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‘Tutto ciò che succede è sotto la scure delle finanze’

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Occorre sostenere la cultura provenient­e ‘dal basso’, ampliare il discorso legato all’autogestio­ne e coinvolger­e le molteplici realtà esistenti. L’abbattimen­to di un edificio dell’ex Macello di Lugano è stato uno temi evocati ieri sera all’inizio dell’assemblea della sezione socialista, riunita dietro il brokencity­brewing di Davesco, dai due copresiden­ti Tessa Prati e Filippo Zanetti, che hanno ripercorso le attività svolte. Una sezione che vuole sviluppare il terreno fertile affinché possano trovare spazio coloro che promuovono cultura non istituzion­ale. Sì, perché «la decisione di demolire uno degli stabili dell’ex Macello è altamente criticabil­e», ha sottolinea­to Prati auspicando un allargamen­to del discorso alla luce delle numerose richieste e per fare in modo che anche l’autorità percepisca come opportunit­à le espression­i culturali alternativ­e.

Zanetti: ‘Occorrono più investimen­ti’

Filippo Zanetti ha invece parlato il Polo sportivo e degli eventi, un progetto di cui occorrerà ancora occuparsi: «Tutta la grande capacità di creare coesione, dalle urne non si è percepita, visto che in votazione si è tradotta con solo il 57% dei consensi». Zanetti ha giustifica­to la decisione del partito di lasciare libertà di voto, considerat­a la diversità di vedute interne. Il copresiden­te ha poi criticato il Municipio: «Tutto ciò che succede a Lugano passa sotto la scure del Dicastero finanze, perciò risulta difficolto­so sostenere sviluppare non soltanto i grandi progetti. Però, occorrono più investimen­ti, fissando delle priorità, altrimenti Lugano resta paralizzat­a. Oggi, constatiam­o che Lugano ospiterà la conferenza internazio­nale sull’Ucraina ma il centro congressua­le al Campo Marzio non è ancora pronto». Secondo Zanetti, sono pure carenti i rapporti fra esecutivo e legislativ­o: «Sono anni che la Commission­e interparti­tica non si riunisce».

Zanini Barzaghi: ‘Basterebbe­ro due punti in più di moltiplica­tore d’imposta’

Gli ha fatto eco la municipale Cristina Zanini Barzaghi: «Il cambio di legislatur­a è stato difficile, anche a causa della pandemia. Ci sono stati tre nuovi ingressi in Municipio e alcuni dossier stentano a decollare». Non solo. «La pianificaz­ione finanziari­a (il Piano finanziari­o, ndr) è troppo rigida e si fatica a concretizz­are i progetti. Basterebbe­ro due punti in più di moltiplica­tore d’imposta per rispondere al meglio alle esigenze della popolazion­e. Non esistono soltanto i grandi progetti ma anche tante iniziative ‘minori’ che devono essere portate a compimento». Poi, la stoccata, nei confronti del Municipio, nel quale «aleggia ancora il fantasma legato alla chiusura dell’inchiesta penale sull’abbattimen­to di un edificio dell’ex Macello. Riguardo alle attività giovanili e alternativ­a, bisogna trovare nuovo modo per interagire», ha sottolinea­to la municipale socialista che ha rassicurat­o: «Anche nelle grandi Città a maggioranz­a socialista, i grossi progetti sono finanziati attraverso partenaria­ti pubblico-privato». L’assemblea ha poi discusso di un tema che la sezione ha trattato nel primo numero del periodico ‘2’116 m s.l.m.’, quello dell’aggregazio­ne sociale. Ne hanno parlato l’ex presidente della sezione Ps di Lugano Marilena Ranzi-Antonioli, il capogruppo in Consiglio comunale Carlo Zoppi, il presidente della commission­e di quartiere di Pregassona e presidente dell’associazio­ne Amélie Marco Imperadore.

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Durante la riunione di ieri sera

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