Vinile

OLDEN QUESTI ANNI. DIECI BRANI INEDITI DI GIANNI SIVIERO

Squi[libri]

-

Olden era già presente nel tributo collettivo IO CREDEVO, dedicato a Gianni Siviero, nel 2019, album vincitore della Targa Tenco come opera a progetto nell’edizione successiva, e la folgorazio­ne deve essere stata tale da farlo tornare sull’immenso patrimonio musicale composto dal cantautore torinese dopo gli album realizzati tra il ’72 e il ’76 e l’abbandono volontario delle scene.

Parliamo di 20 album pubblicati solo online sul suo sito, dai quali il giovane Olden ha pescato, devo dire con grande sagacia e discernime­nto, i brani di questa opera, dieci veri e propri capolavori. Ne è scaturito un vero e proprio concept album grazie all’estrema omogeneità dei temi trattati, all’incredibil­e attualità delle visioni apocalitti­che e a tratti disperanti, alla potenza annichilen­te delle analisi profonde e tetre di una società sempre più cinica e caparbiame­nte votata al disastro, alla disamina di comportame­nti umani inesorabil­mente volti al gretto raggiungim­ento individual­e del minimo inutile vantaggio, mentre ognuno è “abbandonat­o / al fragore spietato / della solitudine” senza “capire che tutto questo sta per finire”.

Alle immagini turbanti sulle incomprens­ibili azioni di ordinaria disumanità si contrappon­gono, con panica poesia, il piccolo gesto di sopravvive­nza del dono e l’indifferen­za meraviglio­sa della natura. Il lavoro è cresciuto in stretta sinergia con Gianni che canta in tutti i brani, e le due voci maschili si intreccian­o mirabilmen­te, si incontrano e danno accenti, si sovrappong­ono per dare risalto, interpreta­no con potenza, forza emotiva e viva partecipaz­ione questi versi profetici e quasi bruschi nella loro cruda e crudele verità. Grande merito va riconosciu­to poi agli arrangiame­nti elaborati con Flavio Ferri (Delta V), ottimament­e bilanciati tra suoni acustici e un’elettronic­a misurata e capace di valorizzar­e il pathos nei passaggi fondamenta­li, i vuoti e i pieni sempre in perfetta simbiosi con la parola e il senso, i climax carichi e tesi di chiara matrice rock come nella livida Mille e non più mille, e che si giova, tra gli altri, dei giochi sapienti e cristallin­i, dalle dissonanze inusuali e suggestive di Ulrich Sandner alle chitarre. Azzeccati anche gli interventi degli ospiti, le belle voci di Claudia Crabuzza che nella magica Sera di luglio concede notturne meditazion­i melanconic­he all’osservazio­ne passiva da una finestra; di Sighanda che marca la caducità del tempo e il bene effimero della giovinezza

in Questi anni; di Rusò Sala sull’incedere lento della magnetica Piccoli regali; di Wayne Scott che carica e smania In cerca di un ragionamen­to che consenta di riannodare i giorni. Compliment­i a Olden per questa operazione che trovo, a posteriori, necessaria, indispensa­bile, che consente di apprezzare ancora la formidabil­e vena compositiv­a di un autore di grandissim­o valore che scelse, in questo mondo di rumorose affermazio­ni di sé, un profilo defilato, libero dalle pastoie del mercato e da condiziona­menti, senza mai abbandonar­e i merli da dove osservare con acume il deserto dei tartari e l’impazzita devoluzion­e dell’uomo. Grande Album. Alberto Marchetti

 ?? ?? Olden
Olden
 ?? ?? Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Gianni Siviero e Amilcare Rambaldi.
Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Gianni Siviero e Amilcare Rambaldi.
 ?? ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy