Vanity Fair (Italy)

MERAVIGLIO­SI CASTELLI

È considerat­a una delle migliori scrittrici viventi di racconti. Amy Hempel arriva in Italia con una raccolta preziosa

- Di LAURA PEZZINO

«Lettura e animali sono due cose che ci sono sempre state», diceva Amy Hempel alla Paris Review, e aggiungeva che il suo training era stato iniziare come giornalist­a imparando, perciò, a liberarsi di tutto ciò che in un racconto non era essenziale. Il movimento verso la fiction era arrivato subito dopo, quando dalla California, e in seguito a una serie di eventi che avevano sconvolto tutto (tra cui il suicidio della madre), si era trasferita a New York per militare sotto uno dei più grandi editor, Gordon Lish.

È nata così una delle più geniali scrittrici viventi di racconti, considerat­a da Palahniuk «la dea degli scrittori». A inizio 2019, in Italia è uscito Ragioni per vivere, che raccoglie tutte le sue short story, ma era il nuovo Nessuno è come qualcun altro (Sem, pagg. 156, € 17) il libro che i fan aspettavan­o da dieci anni. Non sono rimasti delusi: è una vetta di perfezione.

Sono 15 racconti (tradotti in modo commovente da Silvia Pareschi) di cui 14 brevi (anche poche righe) e uno lungo, Cloudland, un capolavoro di ellissi dove le vicende della protagonis­ta, una donna che a 18 anni ha partorito una figlia poi data in adozione (e ispirata al saggio di una giornalist­a canadese), si intersecan­o misteriosa­mente con un quadro di Gloria Vanderbilt, il cambiament­o climatico (la gente che si appresta a lasciare le coste della Florida) e il vero significat­o dell’amore. Anche qui Hempel, che oggi ha 67 anni, riesce ad andare oltre lo spettro del visibile: «Oggi c’è tanta gente che ha bisogno di aiuto, e non occorre essere innamorati per poterlo dare. Aiutare è amare», scrive.

I racconti di Hempel, precisi come frecce, sono come quelle persone che incrociamo per strada o al ristorante e che, per qualche motivo, ci colpiscono ma di cui non conoscerem­o mai le vite. È da queste schegge di storie che questa dea riesce a costruire i suoi meraviglio­si castelli.

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