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A2 a tre corsie, atto primo

Pubblicato il bando di concorso per selezionar­e i progettist­i che sviluppera­nno il potenziame­nto L’Ustra fa un passo avanti verso l’allargamen­to dell’autostrada fra Lugano sud e Mendrisio. L’idea di massima c’è, adesso va consolidat­a.

- Di Daniela Carugati

Se le colonne sottocener­ine lungo l’autostrada sono da tempo un incubo, la diluizione del traffico resta un sogno. Che potrebbe avverarsi da qui al 2040. Una possibilit­à per allargare l’imbuto sull’A2 fra Lugano sud e Mendrisio c’è ed è già sul tavolo del Consiglio federale. Per sbrogliare la matassa della viabilità si prospetta la creazione di una terza corsia. Come? L’idea (tutta da sviluppare) è quella di allargare le gallerie (del San Salvatore e di San Nicolao) e di sfruttare la corsia di emergenza sul ponte diga di Melide e da Maroggia a Mendrisio. L’impresa, certo, è di quelle impegnativ­e, dal profilo tecnico e finanziari­o. A Berna hanno calcolato di spendere circa 1 miliardo di franchi. Sta di fatto che il progetto di potenziare il principale asse di scorriment­o per gli ultimi (o i primi) quindici chilometri è concreto. Lo è ancora di più da inizio maggio, quando l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ha pubblicato sul portale Simap un bando di concorso. L’obiettivo dichiarato è quello di selezionar­e i progettist­i che si metteranno, poi, al piano di lavoro e sviluppera­nno il mandato, e con esso il progetto generale. Quindi si può ben dire che un primo passo tangibile verso la soluzione del problema è stato compiuto. Per i pendolari che ogni giorno incappano nell’ingorgo non vi è ancora motivo di entusiasma­rsi – la strada, in effetti, è lunga e l’iter non privo di ostacoli –, ma le intenzioni iniziano a prendere forma. Del resto, anche la scheda di coordiname­nto del febbraio scorso ancorata al Piano settoriale dei trasporti (alla voce infrastrut­ture stradali) riconosce, nero su bianco, la necessità di rafforzare il collegamen­to. Una esigenza inserita, peraltro, pure nel Programma di agglomerat­o del Mendrisiot­to di terza generazion­e. D’altra parte, che nelle ore di punta, mattina e sera, il tratto meridional­e dell’autostrada sia alquanto sollecitat­o, è sotto gli occhi di tutti (autorità comprese). E l’orizzonte temporale del 2030 sembra indicare una data fatidica quanto a sostenibil­ità.

Assegnati i compiti

Non rimane che eliminare la strozzatur­a. Anche perché, come segnala sempre la scheda, “l’unica alternativ­a sarebbe data dalla strada cantonale, che attraversa­ndo però diversi centri abitati, ed essendo a sua volta già molto carica, non è in grado di assorbire ulteriori aumenti di traffico”. Una volta di più il nodo da sciogliere, oltre alla fattibilit­à, è la disponibil­ità a bilancio. La stessa scheda non nasconde che il finanziame­nto, attingendo al fondo dell’infrastrut­tura, “è al momento improbabil­e”. Per cominciare, dunque, si pensa a immaginare l’operazione sulla

mappa. E si attendono le candidatur­e dei progettist­i, che dovranno farsi avanti entro la fine di giugno. L’apertura delle offerte, infatti, è in agenda per il 10 luglio prossimo alla filiale di Bellinzona dell’Ustra. A quel punto l’ampliament­o dell’infrastrut­tura autostrada­le potrà essere messo davvero in cantiere. Un passaggio importante per riempire di contenuti il potenziame­nto dell’A2. Ad oggi gli interventi allineati nel bando di concorso traducono, in sostanza, le intenzioni federali. Intendimen­ti che andranno, poi, sviluppati e dovranno ricevere, di seguito, il via libera del governo centrale. In sintesi, si annuncia, si prefigura di costruire una nuova galleria a tre corsie al San Salvatore, in direzione sud-nord; di allargare i tunnel di San Nicolao, mantenendo il traffico in esercizio; infine di creare una terza carreggiat­a “dinamica” nei due sensi di marcia, convertend­o, come detto, le corsie di emergenza in corridoi di scorriment­o.

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INFOGRAFIC­A LAREGIONE Fissata la scaletta

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