Prog (Italy)

IMPOSSIBIL­E DIMENTICAR­E

ALESSANDRO PAPOTTO INIZIA A LAVORARE CON IL BANCO NEL 1999 COME SASSOFONIS­TAFLAUTIST­A. OGGI NON FA PIÙ PARTE DELLA FORMAZIONE.

- TESTO ✪ Alessandro Papotto

“Bisogna sempre trovare il modo di essere felici”. Francesco Di Giacomo lo diceva spesso. Se penso alle esperienze vissute con lui mi riesce facile sorridere ed essere felice, ma se rifletto sulla sua assenza scende la malinconia e, a volte, anche qualche lacrima. Molti ricordi sono vivi nella mia mente: i tanti concerti in giro per il mondo, le lunghe chiacchier­ate durante i viaggi in macchina, il suo spiluccare dal mio piatto durante una cena qualsiasi, le passeggiat­e per i mercatini di antiquaria­to… le risate con gli altri della band. Come quando sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, gli dicevamo di fare attenzione alle onde dell’oceano, dato che avevamo paura che con quella forza avrebbero potuto fargli perdere l’equilibrio. Dopo appena un minuto dai suoi “ma che state a dì” e “ma non ve preoccupat­e”, Francesco era riverso in acqua, rotolava avanti e indietro, spinto dai frangenti e dalla risacca delle onde e, nonostante tutto, rideva a crepapelle. Ci siamo avvicinati per aiutarlo e quando gli abbiamo chiesto perché ridesse ci ha risposto, rotolando, “rido perché mo’ me dovete tirà su”. La vita mi ha dato l’opportunit­à di suonare insieme a Francesco per tanti anni. Quando è cominciata la mia avventura con il Banco del Mutuo Soccorso mi sono sentito molto fortunato, essendo cresciuto ascoltando le sue canzoni. Con il passare del tempo ho capito che la mia più grande fortuna è stata quella di conoscere una persona splendida, un uomo che faceva della disponibil­ità verso il prossimo un “credo”. Un fratello maggiore che mi voleva bene e a cui ho voluto molto bene. Mi mancano i suoi modi sempre garbati e mai invadenti, i suoi consigli nei momenti di sconforto, il suo sdrammatiz­zare ogni situazione negativa… anche il suo modo di dissacrare la vita con parole pensate e pesate al momento giusto. Il suo ultimo progetto, nato come spettacolo teatrale e poi rinato come disco postumo, è un’opera che fa riflettere. LA PARTE MANCANTE non è solo un titolo, che sembra ricordare l’assenza della persona, ma è soprattutt­o un disco bellissimo in cui risalta la figura di un grande artista, come se fosse la sua parte che ci mancava di conoscere. Ogni volta che condivido questi ricordi con qualcuno ci si ritrova a ridere insieme, e questo rappresent­a per me il significat­o della vita oltre la morte. Le canzoni certo, le sue parole, la sua voce, ma anche il suo modo di vivere e i suoi insegnamen­ti. In ogni cosa che ho imparato da lui, in ogni momento vissuto insieme, nei suoi modi di dire e di fare che oggi a volte sono anche un po’ miei, Francesco è ancora qui con tutti noi. Grazie Francesco, non ti dimentiche­rò mai.

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Francesco e Alessandro Papotto, spesso vicini sul palco.

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