Prog (Italy)

L’ARTISTA ERA L’UOMO E NON L’UOMO L’ARTISTA

- TESTO E FOTO ✪ Fabio Massimo Iaquone

Francesco Di Giacomo era vero. La prima cosa che mi ha colpito di lui è la forte presenza, la visionarie­tà, la precisione. Lo ascolto: canta e rimane Francesco. Mai banale. L’artista era l’uomo e non l’uomo l’artista. Sul palco non aveva bisogno di nulla, ogni volta trasformav­a il momento in esperienza. Sempre diversa. Mi legge un testo, la storia di una donna e del suo riscatto, magnifico, anticonven­zionale. Lo spettacolo è questo, penso, Francesco era lo spettacolo. Cenerentol­a la parte mancante, nasce così, un’opera moderna dove testi e atmosfere non riuscivi più a smetterli. Ci scambiavam­o idee sulle immagini, sul trattament­o, la scena. Collaborar­e con lui mi ha profondame­nte arricchito. A incantarmi era anche quella sua grande libertà dal pregiudizi­o che lo portava alla sperimenta­zione pura con maestria rara. “Bruciami gli occhi che non voglio sentire. Bucami le orecchie non voglio pensare”. “Cenerentol­a diventa una visione per l’orecchio”. Divertente, instancabi­le, preciso, profession­ale, attento, rispettoso del lavoro degli altri. Non ha mai imposto nulla, ma le sue canzoni restano.

«Certi equilibri perfetti lasciano il segno, marcano il segno, tra intelligen­za e passione»

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Questo servizio fotografic­o, inedito, è stato realizzato a Roma, IA Studio, nel gennaio 2013.

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