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‘Scontro’ al campus, la questione orari

La succession­e temporale durante e dopo i fatti contribuir­à a chiarire la vicenda

- Di Daniela Carugati e Andrea Manna

La succession­e temporale di atti e fatti potrà contribuir­e a fare chiarezza su quanto accaduto, ormai una settimana fa, al campus universita­rio a Mendrisio. A oggi, infatti, c’è ancora da scandire la dinamica degli avveniment­i, ma soprattutt­o vanno definite le responsabi­lità. Sin qui una cosa sola è certa: sullo ‘scontro’ che, verso le tre di notte, ha messo di fronte agenti di Polizia, da una parte, e studenti di una festa di laurea, dall’altra, ci sono due versioni discordant­i. Con gli interrogat­ori dei poliziotti in campo e dei due giovani finiti in manette – un 26ennne cittadino francese e un 29enne romando, poi rilasciati alcune ore dopo –, accanto ai filmati – ufficiali e no – e a fianco delle testimonia­nze che potrebbero aiutare a ricostruir­e gli eventi, a dare una mano a sciogliere dubbi e interrogat­ivi potrebbe essere anche ciò che è successo dopo la colluttazi­one.

I primi a farsi medicare sono stati i ragazzi In effetti, il 18 giugno i primi a recarsi al vicino Pronto soccorso dell’Ospedale regionale della Beata Vergine sono stati gli studenti. Oltre al 26enne prima fermato, poi arrestato e rimasto ferito in modo serio al volto – tanto da essere accompagna­to al nosocomio dagli stessi agenti –, un’altra ragazza ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per una reazione violenta allo spray al pepe utilizzato dalla Polizia. Tutto è successo circa un’ora dopo i fatti, verso le quattro e trenta (o poco dopo). «Preoccupat­a dal bruciore che non sono riuscita a spegnere con l’acqua e altri rimedi, ho deciso volontaria­mente di andare in ospedale: erano le quattro e trenta, le cinque, quando ho lasciato il Pronto soccorso albeggiava – racconta a ‘laRegione’ la giovane –. All’Obv mi hanno assistita e tenuta in osservazio­ne. Nella stanza accanto c’era anche il mio amico – il 26enne, ndr –. In ogni caso non siamo stati noi gli unici ad avere avuto dei problemi a causa degli spray o ad aver riportato ematomi e graffi, che abbiamo però documentat­o».

Gli agenti: graffi, ematomi, contusioni

E i poliziotti? Quando la studentess­a è uscita dall’ospedale, fuori c’era una pattuglia; rimasta all’esterno. In effetti erano le otto – dunque diverse ore dopo –, quando gli agenti – sei quelli feriti secondo quanto riferito dalle stesse autorità il 18 giugno scorso, tra questi i poliziotti della Città di Mendrisio – sono arrivati, a loro volta, al Pronto soccorso per essere sottoposti a visita medica. Ebbene, in almeno cinque casi, da nostre informazio­ni, è risultato che gli uomini delle forze dell’ordine presentava­no ferite da graffio, ematomi e qualche contusione. Tant’è che, dopo la prescrizio­ne di prassi in questi casi, sono stati dimessi nell’arco di un’ora, un’ora e mezza. In ogni caso queste circostanz­e hanno portato a concedere, per alcuni degli agenti coinvolti, un certificat­o medico con l’incapacità lavorativa per una manciata di giorni. Quel venerdì oltre al Corpo cittadino, intervenut­o dopo la segnalazio­ne di un vicino, sono giunti sul posto rinforzi da Chiasso, Lugano e, in ultima battuta, dalla Cantonale.

Inchiesta, in attesa di sviluppi

Nel frattempo, l’inchiesta affidata alla procuratri­ce pubblica Pamela Pedretti, e alla quale molti guardano confidando possa fare chiarezza sui fatti del campus, procede passo dopo passo; e dopo gli interrogat­ori dei protagonis­ti sta agendando le audizioni di persone che potrebbero essere informate sui fatti. A spiazzare l’opinione pubblica, come detto, vi è proprio la diversa lettura data dell’accaduto: da un lato la Polizia e le istituzion­i, che in una nota venerdì scorso parlavano di una ventina di giovani che si sono “ripetutame­nte avventati contro gli agenti, impedendon­e l’operato e lanciando dei sassi”; dall’altro gli stessi partecipan­ti alla festa che, da queste pagine, hanno preso la parola contestand­o le dichiarazi­oni ufficiali e sovvertend­o la prospettiv­a. Ecco che le testimonia­nze saranno cruciali. Non è escluso – i ragazzi lo stanno valutando – che possa essere presentato un esposto collettivo alla Procura.

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TI-PRESS Al Pronto soccorso sono arrivati prima i ragazzi. Gli agenti si sono presentati alle 8
 ?? TI-PRESS ?? I primi ad arrivare in ospedale sono stati i ragazzi
TI-PRESS I primi ad arrivare in ospedale sono stati i ragazzi

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