CO­ME DI­VEN­TA­RE UNA FILANTROPA IN­TER­NA­ZIO­NA­LE IN 11 PAS­SI

Vanity Fair (Italy) - - Vanity Copertina - di EMILIE MCMEEKAN

È il nuo­vo «la­vo­ro» al­la mo­da che ogni ce­le­bri­ty de­si­de­ra. Ma ci vuo­le im­pe­gno

1. INIZIATE DA GIO­VA­NI

L’idea è di guar­da­re al tra­guar­do fi­na­le, per cui do­ve­te pian­ta­re pre­sto i se­mi del vo­stro spi­ri­to uma­ni­ta­rio. De­nun­cia­te le caz…te quan­do le ve­de­te al par­co gio­chi e al tg. Ade­ri­te a or­ga­niz­za­zio­ni, ca­pi­te che co­sa vi in­te­res­sa. Vie­ta­to bat­te­re la fiac­ca.

2. FATEVI UN PO’ DI ESPE­RIEN­ZA DI LA­VO­RO

Non li­mi­ta­te­vi a cion­do­la­re nel­la ban­ca dell’ami­co di pa­pà. Do­ve­te fa­re vo­lon­ta­ria­to per qual­co­sa di me­no in­te­res­sa­to. Nel vo­stro an­no sab­ba­ti­co po­te­te si­cu­ra­men­te co­strui­re un or­fa­no­tro­fio in Ugan­da. Non lo rim­pian­ge­re­te quan­do l’Uni­cef bus­se­rà al­la vo­stra por­ta.

3. STUDIATE UN SAC­CO

Non ba­sta che vi eser­ci­tia­te al­lo spec­chio in­cli­nan­do la te­sta in se­gno di so­li­da­rie­tà e an­nuen­do per far ve­de­re che sta­te ascol­tan­do. Co­sa ha stu­dia­to Me­ghan all’uni­ver­si­tà? Tea­tro e re­la­zio­ni in­ter­na­zio­na­li.

4. PREN­DE­TE SUL SE­RIO GLI ABBRACCI

Se non vi piac­cio­no gli abbracci for­se do­vre­ste la­sciar per­de­re. L’ab­brac­cio è la mi­glio­re ar­ma dell’ar­se­na­le del­la filantropa in­ter­na­zio­na­le. De­ve es­se­re uti­liz­za­to spes­so e con sin­ce­ri­tà, con un sor­ri­so.

5. ISTITUITE UN FON­DO

Non un fon­do fi­du­cia­rio. Un fon­do di be­ne­fi­cen­za. Una fon­da­zio­ne. Ne han­no uno Ma­la­la, i Cloo­ney, e an­che Em­ma Wa­tson, Har­ry e Wil­liam. Ne ser­ve uno an­che a voi.

6. PORTATE LA GONNA A TU­BO CON STI­LE

Avre­te bi­so­gno an­che di pan­ta­lo­ni spor­ti­vi, ma la gonna a tu­bo è l’ar­ma per­fet­ta per pro­cla­ma­re «so­no fem­mi­ni­sta ma fem­mi­ni­le/ec­co il mio di­scor­so al­le Na­zio­ni Uni­te». Im­pa­ra­te l’ar­te di cam­mi­na­re con que­sto ca­po di ab­bi­glia­men­to. Ci vor­rà tem­po.

7. INTERNAZIONALIZZATEVI

Non ac­cet­ta­te un la­vo­ro che non ab­bia la pa­ro­la «glo­bal» nel­la qua­li­fi­ca. Nien­te «as­si­stant» ma Glo­bal As­si­stant. Nien­te «law­yer» ma Glo­bal Law­yer.

8. GUADAGNATEVI LA PAGNOTTA

Di que­sti tem­pi è più fa­ci­le iden­ti­fi­car­si con chi ha un la­vo­ro ve­ro.

9. SIA­TE CON­VIN­CEN­TI

So­lo un com­men­to di gran­de ispi­ra­zio­ne vi se­pa­ra dal di­ven­ta­re una star dell’uma­ni­ta­ri­smo in­ter­na­zio­na­le. Usa­te pa­ro­le co­me «vi­sio­ne», «ono­ra­ta», «eman­ci­pa­re» e «cam­bia­men­to». Al­le­na­te­vi fin­ché non vi ver­ran­no na­tu­ra­li. Ogni oc­ca­sio­ne è buo­na per un di­scor­so.

10. FA­TE AMI­CI­ZIA CON MA­LA­LA

O i fi­gli di lea­der mon­dia­li. O i fi­gli di fi­lan­tro­pi in­ter­na­zio­na­li. Ideal­men­te, po­tre­te di­re co­se co­me: «Ma­lia Oba­ma e io ci sia­mo sen­ti­te dav­ve­ro ono­ra­te quan­do ab­bia­mo co­strui­to quell’or­fa­no­tro­fio ecc.».

11. CHIUDETE TUT­TI I VO­STRI AC­COUNT SUI SO­CIAL

Per­ché fa­re del be­ne se poi non ci si può van­ta­re un po’? Ma voi sie­te fi­lan­tro­pe in­ter­na­zio­na­li, su­pe­rio­ri a tut­ti gli ha­sh­tag.

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