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Che sapienti! Noi italiani abbiamo inventato le università

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QUANDO È NATA l’università? Dipende da cosa si intende con la parola. Infatti già nell’antichità esistevano centri dove si potevano ascoltare gli insegnamen­ti dei sapienti, come la biblioteca di Alessandri­a o l’Accademia di Platone, fondata nel 387 avanti Cristo (e immortalat­a da Raffaello nel suo più celebre affresco, “La scuola di Atene”). E l’università di al-Qarawiyyin a Fes, in Marocco, fondata nel 859, si vanta di essere la più antica. Molti studiosi però contestano questo titolo, perché per secoli fu una “madrasa”, cioè una scuola dedicata solo alla religione islamica. L’università come la intendiamo oggi sarebbe invece nata in Europa. E allora i “sospetti” si spostano sull’ateneo di Bologna (nella

foto), che ha quasi mille anni: la sua data di nascita ufficiale è il 1088. A Bologna sarebbe nata anche la consuetudi­ne di conferire, al termine degli studi, un documento chiamato “Laurea” (dal latino “laureus” che significa “cinto d’alloro”: il simbolo dei poeti e dei sapienti). Poi sono arrivate Oxford (1096) in Inghilterr­a e Parigi (1170 circa) in Francia. Chiudiamo con qualche record: la prestigios­a università di Harvard, negli Stati Uniti, ha una biblioteca con oltre 16 milioni di volumi; il campus di quella di Stanford, sempre negli Stati Uniti, è vasto più di 3.300 ettari; mentre l’ateneo con il maggior numero di studenti al mondo è l’università indiana Indira Gandhi, con oltre 4 milioni di studenti iscritti. Ma non abbiate paura di trovare le aule strapiene: le lezioni sono online.

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