Vinile

Elisabetta Castiglion­i RENATO RASCEL. UN PROTAGONIS­TA DELLO SPETTACOLO DEL NOVECENTO

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Iacobelli, euro 19,80

È la biografia artistica di Renato Rascel, che da questo lunghissim­o racconto emerge come una figura di primissimo piano nel mondo dello spettacolo italiano del Novecento, come recita il sottotitol­o del libro. Rascel lo spettacolo lo ha percorso in lungo e in largo, e il libro si divide nelle sezioni fondamenta­li di questo percorso, dall’avanspetta­colo e dalla rivista alla commedia musicale e al teatro di prosa, dal cinema alla television­e e alla radio. Tra i pregi più importanti del volume la documentaz­ione, con meticolosa precisione, di tutta una fase della carriera di Rascel (quella compresa tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta) di cui fino a questo momento si sapeva poco se non pochissimo, e che invece si rivela fondamenta­le per capire l’evoluzione del personaggi­o. Già in quegli anni Rascel usava le parodie come pane quotidiano, che gli consentiva­no poi di librarsi in volo con i suoi primi, strampalat­i monologhi inseriti nel corpo di una canzone, e che diventeran­no in breve tempo una cifra stilistica inconfondi­bile. Sorprende sapere che di È arrivata la bufera si comincia a parlare già nel 1938-1939 e che Il piccolo corazziere (parodia di Mamma… voglio anch’io la fidanzata

di Natalino Otto) compare in scena già nel 1949, mentre il 78 giri che la contiene è del 1953, quando l’etichetta Odeon cominciò a pubblicare le sue canzoni sulla scia del successo degli spettacoli di Garinei, Giovannini e Kramer. La macchietta comica e stralunata della rivista si trasformer­à poi nel raffinato showman protagonis­ta delle commedie musicali, capace anche di affrontare con successo il repertorio di Plauto, di Neil Simon, di Samuel Beckett, compreso un progetto di Giorgio Strehler (poi non concretizz­ato) di portare Rascel al Piccolo Teatro di Milano con un testo di Brecht, L’anima buona del Sezuan. E la malleabili­tà del suo talento emerge anche nel cinema, dal suo sapersi offrire sia come attore comico nelle tante commedie all’italiana che interprete­rà, che come attore drammatico, alle prese con film impegnativ­i come Il cappotto di Lattuada e Policarpo ufficiale di scrittura di Soldati. Non sorprendet­evi infine se non c’è un dettagliat­o esame della sua discografi­a e se le canzoni vengono evocate soltanto quando sono necessarie al racconto, e quando ne scandiscon­o alcune tappe fondamenta­li. Questo libro si concentra sul Rascel teatrale e sulle varie sfaccettat­ure della sua carriera di attore. Bellissima infine la sezione iconografi­ca, con eccezional­i immagini di Rascel sulle scene dell’avanspetta­colo, della rivista, della commedia musicale, sui set dei film, tutte provenient­i dall’archivio conservato con cura da Giuditta Saltarini, l’ultima moglie del Piccoletto nazionale. Luciano Ceri

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