IL PA­RA­DI­SO È POS­SI­BI­LE,

VOGUE (Italy) - - SOMMARIO - Di Mi­chael Cun­nin­gham

Il Pa­ra­di­so è qual­sia­si co­sa vo­glia­mo.

Co­me po­treb­be es­se­re al­tri­men­ti, del re­sto? Co­me po­treb­be­ro, per esem­pio, abi­ta­re nel­lo stes­so Pa­ra­di­so Co­co Cha­nel e Pri­mo Le­vi? Il Pa­ra­di­so dell’uno sa­reb­be l’in­fer­no dell’al­tro.

E co­sì, tut­ti noi an­dia­mo nel Pa­ra­di­so che de­si­de­ria­mo di più.

Se vuoi es­se­re gio­va­ne e bel­lo in eter­no, nes­sun pro­ble­ma. Op­pu­re puoi in­vec­chia­re con gra­zia, rag­giun­ge­re la ma­tu­ri­tà, e ri­co­min­cia­re tutto dac­ca­po, a di­ciot­to an­ni.

Se vuoi in­na­mo­rar­ti per sem­pre, puoi far­lo. E se in­ve­ce pre­fe­ri­sci in­na­mo­rar­ti ogni se­ra di una per­so­na di­ver­sa, an­che que­sto può ac­ca­de­re.

Il Pa­ra­di­so è una cit­tà luc­ci­can­te, pie­na di ri­sto­ran­ti a tre stelle Mi­che­lin e ne­go­zi di lus­so.

Op­pu­re…

Il Pa­ra­di­so è un gran­de pra­to ver­de, pun­teg­gia­to di pe­co­re, do­ve l’uni­co suo­no è quel­lo gen­ti­le del­la brez­za…

Op­pu­re...

Il Pa­ra­di­so è la tua ca­sa dell’in­fan­zia; la pa­re­te di una mon­ta­gna che ca­de a pic­co nel ma­re; il Pa­ra­di­so è un vil­lag­gio do­ve si can­ta­no can­zo­ni di Broad­way men­tre si va al la­vo­ro fe­li­ci e con­ten­ti.

Puoi an­che fa­re scel­te me­no tra­di­zio­na­li. Il Pa­ra­di­so è la tua azien­da, una le cui azio­ni sal­go­no sem­pre; il Pa­ra­di­so sei tu, av­vol­to di strac­ci e con la cio­to­la dell’ele­mo­si­na in ma­no, men­tre va­ghi per il mon­do.

La par­te mi­glio­re del Pa­ra­di­so, pe­rò, è que­sta.

Il Pa­ra­di­so ca­pi­sce che le no­stre ani­me ten­do­no a non sta­re mai fer­me, e in­tan­to le set­ti­ma­ne di­ven­ta­no an­ni, e gli an­ni de­cen­ni.

Ci stan­chia­mo di man­gia­re, di fa­re shop­ping. Le spiag­ge e i cam­pi ci ven­go­no a no­ia, co­me le azien­de che pos­so­no so­lo an­dar me­glio. Gli abi­tan­ti al­le­gri e can­te­ri­ni del vil­lag­gio co­min­cia­no a dar­ci sui ner­vi.

Po­trem­mo tro­var­ci a chie­de­re: per­ché ho de­si­de­ra­to que­sto Pa­ra­di­so? Cos’ave­vo in te­sta?

E qui ar­ri­va la buo­na no­ti­zia. Pos­sia­mo cam­bia­re idea.

Pos­sia­mo la­scia­re la cit­tà luc­ci­can­te e tra­sfe­rir­ci nel cam­po pun­teg­gia­to di pe­co­re. Op­pu­re pos­sia­mo or­di­na­re che una cit­tà ap­pa­ia nel bel mez­zo del cam­po, e al dia­vo­lo le pe­co­re. Pos­sia­mo di­strug­ge­re le fab­bri­che, e ri­co­min­cia­re dac­ca­po.

Cer­to, ogni nuo­vo Pa­ra­di­so sbia­di­sce man ma­no che ci di­ven­ta fa­mi­lia­re. Ma pos­sia­mo sem­pre crear­ne un al­tro.

E con il pas­sa­re del tem­po, ci ac­cor­gia­mo che la no­stra più gran­de fe­li­ci­tà ri­sie­de nell’an­ti­ci­pa­zio­ne del pros­si­mo Pa­ra­di­so.

E il pros­si­mo, e il pros­si­mo, e il pros­si­mo. • Scrit­to­re, 65 an­ni, ha vin­to il pre­mio Pu­li­tzer per la nar­ra­ti­va nel 1999 con il ro­man­zo Le ore (Bom­pia­ni). Il suo ul­ti­mo li­bro è una rac­col­ta di fia­be rein­ven­ta­te dal ti­to­lo Un ci­gno sel­va­ti­co (La na­ve di Te­seo), pub­bli­ca­to nel 2016.

Va­len­ti­na Sam­pa­io, 22 an­ni il pros­si­mo di­cem­bre, ha de­but­ta­to al­la Fa­shion Week di San Pao­lo nel 2016. Re­ci­ta nel film “Be­re­ni­ce Pro­cu­ra”, che sa­rà pro­iet­ta­to a ot­to­bre a Ro­ma du­ran­te il fe­sti­val Agen­da Bra­sil (inO­ni­ri­ca, co­lo­ra­ta e scul­to­rea crea­tu­ra del Pa­ra­di­so: è Gui­ne­ve­re van See­for­ma­zio­ni va­ga­lu­na.it). nus fo­to­gra­fa­ta da Mert & Mar­cus in que­sto nu­me­ro di Vo­gue Ita­lia.

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