Tut­to quel­lo che ci sta at­tor­no

VOGUE (Italy) - - EDITORIALE - di Ema­nue­le Far­ne­ti

È vi­va, e cam­bia al rit­mo de­gli an­ni e del­le ma­ree, la ca­bin sui fior­di di Søl­ve Sund­sbø, il fo­to­gra­fo che più di ogni al­tro ha im­pa­ra­to a tra­sfor­ma­re in ar­te le nuo­ve tec­no­lo­gie (lo ce­le­bra a Mi­la­no il Pho­to Vo­gue Fe­sti­val a Pa­laz­zo Rea­le, dal 15/11 al 16/12), e che qui tor­na in­ve­ce “to be one wi­th na­tu­re” (pag. 46).

Por­ta il ri­cor­do di un amo­re lun­go cin­que esta­ti, quel­lo tra Ma­ri­lyn e Ar­thur Mil­ler, la fat­to­ria nel Con­nec­ti­cut che ora ri­na­sce gra­zie a una gio­va­ne ar­chi­tet­to: un nuo­vo ini­zio, co­me suc­ce­de a tan­te ca­se, e a tan­te vi­te den­tro di es­se (pag. 12).

Vi­vo­no di vi­ta ve­ra, an­co­ra al ri­pa­ro dai gua­sti del tu­ri­smo da af­fit­to bre­ve, le an­ti­che ca­se del­la Giu­dec­ca tra cui pas­seg­gia uno scrit­to­re che qui è cre­sciu­to (pag. 72).

Di­co­no di vi­te spo­sta­te al­tro­ve le ca­pan­ne e i ri­fu­gi nei bo­schi che An­toi­ne Bruy ha cer­ca­to e fo­to­gra­fa­to per an­ni, tra i Pi­re­nei e il We­st (pag. 96); di te­ne­re in vi­ta la poe­sia del se­co­lo bre­ve la vil­la Pi­sa­ni Dos­si sul la­go di Co­mo (pag. 82); di ri­cor­di d’in­fan­zia le scuo­le fo­to­gra­fa­te da Ste­fan Gift­tha­ler (pag. 56); dell’inat­te­sa se­con­da, o for­se ter­za, gio­vi­nez­za di una ca­sa e del­la sua pa­dro­na, le vi­cen­de di Vil­la Cuc­ci­rel­li (pag. 66).

So­no il rac­con­to di una nuo­va sta­gio­ne del­la vi­ta an­che il ca­so­la­re e il giar­di­no che la scrit­tri­ce Mag­gie Bar­rett e il fo­to­gra­fo Joel Meye­ro­wi­tz han­no vo­lu­to in To­sca­na: «I giar­di­nie­ri, co­me gli scrit­to­ri, han­no due ap­proc­ci com­ple­ta­men­te di­ver­si al­la crea­zio­ne. Il pri­mo con­si­ste nel pia­ni­fi­ca­re tut­to a mon­te; il se­con­do, in­ve­ce, nel par­ti­re da un sin­go­lo istin­to e la­scia­re che la tra­ma si svi­lup­pi na­tu­ral­men­te. Sia co­me scrit­tri­ce sia co­me giar­di­nie­re, per­so­nal­men­te pre­fe­ri­sco que­st’ul­ti­mo» (pag. 90).

Ci so­no due mo­di per fa­re gior­na­li che par­la­no di ca­se: quel­li che le rac­con­ta­no pri­ma che, in­va­den­do­le, la vi­ta le scom­pi­gli; e quel­li che si in­te­res­sa­no del­le vi­te, e da lì rac­con­ta­no ciò che le cir­con­da. Per­so­nal­men­te, pre­fe­ri­sco que­st’ul­ti­mo. •

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