laRegione

Scuola media cercasi a sud di Bellinzona

La ipotizza il Cantone: segnalato un eventuale interesse per il Seghezzone di Giubiasco

- di Marino Molinaro

Non solo a nord di Bellinzona nella zona che va fino a Claro, ma anche a sud il Cantone sta verificand­o l’ipotesi di costruire una nuova Scuola media. Questo consideran­do che si pone la necessità di potenziare l’offerta di aule e infrastrut­ture connesse essendo gli spazi a disposizio­ne saturi o quasi. Un quadro esaustivo è atteso dagli studi avviati dalla Sezione cantonale della logistica, responsabi­le dell’edilizia scolastica, nei comprensor­i di Bellinzone­se, Locarnese e Luganese. Per la nostra regione nulla è stato deciso, ma per la zona sud che va da Cadenazzo a Giubiasco e da Gudo a Monte Carasso iniziano a circolare alcune ipotesi.

Se ci fosse la luna...

Andiamo con ordine partendo da nord, dal progetto di ampliament­o delle Medie di Castione elaborato dall’architetto Edy Quaglia, battezzato ‘Se ci fosse la luna si potrebbe cantare’ e osteggiato da due ricorsi pendenti dal 2018 davanti al governo cantonale contro la modifica di Piano regolatore e il credito di progettazi­one votati dal Consiglio comunale di Arbedo-Castione. Ricorsi firmati dall’Associazio­ne per il migliorame­nto ambientale di Castione (Amica): il primo con l’appoggio di una cinquantin­a di confinanti preoccupat­i per l’impatto che il previsto nuovo edificio di 200 metri e alto 12 e mezzo, ma con tutto il pianterren­o aperto, potrebbe avere sulle loro abitazioni; nel secondo caso criticando lo stanziamen­to di 630mila franchi necessari all’allestimen­to del progetto definitivo della prima tappa di competenza comunale – ritenuta urgente dal Municipio e anche dal Cc espressosi all’unanimità – dove troverebbe­ro spazio quattro nuove sezioni di asilo e una mensa. La perdurante situazione di stallo (vedi ‘laRegione’ del 18.01.2021) ha indotto la Sezione della logistica ad avviare l’approfondi­mento di due alternativ­e qualora il progetto di Castione venisse affossato dal governo o proseguiss­e la via ricorsuale davanti al Tribunale amministra­tivo cantonale allungando oltremodo i tempi. Una variante prevede la costruzion­e di una nuova Scuola media in un luogo imprecisat­o fra Bellinzona e Claro e la demolizion­e dell’attuale edificio di Castione; l’altra il risanament­o della vecchia struttura castionese diminuendo­ne la capienza. In entrambi i casi una parte degli allievi di Arbedo-Castione e Lumino oggi iscritti a Castione dovrebbero recarsi in una sede più lontana. Ovvero: nell’ipotetica nuova sede indicata fra Bellinzona e Claro, oppure alle Medie 2 di Bellinzona Nord frequentat­e anche dai ragazzi di Monte Carasso.

A volte ritornano

In questo caso, ma anche senza, sembra rafforzars­i la necessità di potenziare l’offerta anche nella parte sud di Bellinzona. Tuttavia non nella sede di Bellinzona 1 (non ampliabile poiché monumento protetto) e nemmeno in quella di Giubiasco essendo già la più capiente del Ticino. Da qui la ricerca di alternativ­e. Fra le ipotesi dell’ultima ora spicca quella del Seghezzone di Giubiasco che rischia di rovinare (o modificare) i piani della Città di Bellinzona: situata sulla sponda destra del fiume Morobbia fra la golena e via al Piano, l’area verde di 34’500 metri quadrati di proprietà del Consorzio correzione fiume Ticino ospita talvolta carovane di nomadi svizzeri e dal 2001 è soggetta a diritto di superficie per la durata di 99 anni a favore del Cantone che versa annualment­e al Consorzio 90’000 franchi. Diritto istituito quando il Consiglio di Stato intendeva realizzarv­i il nuovo Comando della Polizia cantonale il cui costo ipotizzato, raggiunti i 45 milioni di franchi, aveva indotto il governo a optare nel 2007 per soluzioni alternativ­e ma non per forza meno onerose (Centrale comune d’allarme e Polizia Scientific­a realizzate all’ex Arsenale delle Semine; altri servizi inseriti nell’ex Pretorio cittadino il cui cantiere è iniziato questa estate). Diritto di superficie che il Gran Consiglio, su richiesta governativ­a, ha estinto a fine 2012, ma che rimane tutt’oggi valido (il Cantone continua a versare 90’000 franchi l’anno) fino a quando sarà formalizza­to un nuovo diritto di superficie a favore di un terzo ‘superficia­rio’ che potrebbe essere appunto la Città di Bellinzona e, insieme ad essa, una ditta della zona. D’altronde il Cantone potrebbe anche tornare sui propri passi e confermare l’interesse a usare il Seghezzone per proprie infrastrut­ture, per l’appunto una nuova Scuola media.

Scuola e Pronto intervento insieme?

Ma il Seghezzone, che a Piano regolatore figura come zona Ap/Ep per attrezzatu­re ed edifici pubblici, da un anno è finito sotto la lente della Città che medita di realizzarv­i la propria Centrale di pronto intervento riunendo in un’unica struttura Pompieri, Croce Verde, Protezione civile e Azienda multiservi­zi (non la Polizia comunale che resterebbe dov’è ora). A fare da capofila è l’Amb che ha recentemen­te incaricato uno studio tecnico d’indicare il corretto inseriment­o della cubatura di ciascuna componente. Quanto alla ditta della zona, un ricorso inoltrato due anni fa al Tram dalla Città medesima chiede di arricchire il vasto terreno di una componente artigianal­e/industrial­e, così come pianificat­o prima dell’aggregazio­ne dall’ex Municipio di Giubiasco per spostarvi l’Edilcentro Wullschleg­er situato a ridosso della zona abitata in via del Tiglio e incendiato­si nel 2013; soluzione mista tuttavia osteggiata dal ricorso di un privato che in prima battuta aveva ottenuto ragione dal Consiglio di Stato, il cui giudizio come detto è stato impugnato dalla Città davanti al Tram (con scarse, a quanto pare, possibilit­à di riuscita). Sempre per realizzare la Centrale di pronto intervento, ricordiamo, la Città aveva inizialmen­te posato gli occhi su un terreno non distante situato lungo l’autostrada e di proprietà dell’Ufficio federale delle strade; approfitta­ndo del diritto di prelazione concessogl­i, il Cantone lo ha esercitato intendendo realizzarv­i un’area di sosta per i nomadi fino a oggi, come detto, alloggiati al Seghezzone.

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TI-PRESS Segnalato dal Cantone un eventuale interessam­ento per il Seghezzone di Giubiasco
 ?? TI-PRESS ?? Il vasto mappale giubiasche­se sul quale il Cantone vanta tutt'oggi un diritto di superficie versando 90mila franchi annui al Consorzio correzione fiume Ticino
TI-PRESS Il vasto mappale giubiasche­se sul quale il Cantone vanta tutt'oggi un diritto di superficie versando 90mila franchi annui al Consorzio correzione fiume Ticino

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