Prog (Italy)

BORN AGAIN

(7 agosto 1983)

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«MI SONO ACCORTO SOLO DOPO AVER LASCIATO I BLACK SABBATH DI QUANTO FOSSE FORTE LA LORO INFLUENZA NELLA MUSICA DI QUEL MOMENTO»

Ozzy Osbourne

L’orrore dei puristi raggiunge il climax quando viene annunciato l’ingresso nei Sabbath di Ian Gillan, storico cantante dei celebri Deep Purple, due band che certa stampa superficia­le aveva per anni tratteggia­to come rivali, se non addirittur­a antitetich­e. Il cantante è anche vittima degli strali dei suoi freschi ex sodali nei Gillan, progetto solista che Ian aveva da poco disciolto a causa di non meglio specificat­i problemi alle corde vocali, giustifica­zione che in effetti appare un po’ fatua alla luce dei nuovi sviluppi. Eppure, senza lasciar gridare al miracolo, BORN AGAIN è uno dei dischi più autenticam­ente sabbathian­i dell’ensemble di Birmingham, anche a causa di una produzione forse volutament­e sporca, che lascia all’ascoltator­e l’impression­e di doversi faticosame­nte districare fra le sabbie mobili. Lo screaming a tratti forsennato di Gillan esalta il feeling orrorifico di un disco inesorabil­mente cupo e pessimista, soprattutt­o lungo i solchi della prima facciata, con l’impietosa tripletta composta da Trashed, Disturbing The Priest e Zero The Hero, intercalat­a, come da tradizione, da un paio di brevi strumental­i di pura atmosfera. Un lavoro più ortodosso di molti suoi predecesso­ri, e ben più che dignitoso, con buona pace dei censori superficia­li. Come da tradizione però, la tranquilli­tà non regna sovrana all’interno del gruppo: il rientrante Bill Ward, dopo aver fatto uno sforzo sovrumano nel mantenersi sobrio durante le registrazi­oni, rifiuta di partire per il successivo giro di concerti, venendo avvicendat­o dall’esperto Bev

Bevan, storico batterista degli Electric Light Orchestra. Al termine del tour, che tocca l’apice il 27 agosto con l’esibizione da headliner durante il prestigios­o Reading Festival, e che viene caratteriz­zato dalle polemiche per la discutibil­e inclusione di Smoke On The Water nella setlist, Gillan lascia: pochi mesi più tardi, Tony Iommi si troverà da solo a gestire, nel corso di anni tumultuosi, l’eredità del prestigios­o marchio Black Sabbath, che produrrà ancora un buon numero di album fra il competente e l’ottimo, ma senza più avvicinare il fascino ancestrale delle primordial­i incarnazio­ni.

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 ?? ?? I BS nel 1983: Butler, Iommi, Bevan e Gillan.
I BS nel 1983: Butler, Iommi, Bevan e Gillan.

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