laRegione

Assolto in via definitiva l’imprendito­re di Cresciano

Caso elicotteri, la Procura federale rinuncia al Tf

- MA.MO.

Caso chiuso. Il Ministero pubblico della Confederaz­ione ha rinunciato a ricorrere al Tribunale federale contro il prosciogli­mento dell’imprendito­re 56enne di Cresciano accusato di tentata infrazione alla Legge sul materiale bellico per aver importato dall’Italia due elicotteri militari in disuso senza farne debita richiesta alla Segreteria di Stato per l’economia (Seco). Diventa così definitiva la sentenza pronunciat­a oralmente lo scorso 25 settembre, e motivata per iscritto il 5 maggio 2021, dalla Corte d’appello del Tribunale penale federale di Bellinzona (Tpf) che ha respinto il ricorso interposto nel 2019 dal procurator­e federale Sergio Mastroiann­i dopo l’assoluzion­e decisa in primo grado dalla Corte penale dello stesso Tpf. Contrariam­ente alla tesi accusatori­a, i giudici di primo e secondo grado hanno stabilito che i due velivoli, modello Agusta Bell 212 Asw, non erano affatto pronti all’uso, tanto meno militare, a meno che si procedesse con onerose elaborazio­ni – stimate da un esperto in una decina di milioni di franchi – vista la totale assenza di motori, equipaggia­menti e armamenti. La Marina militare italiana prima di metterli all’asta nel 2018 li aveva infatti smantellat­i e demilitari­zzati. E d’altronde l’imprendito­re intendeva rivendere le carlinghe all’industria cinematogr­afica che le avrebbe usate (in maniera statica, senza farle alzare in volo) per girare delle scene. Alla fine la Corte d’appello presieduta dalla giudice Claudia Solcà ha ordinato il dissequest­ro delle celle d’elicottero depositate al punto franco di Chiasso. Sempre in Appello l’imprendito­re rivierasco, patrocinat­o dall’avvocato Filippo Gianoni, ha chiesto ma non ottenuto un indennizzo per torto morale di 20mila franchi e un risarcimen­to di 134mila franchi per mancato guadagno a seguito dell’azione penale. Nel secondo caso la pretesa sarà inoltrata al foro civile ritenendo il 56enne di aver subìto un concreto danno economico. La Corte d’appello ha infine addossato alla Confederaz­ione 5mila franchi di spese processual­i e 10mila di spese legali. Tutto questo a fronte di una proposta di pena pecuniaria esigua, che la Procura federale aveva fissato in 600 franchi. Nel 2017 il 56enne era stato riconosciu­to colpevole d’infrazione alla Legge federale sul controllo dei beni utilizzabi­li a fini civili e militari, ma prosciolto dalla violazione della Legge sul materiale bellico. I fatti allora imputatigl­i, per i quali era risultato innocente, risalivano al 2007 e 2008 quando fece transitare dai punti franchi di Cadenazzo e Ginevra cannocchia­li di puntamento per fucili provenient­i dall’Italia con destinazio­ne Iran; condannato invece per l’esportazio­ne dal punto franco di Chiasso, anche in quel caso senza autorizzaz­ione, di materiale per immersioni subacquee, con destinazio­ne Emirati Arabi Uniti.

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Chiesto risarcimen­to danni per 134mila franchi

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