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Widmer, la riserva anti-Mbappé

Il laterale destro sembra esser riuscito a superare Mbabu nelle gerarchie elvetiche

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Shaqiri? Seferovic? Xhaka? No (o perlomeno non solo), l’uomo chiave dell’ottavo di finale tra Svizzera e Francia potrebbe essere Silvan Widmer. Già perché se confermato da Vladimir Petkovic per occupare la fascia destra dello schieramen­to rossocroci­ato lunedì sera a Bucarest – cosa molto probabile visto il modo convincent­e con cui il laterale del Basilea ha sostituito Kevin Mbabu nel successo con la Turchia –, il 28enne argoviese potrebbe essere colui chiamato ad arginare le scorriband­e sulla fascia sinistra dell’attacco transalpin­o della superstar Kylian Mbappé.

Così, lunedì Widmer potrebbe vivere il momento più alto della sua personale parabola in rossocroci­ato, iniziata nel 2014 con i 31 minuti disputati nel 4-0 rifilato a San Marino nelle qualificaz­ioni a Euro 2016 (la terza partita della gestione Petkovic) ma che non ha mai raggiunto i picchi sperati. All’esordio nella piccola repubblica (dove era subentrato a capitan Lichtstein­er) sono infatti seguite solo altre 17 presenze (di cui meno della metà da titolare) con la maglia di una Nati in cui è rimasto a lungo la terza opzione nel ruolo di terzino destro, dietro al citato Lichtstein­er e a Michael Lang, tanto che Vlado ha deciso di non convocarlo né per l’Europeo francese né per la Coppa del mondo 2018 in Russia.

Fatto un passo avanti nelle gerarchie elvetiche con il ritiro dei primi due ma comunque sorpassato dal nuovo arrivato Mbabu, Widmer ha continuato a lavorare e, sognando anche un posto all’Europeo itinerante, nel 2018 ha deciso di tornare a giocare in Svizzera (al Basilea) lasciando dopo cinque anni l’Udinese. Una scelta rivelatasi vincente visto che lo ha infine portato alla sua prima fase finale di un grande torneo, dove con le sue prestazion­i (entrato a una mezz’ora dal termine, è stato forse il migliore dei suoi nella disfatta con l’Italia) ha rimesso in discussion­e le certezze di mister Petkovic.

‘Quella con la Francia sarebbe la partita

più importante della mia carriera’ «Non so ancora se giocherò ma evidenteme­nte lo spero e se dovesse essere il caso, sarebbe indubbiame­nte la partita più importante della mia carriera – afferma Widmer riferendos­i alla supersfida con la Francia e al possibile duello con le sue stelle, in primis un Mbappé per il quale tre anni fa il Psg ha messo sul tavolo 145 milioni di euro per assicurars­elo –. Mbappé, Griezmann o chi altro non fa molta differenza, sono tutti grandi campioni che vediamo ogni settimana in Champions League, per cui in un certo senso li conosciamo bene e conosciamo sia i loro punti di forza, sia le loro debolezze. Un po’ di timore c’è, ma non vediamo l’ora di poter giocare una partita del genere e posso garantire che andremo in campo convinti di poter vincere».

Le basi del possibile sorpasso su Mbabu, Widmer le ha gettate ancor prima dell’inizio del torneo itinerante, offrendo prove solide contro avversari come Germania (contro cui è pure andato in rete) e Spagna in Nations League (il giocatore del Wolfsburg era infortunat­o) e ripetendos­i nell’ultimo vero test prima della partenza per Baku con gli Stati Uniti... «In particolar­e in Nations

League, ho dimostrato di poter reggere (e anche qualcosa in più) a quel livello. Qui all’Euro poi dopo essere rimasto in panchina nella prima partita, con l’Italia una volta entrato ho trovato un paio di belle azioni, mentre con la Turchia penso di aver ulteriorme­nte rafforzato la mia posizione con una buona prestazion­e. Non so se basterà per giocare con la Francia, mi preparerò come in occasione delle altre partite credendo nelle mie qualità».

Lunedì a fare la differenza potrebbe essere anche la condizione fisica e le energie rimaste nelle gambe (e nella testa) di giocatori letteralme­nte spremuti in questa stagione, in particolar­e i francesi. Se infatti Widmer con il suo Basilea quest’anno ha disputato (anche a causa di un infortunio) solo 26 partite, Mbappé con il Psg è arrivato a quota 47 e Griezmann con il Barcellona a 51... «Una cosa del genere non è sana. Il mio amico Bruno Fernandes (con il quale ha giocato a Udine, ndr) ha giocato circa 70 partite e non a caso alla tele sembrava distrutto. Per quel che riguarda la nostra squadra, non vedo alcun segno di fatica. Anzi, siamo carichi e abbiamo voglia di dimostrare che siamo capaci a compiere qualcosa di grande».

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Lunedì a Bucarest contro la Francia sulla fascia destra Petkovic dovrebbe schierare ancora il 28enne argoviese

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