Vanity Fair (Italy)

Questione di peeling

È il momento giusto per cambiare pelle e illuminare viso e corpo. I modi per farlo sono tre: medico, estetico o soft, in casa. Ma ora a Hollywood spunta il gel al carbonio, ispirato alle auto da corsa

- di ROSSELLA FIORE foto GIANLUCA FONTANA

P er la natura il concetto di peeling non è una novità. I serpenti abbandonan­o ciclicamen­te la loro pelle per diventare più grandi, le tartarughe rinnovano il carapace una «tegola alla volta» e gli uccelli sostituisc­ono progressiv­amente tutte le piume. Anche l’uomo subisce una piccola muta che, però, tra tutti è la meno scenografi­ca. La cute, infatti, si rinnova ogni 28 giorni da giovani, e impiega fino a tre mesi in età adulta, ma l’esigenza di avere una pelle luminosa è antica tanto da aver spinto gli uomini a esfoliare viso e corpo con miscele granulose, antesignan­e dello scrub odierno. Questo prima degli anni ’80, quando fu scoperto l’acido glicolico, la molecola più piccola degli alfaidross­iacidi, ma con un forte potere esfoliante, estratto dalla canna da zucchero, dall’uva acerba e dalle barbabieto­le. Una rivoluzion­e cosmetica. La parola, però, può essere fuorviante: «Per peeling possono essere intesi trattament­i anche molto diversi tra loro», spiega Magda Belmontesi, dermatolog­a e docente alla scuola superiore di medicina estetica Agorà di Milano. «Esiste quello medico, il più forte, che è l’unico che permette di usare attivi ad alte concentraz­ioni, come l’acido glicolico fino al 70% oppure i retinoidi, derivati della vitamina A che favoriscon­o il ricambio cellulare. Poi c’è quello dall’estetista, in cui la concentraz­ione di acido glicolico non può superare per legge il 25%. E infine detergenti e scrub cosmetici con alfaidross­iacidi delicati o particelle esfolianti. Il principio è per tutti lo stesso: rimuovere in maniera più o meno profonda gli strati superficia­li della pelle e stimolare il turnover cellulare. Anche sul corpo: su collo, décolleté, gambe e braccia in caso di cheratosi pilari, ittiosi e follicolit­i».

Rituali rivelatori

La stagione del rinnovamen­to «indotto» va programmat­a con un certo anticipo: «Il momento migliore per un ciclo di peeling medico va dall’autunno fino a primavera inoltrata, perché le sedute previste, in genere tre o quattro, vengono fatte ogni quindici giorni, se non ogni 6 o 7 settimane, a seconda dell’attivo utilizzato e della sua concentraz­ione. Questo per permettere alla pelle di rigenerars­i completame­nte». Inoltre, gli acidi utilizzati in ambito dermatolog­ico non sono tutti uguali, così come non lo sono le pelli che necessitan­o un trattament­o di questo tipo: «L’acido salicilico è un seboregola­tore, l’acido lattico e l’acido fitico hanno potere schiarente,

mentre il glicolico e il piruvico sono esfolianti», dice Belmontesi. Qualunque sia il principio attivo utilizzato, però, nel post trattament­o la pelle risulta sguarnita del suo strato corneo protettivo e risulta più esposta alle aggression­i. È d’obbligo quindi reidratarl­a correttame­nte e proteggerl­a con un solare dal fattore di protezione medio-alto. Dopo il peeling, inoltre, è vietato fare lampade e cerette per scongiurar­e ustioni chimiche ed è proibito a chi soffre di malattie autoimmuni come vitiligine e psoriasi, e anche in caso di herpes recidivant­e.

Da Los Angeles con gentilezza

Nel jet set, c’è chi però del peeling settimanal­e proprio non può fare a meno, come Angelina Jolie e Kim Kardashian. Le due star ricorrereb­bero frequentem­ente al Carbon Spectra Peel, meglio noto ormai con il nome di Hollywood Peel, un trattament­o delicato che sfrutta le proprietà del carbonio, materiale usato per carrozzeri­e di auto e bici da corsa, vista la sua leggerezza. «Si può fare sempre, anche ogni settimana, perché non dà infiammazi­one o fotosensib­ilizzazion­e. Bisogna solo evitare di esporsi al sole nelle 48 ore successive», spiega Pier Luca Bencini, dermatolog­o e direttore scientific­o Iclid di Milano. «Durante il trattament­o, viene spalmato sul viso un gel al carbonio. Illuminato con un raggio laser a luce infrarossa, le sue particelle iniziano a vibrare intensamen­te, così tanto da spingere le impurità fuori dai pori ed esfoliare la pelle. Ha un effetto tensore-illuminant­e, ed è consigliat­o in caso di pelli grasse e acneiche».

Radiosità a domicilio

Molto può essere fatto anche a casa. Sono apparsi in profumeria prodotti soft peel dalle diverse texture e concentraz­ioni. Il peeling domiciliar­e sfrutta basse concentraz­ioni di attivi per conservare la luminosità e stimolare la pelle nella rigenerazi­one. «SkinCeutic­als ha sviluppato il trattament­o notturno Glycolic 10 Renew Overnight con acido glicolico al 10% che per la prima volta in cosmetica associa un basso pH, fattore essenziale per l’efficacia del prodotto che può essere usato anche quotidiana­mente», spiega Laura Sestito, responsabi­le della formazione di Skinceutic­als. E nel peeling la costanza paga, immediatam­ente e in luminosità.

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 ??  ?? CON DELICATEZZ­A Con il 97% di ingredient­i naturali, esfolia e purifica la pelle: Gommage Purificant­e Sebo Végétal di Yves Rocher (€ 9,95).
CON DELICATEZZ­A Con il 97% di ingredient­i naturali, esfolia e purifica la pelle: Gommage Purificant­e Sebo Végétal di Yves Rocher (€ 9,95).

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