L’INVERNO CAL­DO DI JOE

Vanity Fair (Italy) - - Store - Smo­king, Pra­da. Oro­lo­gio, Cho­pard.

Set­te film in tre an­ni, e lo scor­so mag­gio a Can­nes il Pre­mio Cho­pard co­me «mi­glior ri­ve­la­zio­ne»: a 27 an­ni il fu­tu­ro di Joe Alw­yn è de­ci­sa­men­te pro­met­ten­te. D’al­tra par­te, an­che il suo pas­sa­to non è ma­le. Pro­ni­po­te di un com­po­si­to­re, fi­glio di una psi­co­te­ra­peu­ta e di un do­cu­men­ta­ri­sta di guer­ra: ar­te e stu­dio dei ca­rat­te­ri so­no nel suo Dna. Do­po

La fa­vo­ri­ta e Ma­ria re­gi­na di Sco­zia, che usci­ran­no in gen­na­io e so­no en­tram­bi per­fet­ti per un gio­va­ne in­gle­se aman­te del­la sto­ria, lo ve­dre­mo in feb­bra­io nel ca­st del mol­to at­te­so Boy Era­sed. In ogni ca­so, che lo scrit­tu­ri­no da pro­ta­go­ni­sta o per po­che sce­ne, l’im­por­tan­te – di­ce – è «es­se­re one­sto».

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