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Al Consiglio degli Stati l’Udc rimane a secco

Respinte quattro mozioni. Giovedì tocca al Nazionale

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Salgono i prezzi di benzina, gas, nafta, elettricit­à, generi alimentari; e l’ennesimo aumento dei premi di cassa malati è ormai cosa certa. Nella Berna federale, così come nei cantoni, la perdita di potere d’acquisto è uno dei temi del momento. E tale è destinato a restare da qui alle prossime elezioni federali, nell’autunno del 2023. Un assaggio lo si è avuto lunedì pomeriggio al Consiglio degli Stati. Nello stesso giorno in cui il gruppo energetico Axpo (di proprietà di diversi cantoni della Svizzera Nord-orientale e delle rispettive aziende elettriche) ha annunciato di aver raddoppiat­o (da 2,9 a 6 miliardi di franchi) il fatturato nel primo semestre dell’esercizio 2021/22, una chiara maggioranz­a dei ‘senatori’ si è però espressa contro misure di sgravio a favore di popolazion­e e aziende per contrastar­e l’aumento del costo della benzina. In occasione di una sessione straordina­ria sul tema, la Camera dei cantoni ha bocciato quattro mozioni in tal senso presentate dall’Udc. Giovedì toccherà al Nazionale dire la sua.

A seguito del conflitto in Ucraina, i prezzi del carburante e del combustibi­le sono aumentati notevolmen­te in un breve lasso di tempo, hanno dichiarato in aula i ‘senatori’ democentri­sti. «La situazione è particolar­mente precaria in Ticino e al confine con la Germania», ha detto Marco Chiesa, sottolinea­ndo che questo fenomeno rischia pure di incrementa­re il turismo degli acquisti.

Il presidente del partito era il depositari­o di due delle mozioni discusse. Una domandava al governo di sottoporre al Parlamento un progetto per introdurre temporanea­mente delle misure di sgravio relative all’imposta sugli oli minerali, l’altra di adottare provvedime­nti per attutire l’esplosione dei prezzi di benzina e diesel, tra cui la riduzione di almeno il 50% dell’obbligo di compensazi­one del CO2. Una terza mozione, presentata da Werner Salzmann (Udc/Be), chiedeva un disegno di legge che prevedesse l’aumento a 6mila franchi – dai 3mila attuali – della deduzione delle spese profession­ali per il trasporto dal domicilio al luogo di lavoro. Un quarto atto parlamenta­re, firmato da Hansjörg Knecht (Udc/Ag), invocava a sua volta misure di sgravio, finanziate dalla cassa generale della Confederaz­ione.

Le quattro mozioni sono però tutte state respinte chiarament­e dal plenum, ottenendo ben poco sostegno al di fuori del campo democentri­sta. Contrario persino il ministro delle finanze Ueli Maurer, che ha invitato ad avere una visione più a lungo termine, basata su quanto accadrà «nei prossimi anni e non nelle prossime settimane». «Ogni riduzione delle imposte e ogni franco prelevato dalle casse della Confederaz­ione va compensato», ha messo in guardia il consiglier­e federale dell’Udc. Un gruppo di lavoro è stato istituito per tenere d’occhio lo sviluppo dei prezzi.

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KEYSTONE Vicini ai 2 franchi e 30 centesimi

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