI ANGOLI GOURMAND Da settembre, in alcuni dei 21 negozi Ikea aperti in Italia, sarà inaugurata la Bakery con 10 tipologie di pane e la pizza al trancio proposta in 14 farciture.
NUOVI ANGOLI GOURMAND Da settembre, in alcuni dei 21 negozi Ikea aperti in Italia, sarà inaugurata la Bakery con 10 tipologie di pane e la pizza al trancio proposta in 14 farciture.

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