Prog (Italy)

CASTIGAT RIDENDO MORES

- TESTO ✪ Aldo “Wazza Kanazza” Pancotti

«Francesco mi chiamava “la scatola nera del Banco”, nel senso che sapevo tutto di tutti, ma dalla mia bocca non sarebbe mai uscito nessun segreto di famiglia»

Mi chiedono di scrivere qualcosa su Francesco: “Te pare facile”. Molti sanno che dal 21 febbraio 2014 ogni 21 del mese mando una foto o un pensiero su Francesco agli amici della mia mailing list. Conosco i miei limiti, non sono uomo di penna o di arte. Sono sempre stato nelle “retrovie”, l’uomo del merchandis­ing, l’anello di congiunzio­ne tra l’artista e i fan. Francesco mi chiamava “la scatola nera del Banco”, nel senso che sapevo tutto di tutti, ma dalla mia bocca non sarebbe mai uscito nessun segreto di famiglia. Non essendo una penna “nobile”, lascerò il compito di decantare ad altri le “gesta” di Francesco, la voce più bella del prog, il grande poeta, l’uomo dai tanti interessi (il cinema, la cucina, l’antiquaria­to). Voglio raccontare il Francesco “satirico”, che al contrario dell’umorista (elegante, scettico, sorridente) usa la satira come un’arma, il sarcasmo per aggredire il mondo e cambiarlo. Di battute, episodi, aneddoti, ce ne sarebbero per scriverci un libro, qualche volta sono stato “vittima” anche io. Come quella volta… Il 26 novembre 2010 a Novi Ligure venne organizzat­a una serata-evento a scopo benefico. Molti ospiti tra cui Francesco Di Giacomo, Rodolfo Maltese e Pierluigi Calderoni del Banco, Aldo Tagliapiet­ra delle Orme, Bernardo Lanzetti, ex PFM, più due “stranieri”, Clive Bunker (Jethro Tull) e David Jackson (VDGG). Se non ricordo male, andammo con la mia “vecchia” Lancia Musa, viaggiando per mezza Italia. Il giorno prima del concerto ci recammo a Nizza Monferrato a fare scorta di vino e cioccolata (di cui Big era un cultore). Attraversa­vamo quelle langhe, alberate di pioppi, in una mattina grigia e nebbiosa, e sembravano un paese spettrale. ”Mo’ ho capito perché Cesare Pavese s’è ammazzato”. Con questa frase, Francesco fotografò la situazione. Sera del concerto, teatro esaurito, io in postazione nel foyer a gestire lo stand del merchandis­ing, al lato opposto, mi ritrovo come “concorrent­e” Gloria (figlia di Aldo Tagliapiet­ra) a gestire quello del padre. Finisce il concerto, la gente si avvicina, ma ecco che esce Aldo Tagliapiet­ra, si reca presso lo stand della figlia, e naturalmen­te la gente si accalca verso di lui. Io penso: “Ecco fatto, addio clienti”. Passa qualche minuto, arriva con il suo passo “dinoccolat­o e dondolante” Francesco. Mi brillano gli occhi e già penso a vendite stratosfer­iche con la sua presenza. Si ferma a pochi metri da me, mi punta il dito ed esclama. ”Hai finito di truffare la gente?”. A questa battuta, viene giù il teatro, e non ce ne più per nessuno, lo spettacolo continua anche fuori dal palco!

Castigat ridendo mores.

Il rock è pieno di bravi cantanti, bravi autori… ma ci sarà sempre un solo Francesco di Giacomo (cit.) Grazie per aver reso più bella la mia vita.

 ?? ?? Da sinistra, Francesco, Aldo Pancotti, Vittorio Nocenzi e Rodolfo Maltese (Torino, Piazza d’armi, giugno 1997).
Da sinistra, Francesco, Aldo Pancotti, Vittorio Nocenzi e Rodolfo Maltese (Torino, Piazza d’armi, giugno 1997).

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