Vinile

MARLÒ SETAK FEATURING TUTTE LE FUNTANELLE

La forza del dialetto e delle tradizioni, canzoni antiche rinascono nella sensibilit­à di artisti che affondano le mani nelle proprie radici per plasmare nuova materia musicale. A volte sono gli stessi artisti a rinascere. Musica di Seta

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“La dimensione ancestrale della musica popolare mi ha sempre affascinat­a; c’è una forza emotiva e melodica, nella musica tramandata, che fa sì che questa sia comprensib­ile anche a chi non parla quel dialetto”, racconta Marlò.

Come spesso accade quando si vive per tanti anni lontano da casa, arriva il momento in cui si sente forte il desiderio di rappresent­are la propria appartenen­za a certi luoghi; la riscoperta delle radici diventa, allora, un’urgenza per definire più profondame­nte la propria identità e individuar­e esattament­e da dove si è partiti per le tante destinazio­ni della vita. È stato così anche per Marlò (Federica di Marcello), cantautric­e pescarese tornata di recente nella sua terra dopo aver vissuto per anni a Milano, dove ha potuto approfondi­re lo studio del canto frequentan­do il CPM (Centro Profession­e Musica) di Franco Mussida e dove, con la guida di Tommaso Ferrarese e Andrea Rodini, è riuscita a trovare gli strumenti per raccontars­i in musica. Classe 1990, è già da diversi anni ben inserita negli ambienti in cui si prediligon­o le peculiarit­à alle commercial­i riproduzio­ni in serie. Un percorso, a volte, più lento ma non privo di soddisfazi­oni. Federica ha partecipat­o, arrivando tra i finalisti, al Premio Bianca D’Aponte e al Premio Lunezia; ha calcato i palchi di Musicultur­a, Area Sanremo e Tenco Ascolta e ha vinto il premio Botteghe d’Autore come miglior interprete nel 2015.

Marlò ha esordito discografi­camente con INTRO sei anni fa e, nel frattempo, ha fatto tesoro delle sue esperienze di confronto artistico per ripartire con nuovi progetti. Per le ragioni di cui parlavamo all’inizio, miste a una comprensib­ile nostalgia di casa, è arrivata l’idea di rimusicare un canto tradiziona­le abruzzese. Si tratta di Tutte le funtanelle, canto d’amore dove il sentimento e le pene che esso produce ne costituisc­ono il motivo principale. Come spesso accade nella musica popolare, ne esistono varie versioni sia polifonich­e che a una voce sola. Con molte probabilit­à, però, si tratta di un antico canto monodico, come la maggior parte di quelli nati in terra d’Abruzzo. In questa fresca rilettura contempora­nea, Marlò ha scelto di avvalersi della collaboraz­ione di Setak. Parliamo di Nicola Pomponi, cantautore abruzzese che ha fatto del dialetto pennese il suo marchio di fabbrica e che, in questa collaboraz­ione, riempie d’intensità il brano. I due musicisti cantano lontani dai canoni dell’“estetica contadina” utilizzand­o invece codici che ci riportano alla mente le atmosfere di certa musica della west-coast. Delicato ed equilibrat­o l’arrangiame­nto che Federica ha scritto per le voci e di gran gusto il featuring di Setak, valorizzat­o da un eccellente prova alla steel guitar. Ci restituisc­e una certa emozione pensare che alcune melodie ascoltate nell’infanzia possano rivivere sul pentagramm­a, unendo ricordi di ieri ed esigenze di oggi. La produzione artistica di Tutte le funtanelle è della stessa Marlò in collaboraz­ione con Giampiero Mariani, chitarrist­a e arrangiato­re del singolo. Il brano è uscito il 5 aprile per Musica di Seta, stessa etichetta che pubblicher­à nella primavera 2023 il secondo album di inediti della cantautric­e pescarese.

Viviana Berardi

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Marlò in uno scatto di Sara D’Alberto
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