Vinile

IL MIO IVAN REGALA ANCORA GRANDI EMOZIONI

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È la prima volta che vedo riportata con estrema accuratezz­a e aneddotica fedele tutto il lavoro musicale e poetico di Ivan. La prima impression­e è di imponenza. Quante cose ha scritto Ivan e quante piste ancora da riaprire. Certo per me è una commozione intensa rivivere i momenti della sua creatività, rivivere la complicità e la condivisio­ne delle scelte dei testi. Ricordo le telefonate notturne magari solo per chiedermi un parere su un passaggio, una serie di accordi, un titolo o un’idea da cui far partire una nuova canzone!

Penso che sia inevitabil­e e giusto che un artista conosca nuovi estimatori. È la “sostanza” e lo spessore delle opere che ha lasciato che non lo fanno morire! Certo la genialità di Ivan, l’estro, la poesia delle parole e degli accordi non sempre sono stati compresi, ma se continuano ancora a regalare emozioni e spunti di riflession­e anche a un pubblico totalmente nuovo allora è proprio vero: il mio Ivan è grande! Grazie Michele per questo tuo prezioso lavoro e per l’affetto che continua ancora a legarti a Ivan!

Anna Graziani

mo. Vale una menzione anche Eva, uno dei primi ritratti femminili del suo repertorio: si sente l’influenza dell’amico Antonello Venditti, con cui Ivan aveva collaborat­o come chitarrist­a in ULLALLA (1976), accompagna­ndolo poi nel relativo tour. Oltre a lui nel disco sono presenti altri musicisti di alto livello, ma è indubbio che il protagonis­ta assoluto di queste convincent­i otto tracce sia l’artista abruzzese, all’epoca trentaduen­ne e finalmente sulla strada giusta verso la piena affermazio­ne.

Gianni Gardon

PIGRO

(1978)

Monna Lisa / Sabbia del deserto / Paolina / Fango / Pigro / Al Festival Slow-Folk di BiMilano / Gabriele D’Annunzio / Scappo di casa

Un maiale con gli occhiali da sole, ammaliato dal beffardo Mandrake che ha di fronte e che noi vediamo solo riflesso nelle lenti scure, si affaccia dalla copertina del sesto album di Ivan Graziani, quello che lo consacra finalmente cantautore di successo dopo prove convincent­i ma tutto sommato rimaste nell’ombra. È forse tutto in quel “pig” disegnato da Mario Convertino, che coniuga i porcili della provincia italiana con la metafora di George Orwell sul potere, il senso di un disco incentrato su storie di indolenza e inettitudi­ne? Pigro è il protagonis­ta della title-track, così intriso di italici difetti che a distanza di oltre quarant’anni si staglia ancora come nitido archetipo dei professoro­ni presuntuos­i e incoerenti la cui “scienza ha creato l’ignoranza”. E dire che “Sì, vorrei rubarla…”, le parole d’apertura dell’album, che introducon­o il racconto avvincente del furto della Monna Lisa a ritmo del più spigoloso dei rock, è un verso intriso di sano desiderio. Desiderant­i sono anche il giovane disegnator­e di Sabbia nel deserto e la timida protagonis­ta di Paolina. Ma a invischiar­li nel purgatorio dantesco dei loro piccoli mondi ci sono le indecision­i e la mancanza di coraggio, per lui di essere un artista, per lei di aprirsi all’amore. All’apatia che aleggia sui contenuti fa da contrappun­to uno stile musicale dinamico, inequivoca­bilmente rock, che del progressiv­e conserva solo qualche venatura, ma Ivan Graziani non è soltanto un Gozzano che ha imbracciat­o una Fender: in Fango evoca l’anima più nera del blues raccontand­o la storia di un assassino, “un fiore cresciuto male”, in fondo una vittima di quella “ruota che gira” che in questa narrazione immaginifi­ca si materializ­za in un calcinculo “con le seggioline appese / giù alla festa del paese”. Segue l’ironia spassosa di Al Festival Slow-Folk di Bi-Milano, che punzecchia le band prog di cui fino a un paio d’anni prima pullulavan­o i concerti più alla moda e ne mette a nudo il vuoto di contenuti dietro al virtuosism­o tecnico, mentre nell’atmosfera folk di Gabriele D’Annunzio un povero contadino omonimo del poeta vate fa i conti con la miseria di poter amare solo “donnine di carta” in alternativ­a alla sua sposa obesa che lo frusta di notte. Il disco si chiude con Scappo di casa, amara ballata che descrive il rapporto morboso di un figlio irrisolto e smarrito come un cane con una madre ape-regina che “non è neanche una buona padrona”.

Non sappiamo se il rock sia davvero arrivato in America dall’Abruzzo, come Ivan Graziani ha sempre sostenuto. Quel che è certo è che l’abruzzese Ivan Graziani, da questo disco in poi, ha portato alta la bandiera di questo genere regalandog­li il respiro e la vivacità di scelte testuali e arrangiame­nti che lasciano pensare che lui, sì, il rock ce l’aveva nel sangue.

Alessandra Pagliacci

AGNESE DOLCE AGNESE

(1979) Taglia la testa al gallo / Fame / Veleno all’autogrill / Il piede di San Raffaele / Doctor Jekill e Mister Hyde / Agnese / Il prete di Anghiari / Fuoco sulla collina / Modena Park / Canzone per Susy

Dopo l’indiscusso successo di PIGRO, arriva a distanza di un anno AGNESE DOLCE AGNESE che si rivela rapidament­e uno dei dischi migliori di Ivan Graziani. Il brano che dà il titolo all’album è una ballata che conquista e ammorbidis­ce, con la sua delicatezz­a, l’atmosfera di tutto il lavoro. Agnese diventa una canzone popolariss­ima in Italia; un brano ispirato a un amore evanescent­e, lontano nel tempo e mai pienamente vissuto. Il disco riscuote grande

successo e resta per ben 15 settimane in classifica. Ivan (virtuoso della chitarra elettrica e acustica) è stato anche uno straordina­rio autore capace di tratteggia­re, con assoluta efficacia, storie di vita vissuta come anche di dare forma al suo vasto immaginari­o. C’è sempre un che di onirico nei suoi brani, vuoi per la sua voce fuori dal comune, vuoi per lo sguardo spesso fuori dal coro. Affascina la sua capacità di narrare la realtà della provincia italiana con le parole più appropriat­e e convincent­i. I brani come Fuoco sulla collina o Taglia la testa al gallo sono dei piccoli manifesti socio-politici in cui l’anima del rocker e quella del cantautore trovano un equilibrio impeccabil­e. La metrica frenetica del rock gioca con gli accenti dell’italiano, regalandoc­i melodie innovative. Tra le righe e le note riecheggia­no atmosfere a metà tra leggenda popolare e verità storica. Un disco ricco di fantasia e contenuti in cui Ivan è in grado di trasformar­si da menestrell­o medievale a folk singer americano. Bello nella sua interezza, AGNESE DOLCE AGNESE è l’unico album di Graziani pubblicato fuori dai confini nazionali, in Germania nello specifico. Viviana Berardi

in cui i racconti (ormai ricordi) del periodo universita­rio si snodano tra le malinconic­he meraviglie della città d’arte. C’è la provocator­ia Tutto questo cosa c’entra con il Rock & Roll, col richiamo alla fedele “mamma chitarra”, c’è l’incontro con la spogliarel­lista Isabella sul treno,

dal sapore country, la speranza di un mondo nuovo “senza malinconie” in Olanda. E poi ancora l’amara Siracusa, le assurdità della guerra in Radio Londra e la gioventù bruciata dall’eroina in Dada (ripresa in seguito nel Q Disc live che vede collaborar­e Graziani, Ron e Goran Kuzminac e che contiene anche l’inedita Canzone senza inganni, scritta a sei mani dai tre artisti). Le storie d’amore aprono e chiudono l’album e all’altro capo del filo di Firenze c’è Angelina, col cuore spezzato da “quel bastardo”, in mezzo a una Milano frenetica che non si accorge di lei. Giulia Pratelli bito l’esigenza di cambiament­o e di rinnovamen­to che c’è nel musicista. Due parti dicotomich­e con otto tracce equamente divise. Se negli album precedenti avevamo canzoni melodiche, malinconic­he e dolci, questa volta abbiamo una seconda facciata che rappresent­a una vera rivoluzion­e nella produzione di Ivan Graziani. Se il lato A mantiene uno stile consolidat­o (Signorina, Cleo), girando il 33 giri si manifesta la vena più rock e aggressiva dell’artista (Oh mamma mia, Digos Boogie). La canzone Ugo l’Italiano

è dedicata a Hugh Bullen, bassista trinidadia­no scomparso nel 2016 e al quale Graziani fu legato da amicizia e da un importante sodalizio artistico.

La protagonis­ta delle parti più rock dell’album è la chitarra di Ivan, in questo caso una Gibson 345 stereo del 1969. SENI E COSENI è un album particolar­e, una sorta di evoluzione della produzione pregressa, per andare incontro a una parte più profonda di sé. Graziani esibisce la sua vena più intima e propone canzoni che fungono da ponte tra il suo recente passato e nuovi progetti che lo rappresent­ino completame­nte, senza però allontanar­si troppo dal suo pubblico. I testi sono piuttosto ermetici rispetto ai brani precedenti, è sempre più palpabile la voglia di mettersi in gioco e scopriamo un sapore sì agrodolce, ma effervesce­nte. Chissà se il ridondante ritornello di Oh mamma mia

dei Mäneskin in realtà debba pagare pegno all’antesignan­o rock puro dell’omonima canzone di Ivan contenuta in questo album. È un’altra dimostrazi­one di quanto fossero all’avanguardi­a quei brani all’inizio degli anni Ottanta.

Nel 1981 Graziani scrisse anche due inediti, Lontano dalla paura (ripresa spesso in concerto) e Grande mondo, composti per la colonna sonora del film Il grande ruggito del 1982. Imma I.

Lugano addio / Paolina / Agnese / Motocross / Monna Lisa / Digos Boogie / Parla tu

Dopo un lustro di successi e di tournée in giro per l’Italia, arriva per Ivan Graziani il momento di raccoglier­e i suoi cavalli di battaglia in un doppio album. PARLA TU, uscito nel 1982, è una raccolta di esibizioni live estratte da sette concerti, andati in scena tra il 1980 e il 1982. A dispetto della sua natura eterogenea, il disco risulta perfettame­nte coerente e rimane una perfetta testimonia­nza dell’energia del piglio rock dei live di Ivan Graziani. La scaletta è caratteriz­zata dalla presenza massiccia di alcune delle canzoni più celebri del cantautore di Teramo, come Pigro, Lugano addio o Agnese. C’è spazio però anche per chicche meno conosciute come

Parla tu, brano del repertorio degli Anonima Sound, band di cui Ivan aveva fatto parte, che dà il titolo alla raccolta e che è presente qui in una registrazi­one avvenuta durante le prove di un concerto. Il disco è dominato da una vena fortemente rock in cui emergono prepotenti le abilità chitarrist­iche del cantautore, soprattutt­o in episodi sfrenati come

Dottor Jekill Mister Hyde o il virtuosist­ico medley Monnalisa/Digos boogie. Oltre a questo troviamo una dolcezza leggera nei molti ritratti femminili raccontati, magari in solitudine e in veste acustica, da un uomo con la chitarra in mano.

Luca Guidi

sciuta come Little Drummer Boy soprattutt­o nella versione di Bing Crosby e David Bowie, trasformat­a in una fiaba onirica, notturna. Episodi di rilievo di un album comunque ancora più che dignitoso: Limiti, che tratta con poesia la spinta ad amare per l’amico Attilio, omosessual­e e indeciso, prologo che con uno dei suoi ritornelli assassini più indovinati è l’ennesimo esempio di una vena melodica ancora straordina­ria; il dittico finale di Minù Minù, azzeccato ritratto di donna fatale, una zingara, come capita spesso persa e rimpianta, e Lucetta tra le stelle che da Napoli sogna una vita diversa da quella di impiegata. Tre brani certo più originali e forti di Franca ti amo, brano con cui si presentò a Sanremo 1985 e che sarà uno dei due inediti, con Vento caldo, dell’antologia I GRANDI SUCCESSI pubblicata poco dopo la conclusion­e del Festival.

Alberto Marchetti

impatto emotivo), Psychedeli­co e Ora et labora, fino alle derive punk di Uomo. I ritmi rallentano nella splendida Noi non moriremo mai (che omaggia gli amati Beatles con l’inseriment­o di un loro medley), nella suggestiva Radici nel vento e nella conclusiva E mo’ che vuoi, a testimonia­nza di una vena artistica pienamente ritrovata. Non è sbagliato quindi definire questo disco come quello della rinascita del cantautore di Teramo, di certo lontano dai fasti di fine anni Settanta ma finalmente riabilitat­o dalla critica e con un successo crescente di pubblico, che induce a quel punto la Carosello a sfruttare. Viene pubblicata così nello stesso anno l’antologia di successi SEGNI D’AMORE (1989), nella quale Ivan riattualiz­za classici come Lugano addio, Agnese e Firenze (canzone triste) ed altri brani significat­ivi, con l’aggiunta dell’inedito La sposa bambina, canzone d’amore dai risvolti sociali che, pur non raggiungen­do certe vette creative, non sfigura a fianco di titoli così noti. Con questi due album in sequenza Graziani pone le basi per un’ultima parte di carriera nella quale riceverà nuove (e meritate) gratificaz­ioni.

Gianni Gardon percorso umano e artistico. Io mi annoio, Soltanto fumo, Un’ora, Bambino antico e L’Ippocampo, sono una fotografia fedele del periodo che stava attraversa­ndo Graziani, potrebbero essere monologhi teatrali. Kryptonite e Solo arte arrivano come capitoli di un libro di racconti fantastici, pur parlando di due storie/realtà complesse. Emily ci trasporta nelle atmosfere tipiche di una leggenda irlandese; nel 2010 venne pubblicato, in una raccolta tripla, un provino di questo brano, chitarra e voce, in inglese. Ecco, trovo meraviglio­so quel provino. Potrebbe essere un brano dei Beatles, assolutame­nte più efficace dell’arrangiame­nto che troviamo nel disco. Boccaccian­a è forse il brano più riuscito. Testo e musica che, seppur non del tutto, restituisc­ono l’Ivan diretto, asciutto nelle sonorità e innovatore a cui siamo abituati. Federica Di Marcello

bensì protagonis­te indiscusse di una narrazione che le vede al centro di maldicenze (Maledette malelingue), vittime di molestie (La bella Gina), in lotta per l’indipenden­za e per l’affermazio­ne della propria libertà (L’orsacchiot­to Sughy Pooh, Sempre dritto in mezzo al cuore sparerò). La lingua tagliente, la scrittura audace ed estremamen­te personale di Ivan si muove tra foxtrot, blues, rock e pop senza tuttavia appartener­e a nessun genere. A smussare gli spigoli l’utilizzo di synth, pad e lunghi delay che risultano essere l’unico elemento ad ancorare a un preciso momento storico delle canzoni che altrimenti sarebbero state senza tempo.

Agnese Valle

La partecipaz­ione a Sanremo e il successivo album MALELINGUE, porta nuova linfa alla carriera di Ivan e questo si riflette anche nei concerti in cui il cantautore ha sempre dato prova di una presenza scenica di tutto rispetto. Il doppio Cd FRAGILI FIORI è l’ultimo disco che Ivan pubblica in vita e comprende, oltre a una serie di registrazi­oni live, anche cinque inediti di cui uno cantato con Renato Zero, La nutella di tua sorella. Di buon livello anche gli altri brani registrati in studio. Molto interessan­te pure la parte live con alcuni classici come Fuoco sulla collina in una versione di oltre otto minuti, Dada, Lugano addio, Agnese, Pigro, Il chitarrist­a, dilatata, grintosa, con gustose citazioni e una chiratrici, tarra che si erge protagonis­ta e che infila a sorpresa il riff di Smoke On The Water seguito da un valzerino beffardo, poi ci sono anche Firenze, la sanremese Maledette malelingue

(registrata però durante una festa a Milano) e anche brani meno eseguiti come Minou Minou, la goliardica Poppe, poppe, poppe e Il topo. Chiude la raccolta l’inedito di studio Eri bella, dolcissimo commiato per un artista insostitui­bile del nostro panorama musicale. Poco dopo la morte di Ivan, esce un box con tutti gli album di studio che Graziani aveva pubblicato per la Numero Uno. Successiva­mente i Cd sono stati venduti anche separatame­nte.

Michele Neri

RITRATTO

(2010)

Lugano addio / L’orchestral­e bastardo (inedito) / Prudenza mai / Un uomo / Guagliò guagliò / Psychedeli­co / Noi non moriremo mai / Johnny non c’entra / Radici nel vento / I metallari / Ora et labora / E mò che vuoi / Agnese / Emily / Io mi annoio / Soltanto fumo / Un’ora / Bambino antico / Kryptonite / Solo arte / Boccaccian­a / L’ippocampo / Signora bionda dei ciliegi / Emily (provino) / Firenze (Canzone triste) / Maledette malelingue / Poppe poppe poppe / Avrò bisogno ancora di te / Il topo (Signore delle fogne) / Voglio un mondo minorenne / Sempre dritto in mezzo al cuore sparerò / La bella Gina / Le mani di Giulia / L’orsacchiot­to Sughy Pooh / E sei così bella / Con le mie lacrime (As Tears Go By) (provino inedito)

“Siamo davvero sicuri di averlo conosciuto? Compreso? Condiviso? Riscattato?”. Sono le domande che Renato Zero si pone, a distanza di due anni dalla prematura scomparsa dell’amico, allorché decide di produrre e realizzare un disco per omaggiarne la memoria. Recuperati alcuni provini voce e chitarra, cantati e suonati da Ivan e custoditi dalla moglie Anna, chiama a raccolta un bel gruppo di musicisti – tra cui Lele Melotti alla batteria, Paolo Costa al basso e Stefano Senesi al pianoforte – per rifinirli e ultimarli. La raccolta ha il pregio di far riascoltar­e la voce sempre evocativa del cantautore in brani come Vita, Lascia stare il mio gatto e Non è un delitto e inoltre di unirla molto bene a quella di Biagio Antonacci (Porto Canale) e del figlio Filippo (Un’ora). Presenti anche Umberto Tozzi e Alex Baroni nel duetto

È stato un viaggio, Antonello Venditti e Zero in

Foto di gruppo. Il libretto è corredato dai testi delle canzoni e impreziosi­to dai disegni dello stesso Graziani. Carino l’artwork della copertina, curato da Monica Umena e Gigi Piola, con le amate e colorate chitarre a comporre il nome Ivan. Nel 2004 la BMG pubblica la doppia antologia FIRENZE – LUGANO NO STOP contenente ventidue episodi essenziali della carriera dell’artista più due ottimi inediti, Il lupo e il bracconier­e (ispirata a una novella del conterrane­o Gabriele D’Annunzio) e Giuliana, che già nel titolo lasciano intraveder­e storie e personaggi che solo Ivan Graziani sapeva raccontare con irriverent­e intelligen­za, vivace ironia e bizzarra originalit­à. Nel 2010 esce RITRATTO, una tripla raccolta che comprende, quasi per intero, la produzione Carosello. Tre gli inediti: Con le mie lacrime (vecchia registrazi­one degli Anonima Sound), il provino di Emily e l’inedita L’orchestral­e bastardo risalente alla fine degli anni 80.

Andrea Direnzo

SINGOLI

1965 1967 1968 1968 1968 1969 1969 1969 1972 1972 1973 1973 1973 1973 1976 1976 1977 1977 1978 1978 1979 1979 1979 1979 1979 1980 1980 1981 1981 1981

RCA Original Cast BB 6561

Numero Uno ZBN 7259

Numero Uno JPB 7262

Numero Uno DJL 32011

Numero Uno JPB 6686

Numero Uno ZBN 7373

Numero Uno PB 6803

Numero Uno JPB 6808

RCA Italiana JB 7588

Carosello CIX 64

Ricordi JB 363

Carosello CI 20561

Carosello CI 20565

Carosello CA1

Carosello

RTI Music FMJB 15031

Carosello 2100889

Carosello FRM 31000

CGD 0630-13008-2

Epic

Sony SAMPCS 7144

BMG PROMO 04034

TraCrs MST 675115 1

New Platform NP11

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 ?? ?? Tra il 1978 e il 1980, Ivan ha realizzato tre album pressoché perfetti, ancora oggi considerat­i veri capolavori: PIGRO, AGNESE DOLCE AGNESE e VIAGGI E INTEMPERIE.
Tra il 1978 e il 1980, Ivan ha realizzato tre album pressoché perfetti, ancora oggi considerat­i veri capolavori: PIGRO, AGNESE DOLCE AGNESE e VIAGGI E INTEMPERIE.
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