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Style - - The Good Life -

o un rap­por­to di amo­re-odio per il co­te­chi­no, e la co­sa va­le pu­re per i suoi tan­ti con­fra­tel­li: lo zam­po­ne, il mu­set­to, la sa­la­ma da su­go e al­tri… Amo­re per­ché mi pia­ce al­la follia, da­to che è buo­nis­si­mo, te­ne­ro, sa­po­ri­to, col giu­sto rap­por­to tra par­te ma­gra e gras­so. Sen­za di­men­ti­ca­re che ha una cu­rio­sa vir­tù, che me lo fa ama­re an­co­ra di più: reg­ge la pre­cot­tu­ra e la lun­ga con­ser­va­zio­ne al­la gran­de. Cer­to la ver­sio­ne ar­ti­gia­na­le è il me­glio, pe­rò quel­la in­du­stria­le non de­lu­de (qua­si) mai.

Odio per chi lo pro­du­ce: per­ché lo fa so­lo d’in­ver­no! Ma chi l’ha det­to che il co­te­chi­no non si può man­gia­re an­che con un cli­ma mi­te? Lo­ro di­co­no che d’esta­te non si ven­de, io di­co: met­te­te­lo a di­spo­si­zio­ne tut­to l’an­no in mo­do che noi che lo amia­mo lo tro­via­mo sem­pre e ve­dre­te il ri­sul­ta­to. Cer­to ha avu­to una sfor­tu­na ter­ri­bi­le: per mo­ti­vi igno­ti è di­ven­ta­to un to­tem del ce­no­ne di Ca­po­dan­no, ac­com­pa­gna­to con le len­tic­chie. E quin­di il con­su­mo si con­cen­tra so­stan­zial­men­te in un so­lo gior­no l’an­no, che per un pro­dot­to, e per chi lo pro­du­ce, è ve­ra­men­te una sfor­tu­na ter­ri­bi­le. Ag­giun­gia­mo pu­re che le len­tic­chie (lo so sca­ra­man­ti­ca­men­te vogliono di­re sol­di in ar­ri­vo) non c’en­tra­no nul­la, per­ché ab­bi­na­re due pro­tei­ne è una co­sa che la buo­na cu­ci­na scon­si­glia di fa­re. Mol­to me­glio sa­reb­be ac­com­pa­gnar­lo con il pu­rè di patate, che lo ren­de un piat­to nu­tri­zio­nal­men­te equi­li­bra­to (pe­rò a Ca­po­dan­no an­che io scel­go le len­tic­chie, non si sa mai…).

Amo il co­te­chi­no fin da pic­co­lo, es­sen­do una dei po­chi piat­ti che pia­ce­va a tut­ta la fa­mi­glia. Una vol­ta lo cu­ci­na­vo fa­cen­do­lo sob­bol­li­re in ac­qua co­per­to con un te­lo ben le­ga­to; una de­ci­na di an­ni fa pe­rò mi so­no re­so con­to che po­te­va an­da­re be­ne an­che cuo­cer­lo a va­po­re. Mi do­tai al­lo­ra di una va­po­rie­ra elet­tri­ca ova­le (in­di­spen­sa­bi­le so­prat­tut­to per lo zam­po­ne), di pla­sti­ca, com­pra­ta per due sol­di in un su­per­mer­ca­to ci­ne­se, ma mi ser­vi­va so­lo per fa­re la pro­va, quin­di ero con­vin­to di do­ver­la get­ta­re in po­co tem­po. Il ri­sul­ta­to fu esal­tan­te e da al­lo­ra co­sì lo cu­ci­no: sem­pre con la stes­sa va­po­rie­ra, che è un po’ usu­ra­ta ma con­ti­nua a fa­re il suo do­ve­re.

Due no­te. Il co­te­chi­no vie­ne pro­dot­to in qua­si tut­ta l’ita­lia set­ten­trio­na­le, ma an­che in Toscana e Mo­li­se, pe­rò, chie­do scu­sa agli al­tri, quel­lo di Mo­de­na ha una mar­cia in più.

Con co­sa si be­ve? Un tem­po si sce­glie­va­no le bol­li­ci­ne. Pe­rò, da­to che amo i cock­tail da tut­to pa­sto, una vol­ta pro­vai ad ac­com­pa­gnar­lo con uno Scot­ch Mu­le: una par­te di ot­ti­mo scot­ch, tre par­ti di gin­ger beer, una fet­ta di li­me e tan­to ghiac­cio. Fun­zio­na più di quan­to si pos­sa im­ma­gi­na­re.

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