LA MIA SFI­DA

Vanity Fair (Italy) - - Beauty - di LAVINIA FAR­NE­SE fo­to VA­LEN­TIN LE CRON

Rischiare, di­re bu­gie, su­pe­ra­re i pro­pri li­mi­ti: la fi­lo­so­fia di EMI­LY RA­TA­J­KO­W­SKI pre­ve­de po­che re­go­le, ma fer­ree. La pri­ma? Non pre­oc­cu­par­si dei giu­di­zi al­trui. E poi, sa­per­si di­ver­ti­re, vi­ve­re con pas­sio­ne e crea­ti­vi­tà

LLa lu­ce di Pa­ri­gi fil­tra ap­pe­na dal­le ten­de di vel­lu­to, ta­glia il ros­so del­le lab­bra di Emi­ly Ra­ta­j­ko­w­ski. In sot­to­fon­do si sen­te un’ope­ra, la Car­men: è lo spot di cui la mo­del­la, mu­sa e te­sti­mo­nial di Pu­re XS for Her, l’ul­ti­ma fra­gran­za Pa­co Ra­ban­ne, un’es­sen­za cal­da che ri­cor­da la va­ni­glia, è au­da­ce pro­ta­go­ni­sta. «Per un minuto, mi so­no tra­sfor­ma­ta in un’ere­di­tie­ra lu­cen­te e se­xy, in­se­gui­ta da mol­ti uo­mi­ni tra le stan­ze di un pa­laz­zo. Se­dot­ti, ca­do­no al mio pas­sag­gio in­sie­me con scul­tu­re che si sbri­cio­la­no, lam­pa­da­ri che non ten­go­no. Io nel frat­tem­po mi spo­glio, ma al­la fi­ne chiu­do la por­ta dell’ul­ti­ma ca­me­ra e va­do a let­to da so­la». Met­te in chia­ro su­bi­to, pe­rò, che nel­la vi­ta rea­le le pia­ce «es­se­re spo­sa­ta, più che ave­re cor­teg­gia­to­ri». Il ma­ri­to è l’at­to­re Se­ba­stian Bear-McC­lard: pro­po­sta in un ri­sto­ran­te di New York, do­ve lui ha im­prov­vi­sa­to un anel­lo di fi­dan­za­men­to con la graf­fet­ta che te­ne­va il con­to, e noz­ze se­gre­te lo scor­so feb­bra­io, a due me­si dal­la rot­tu­ra con il pro­dut­to­re Jeff Ma­gid. Al «sì» lei in­dos­sa­va un cap­pel­lo ne­ro con ve­let­ta per non es­se­re ri­co­no­sciu­ta e tail­leur Za­ra gial­lo mo­star­da, quel­lo per coe­ren­za: «Non mi sa­rei mai ve­sti­ta di bian­co: ho tan­ta espe­rien­za al­le spal­le da non po­ter­mi con­si­de­ra­re una ra­gaz­za “pu­ra”». Non a ca­so, «Quan­do non in­dos­so una T-shirt di Se­ba­stian, con cui sto co­mo­da, dor­mo sen­za nien­te. Sen­za nem­me­no un pro­fu­mo ad­dos­so che non sia l’odo­re del mio amo­re ac­can­to. Ci an­nu­sia­mo a vi­cen­da. Il re­sto lo met­tia­mo pri­ma di usci­re di ca­sa. È lì che per ognu­na di noi do­vreb­be vi­ge­re la me­de­si­ma re­go­la: sce­glie­re un abi­to in cui ci si sen­te be­ne. Non im­por­ta se è se­xy o no, ma che co­sa ci dà. Quan­do non mi è chia­ro, mi pren­do tem­po per ca­pir­lo». Al­lo spec­chio, co­me si ve­de? «Coc­ciu­ta, te­star­da. A trat­ti que­sto mi ren­de in­sof­fe­ren­te, im­pa­zien­te. E vor­rei non fos­se co­sì». Il ti­mo­re più gran­de che non vor­reb­be più pro­va­re? «Quel­lo che la vi­ta non ab­bia sen­so». Men­ti­re è le­ci­to? «A vol­te ad­di­rit­tu­ra sa­cro­san­to. Io lo fac­cio quan­do vo­glio pro­teg­ge­re il mio spa­zio sen­za de­lu­de­re, quan­do ma­ga­ri pre­fe­ri­sco il mio sa­lot­to a un drink fuo­ri. Men­ti­re spes­so li­be­ra dai sen­si di col­pa». Qua­li uo­mi­ni l’at­trag­go­no? «Quel­li si­cu­ri, che si vo­glio­no be­ne, non gli ego­cen­tri­ci, os­ses­sio­na­ti da lo­ro stes­si. È un con­fi­ne la­bi­le, mol­to pe­ri­co­lo­so». E le don­ne, co­me le ve­de? «Vi­va quel­le ca­pa­ci di so­ste­ne­re le al­tre, aper­te a re­la­zio­nar­si, a crea­re ami­ci­zie, a ce­le­brar­si co­me ge­ne­re. Ab­bas­so quel­le che giu­di­ca­no sen­za sa­pe­re e trop­po ve­lo­ce­men­te». Ha re­go­le, on­li­ne?

«Da so­le non con­tia­mo nul­la. Ma in­sie­me, sui so­cial, pos­sia­mo con­trol­la­re la no­stra im­ma­gi­ne, cu­ra­re la no­stra po­li­ti­ca»

«Non po­sto mai fo­to di me quan­do so­no stan­ca o non mi sen­to al me­glio. Poi, pen­so che #my­self sia un ha­sh­tag abu­sa­to, ed evi­to i vi­deo sui gat­ti­ni. Ho la buo­na abi­tu­di­ne di la­scia­re il cel­lu­la­re al pia­no di sot­to pri­ma di ad­dor­men­tar­mi: non lo con­trol­lo più ap­pe­na sve­glia, né co­me ul­ti­ma azio­ne la se­ra. E non con­to le ore che ci pas­so da­van­ti». Mu­se ispi­ra­tri­ci? «Gra­ce Jo­nes, Glo­ria Stei­nem». La ma­ter­ni­tà? «La cer­che­rò. Un gior­no che non è og­gi». Qual è la ve­ra ric­chez­za? «Es­se­re con­sa­pe­vo­li, crea­ti­vi, ap­pas­sio­na­ti e ri­co­no­sce­re il va­lo­re dell’este­ti­ca. La­sciar­si in­tri­ga­re. Sa­per­si di­ver­ti­re. Pro­va­re pia­ce­re per sé». La sua beau­ty rou­ti­ne? «De­ter­ge­re il vi­so sem­pre, due vol­te al gior­no, mat­ti­na e se­ra. Usa­re un gel esfo­lian­te, cre­ma e un olio idra­tan­te per la pel­le, che in viag­gio ten­de a sec­car­si di più. Ave­re cu­ra dei pro­pri ca­pel­li». An­che quan­do i rin­gra­zia­men­ti do­ve­ro­si so­no al­la ge­ne­ti­ca, che co­sa fa per con­ser­va­re il pa­tri­mo­nio avu­to in sor­te? «Mi al­le­no in pa­le­stra, ho un personal trainer, nes­su­na die­ta, ma re­sto in ascol­to del mio cor­po: se scel­go la pa­sta il lu­ne­dì, ma­ga­ri il mar­te­dì la evi­to. È il re­gi­me del buon­sen­so a fa­re i ve­ri mi­ra­co­li». Di che co­sa non si preoc­cu­pa mai? «Di quel che pen­sa­no gli al­tri: nes­su­na esi­sten­za do­vreb­be es­se­re de­ter­mi­na­ta dai giu­di­zi che ar­ri­va­no dall’ester­no. Piut­to­sto, cer­chia­mo sem­pre di spin­ger­ci al di là dei no­stri li­mi­ti: è il so­lo mo­do per cam­bia­re le co­se. La com­fort zo­ne è il ri­schio più in­si­dio­so».

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