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Non è un paese per albicocche

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Sion (Vs) – Le glaciali notti di aprile hanno devastato gli albicocchi vallesani. Le conseguenz­e, indica l’Interprofe­ssione della frutta e della verdura cantonale (Ifelv), sono state catastrofi­che al punto che il raccolto 2021 figura fra i tre peggiori della storia e il meno buono degli ultimi trent’anni. “In media, il Vallese produce 8’200 tonnellate di albicocche. Quest’anno, ce ne saranno solo 1’300”, indica Olivier Borgeat, segretario generale dell’Ifelv. A inizio aprile, le temperatur­e sono scese sotto lo zero durante diverse notti in tutta la Svizzera, con il cantone che è stato particolar­mente colpito dal freddo.

Le perdite potrebbero raggiunger­e il 70%, persino peggio del previsto. “Ci aspettiamo che solo il 15% della quantità abituale potrà venire raccolto”, si rammarica sulle onde della radio svizzero-tedesca Srf Georg Bregy, dell’Ufficio vallesano dell’agricoltur­a. Il danno si ripercuote­rà su tutto il Paese, che dovrà ricorrere maggiormen­te alle importazio­ni: il 96% della produzione nazionale di albicocche, infatti, arriva dal Vallese. Inoltre, non rimarrà quasi più niente per gli alcolici.

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