4 sin­to­mi che si de­vo­no co­no­sce­re

Saper Vivere - - Prevenzione -

Chie­di­ti com'è il do­lo­re che av­ver­ti, da che la­to del cor­po è po­sto e sco­pri i sin­to­mi che lo ac­com­pa­gna­no.

1 Nel­le pri­me ore il fa­sti­dio non è ben lo­ca­liz­za­to: il pa­zien­te av­ver­te sol­tan­to del do­lo­re ge­ne­ra­liz­za­to, più o me­no tol­le­ra­bi­le, al cen­tro dell’ad­do­me e non sol­tan­to nel­la zo­na ap­pen­di­co­la­re.

2 Con il pas­sa­re del tem­po com­pa­io­no pe­rò al­tri sin­to­mi, co­me per esem­pio nau­sea, vo­mi­to e per­di­ta di ap­pe­ti­to. Suc­ces­si­va­men­te il do­lo­re di­ven­ta più in­ten­so.

3 Il do­lo­re si va a col­lo­ca­re, pro­gres­si­va­men­te, nel­la zo­na pro­pria dell’ap­pen­di­ce (la fos­sa ilia­ca de­stra). Può inol­tre com­pa­ri­re qual­che li­nea di feb­bre.

4 All’ini­zio si trat­ta di un do­lo­re co­li­co (cioè è un do­lo­re del ti­po che vie­ne e che va). In se­gui­to, pe­rò, il do­lo­re di­ven­ta con­ti­nuo e inol­tre au­men­ta con il mo­vi­men­to e fa­cen­do col­pi di tos­se.

Dott. Fa­bio Mo­ni­ca V.Pres. Ass. It. Ga­stroen­te­ro­lo­gi ed en­do­sco­pi­sti Ospe­da­lie­ri (AIGO)

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