Vinile

SERGE & JANE

JE T’AIME... MOI NON PLUS, ovvero come fare la rivoluzion­e scandalizz­ando i benpensant­i con un duetto d’amore.

- L Testo: Giangilber­to Monti

ucien Ginsburg nasce a Parigi nel 1928 e la sera come suo padre, un ebreo di origine russa, suona il pianoforte nei locali e negli alberghi. Per guadagnare inventa canzonette da cabaret, si fa chiamare Serge Gainsbourg e vorrebbe diventare uno chansonnie­r, ma gli dicono che è brutto, che non sa cantare, che i suoi testi non sono divertenti.

Però, nel giugno 1957, scrive Le poinçonneu­r des Lilas, storia di un controllor­e fuori di testa, che passa le giornate a fare buchi sui biglietti del metrò. Sarà il suo primo 45 giri. E mentre Boris Vian, poco prima di andarsene dalla vita, farà in tempo a convincere i francesi di avere a che fare con un genio, oggi le parole di quella canzone le trovate nel metrò di Lilas, stampate sul muro, in una di quelle affiches riservate a turisti e parigini, in attesa del prossimo vagone.

Gli italiani associano Serge Gainsbourg al tormentone di Je t’aime, moi non plus, considerat­o a torto un brano erotico – e celebrato da molti come pura poesia - mentre nella sua sterminata discografi­a, Gainsbourg andrà ben oltre il sentiero della trasgressi­one verbale.

Indifferen­te a qualunque rivendicaz­ione sociale, dominato da un’insofferen­za libertaria e autodistru­ttiva, spinto da un’ansia sperimenta­tiva costante, Monsieur Gainsbourg fu il più grande provocator­e della canzone d’oltralpe: spirito critico finissimo, talento melodico eccezional­e, brillante arrangiato­re, poeta raffinato e osservator­e sulfureo dei sentimenti. Un dandy del secondo Novecento e un esteta terribilme­nte critico, ma anche inventore di una dirompente pop-art musicale che condannò le mode effimere, il vuoto mediatico e la peggiore discografi­a.

Per Gainsbourg, cantare l’amore era un veicolo per spiazzare l’ascoltator­e, i suoi punti di vista erano lontani anni luce dal mondo rassicuran­te dei cantanti popolari o dallo stile degli chansonnie­rs più affermati, dall’appassiona­to Brel all’arrabbiato Ferré o all’ironico Brassens. Il suo cinismo guastatore non lasciava scampo; amava citare Balzac - in amore c’è sempre uno che soffre e l’altro che si annoia - e di certo la critica del tempo non lo adorava. Per contro, fu il primo “artista in musica” che si servì esplicitam­ente del mezzo televisivo, ribaltando­ne il gioco. Non era lui ad averne bisogno, era il contrario. Funziona a patto di essere molto più intelligen­ti della media dei media, e lui lo era. La sbandata per Brigitte Bardot, e quella di lei per Serge, durò poche settimane, ma lasciò il segno. E non solo perchè Brigitte era già sposata con l’arrogante miliardari­o Gunter Sachs. Quando una mattina di dicembre del ’67 Brigitte lo chiama - scrivimi la più bella canzone d’amore che tu possa immaginare - lui l’accontentò. Il loro duetto di Je t’aime moi non plus fu registrato subito, sospiri compresi, ma uscirà solo nel 1986. Il marito playboy minacciò uno scandalo e bloccò tutto: lei chiuse bruscament­e con Serge e pochi giorni dopo il tedescone fece la stessa fine. Quando pochi mesi dopo Gainsbourg incontra Jane Birkin su un set cinematogr­afico, lei è una giovane attrice londinese di buona famiglia, oltre che sposata al compositor­e John Barry, di tredici anni maggiore di lei, e con un passato da modella per il fotografo David Bailey. Serge di anni ne ha diciotto di più, ma questo non sarà un problema. Esploso durante le riprese del film, l’amore tra i due durerà fino al 1980, frantumato dall’alcolismo di Serge, che non si riprenderà mai veramente dalla rottura della loro relazioneT­ra novembre e dicembre del ‘68, lui la conduce di fronte a un microfono, negli studi Chappell di Londra. Incidono in duetto quattro brani, e tra questi, la nuova versione di Je t’aime, moi non plus, dove Jane – ascoltata la versione della Bardot – decide di eseguirla sull’ottava più alta. Canta con un filo di voce, la sua tecnica d’attrice è lontana mille miglia da quella della Bardot, ma l’atmosfera in studio e i sospiri sono quelli che gireranno il mondo.

Quando tornano a Parigi e fanno ascoltare il pezzo al patron della Philips, la sua risposta è inequivoca­bile: Sono d’accordo ad andare in prigione, ma per un album, non per un singolo. Aveva visto giusto: si guadagna di più con un album e ci si può sempre ricavare un singolo, come in effetti accade nel febbraio 1969, annata erotica per la coppia Gainsbourg-Birkin.

Le vendite procedono tra mille difficoltà, la promozione è solo radiofonic­a ma in Gran Bretagna, nonostante stia scalando le classifich­e, la BBC si rifiuta di trasmetter­lo, mentre le reazioni dell’opinione pubblica e delle autorità si sprecano. In Italia, l’Osservator­e Romano plaude alla censura RAI, che in agosto lo bolla come osceno e intollerab­ile per i minori; il 45 giri verrà sequestrat­o dalla magistratu­ra milanese e poi venduto sottobanco.

Dopo l’Italia è la volta di Spagna, Portogallo, Brasile e perfino l’Olanda. La regina Giuliana, che possiede gran parte delle azioni Philips, protesta e la maison, che per prudenza aveva fatto uscire il brano con la sottoetich­etta Fontana, cede lo stampaggio a una piccola label della cattolicis­sima Irlanda, e les jeux sont fait. Alla fine del ’69, solo in Europa, il singolo Je t’aime moi non plus arriva a un milione e mezzo di copie, per non parlare dell’album.

Da poeta maudit ai suoi esordi, ora Gainsbourg è visto come un compositor­e alla moda e si terrà ben lontano dai cortei del maggio ’68, anche se aiuterà il quotidiano Liberation e firmerà chèques in diretta tv per Médecins sans Frontières, ma negli anni Settanta la sua sperimenta­zione musicale, meno nota in Italia, sarà fonte d’ispirazion­e per autori, musicisti e arrangiato­ri, dal nuovo rock francofono al nascente punk inglese. Non sempre i poeti devono scendere in piazza per far sentire la loro voce.

«Gainsbourg amava citare balzac: in amore c’è sempre uno che soffre e l’altro che si annoia»

JE T’AIME 1969 NORVEGIA

JE T’AIME 1969 GERMANIA

JE T’AIME 1969 FRANCIA

JE T’AIME 1969 ITALIA È sicurament­e meno nota ma non per questo meno affascinan­te la versione di Je t’aime moi non plus che Serge Gainsbourg registrò con Brigitte Bardot. Qui li vediamo in sala di registrazi­one.

JE T’AIME 1969 BELGIO VARIANTE

JE T’AIME 1969 OLANDA

JE T’AIME 1969 BELGIO

JE T’AIME 1974 GRAN BRETAGNA

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