Il suo­no del­lo stu­po­re

Ar­ri­va nel­le sa­le LA STAN­ZA DEL­LE ME­RA­VI­GLIE, sto­ria per bam­bi­ni e adul­ti con pro­ta­go­ni­sti due ra­gaz­zi­ni sor­di. Il re­gi­sta TODD HAYNES ci rac­con­ta la «be­ne­di­zio­ne» del film

Vanity Fair (Italy) - - Show - di PAO­LA JACOBBI

Un film per bam­bi­ni che pos­so­no ve­de­re an­che gli adul­ti. O un film per adul­ti che pos­so­no ve­de­re an­che i bam­bi­ni. Que­sto ave­va in men­te Todd Haynes (lo stes­so di Ca­rol e Lon­ta­no dal pa­ra­di­so) quan­do ha pre­so in ma­no il li­bro di Brian Selz­nick, La stan­za del­le me­ra­vi­glie, stes­so autore di La straor­di­na­ria in­ven­zio­ne di Hu­go Ca­bret, da cui Mar­tin Scor­se­se ha trat­to il film del 2011, pro­ba­bil­men­te con lo stes­so pro­get­to mul­ti­ge­ne­ra­zio­na­le in te­sta. Pre­sen­ta­to un an­no fa al Fe­sti­val di Can­nes, La stan­za del­le me­ra­vi­glie ar­ri­va in sa­la so­lo ora, il 14 giu­gno, mi­ste­ri del­la di­stri­bu­zio­ne ita­lia­na. Il film in­trec­cia due sto­rie, una am­bien­ta­ta ne­gli an­ni ’20 e l’al­tra nei ’70. I pro­ta­go­ni­sti so­no due ra­gaz­zi­ni, Ben e Ro­se, in­ter­pre­ta­ti da Oa­kes Fe­gley e Mil­li­cent Sim­monds. En­tram­bi, nel­la sto­ria, so­no sor­di, ma Mil­li­cent, classe 2002, lo è an­che nel­la real­tà, dall’età di 2 an­ni. Ed è bra­vis­si­ma, la ve­ra me­ra­vi­glia del film. «Spe­ra­vo di tro­va­re, per i per­so­nag­gi dei sor­di, at­to­ri che lo fos­se­ro dav­ve­ro. In­con­tra­re Mil­li­cent è sta­ta una be­ne­di­zio­ne, an­che per­ché non vie­ne da scuo­le spe­cia­li per non uden­ti e la sua sto­ria è sot­to mol­ti aspetti si­mi­le a quel­la di una ra­gaz­zi­na sor­da ne­gli an­ni ’20. Per il suo ruo­lo da adul­ta, ave­vo pre­so in con­si­de­ra­zio­ne Mar­lee Ma­tlin (l’at­tri­ce sor­da pre­mio Oscar per Fi­gli di un dio mi­no­re, ndr), ma non po­te­va, e al­la fi­ne ho chie­sto a Ju­lian­ne Moo­re, che nel film già in­ter­pre­ta un ruo­lo nel­la par­te am­bien­ta­ta ne­gli an­ni ’20, di es­se­re an­che Ro­se cin­quant’an­ni do­po. È il ter­zo film che gi­ria­mo insieme, sia­mo mol­to ami­ci, lei non ave­va mai in­ter­pre­ta­to una non uden­te ma, co­me sem­pre, si è mes­sa d’im­pe­gno e ha su­bi­to im­pa­ra­to il lin­guag­gio dei se­gni. So­no for­tu­na­to ad aver­la nel­la mia vi­ta e nel mio ci­ne­ma». La sor­di­tà, o me­glio il si­len­zio, è uno dei te­mi del film che, non a ca­so, ini­zia su un set del ci­ne­ma mu­to. Ma non per que­sto La stan­za del­le me­ra­vi­glie è pri­vo di suoni, an­zi. Tra le mu­si­che, ci so­no pez­zi di Brian Eno e Ro­bert Fripp, Al­so spra­ch Za­ra­thu­stra di Eu­mir Deo­da­to e una ver­sio­ne di Spa­ce Od­di­ty di Da­vid Bowie, can­ta­ta da un co­ro di bam­bi­ni, che vi fa­rà usci­re dal ci­ne­ma com­mos­si.

Ja­den Mi­chael, 14 an­ni, Oa­kes Fe­gley, 13, e Ju­lian­ne Moo­re, 57, nel film La stan­za del­le me­ra­vi­glie, nel­le sa­le dal 14 giu­gno.

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