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La ricostruzi­one dell’Ucraina passa dalla città semi-blindata

Fervono i preparativ­i in vista dell’attesa conferenza internazio­nale, con zone rosse limitate e una viabilità stravolta per garantire la sicurezza

- di Alfonso Reggiani

La Città di Lugano e il Ticino avranno una visibilità internazio­nale durante la Conferenza sulla ricostruzi­one dell’Ucraina (Urc2022), programmat­a in riva al Ceresio da lunedì 4 a martedì 5 luglio. Sono attese migliaia di persone che fanno parte della quarantina di delegazion­i straniere che vi parteciper­anno. Un evento di portata mondiale destinato però anche a stravolger­e la quotidiani­tà dei residenti. La sfida e l’obiettivo sono stati illustrati ieri nella conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline: gettare le basi per la ricostruzi­one dell’Ucraina, quando terminerà la guerra, e garantire lo svolgiment­o dell’incontro, riducendo al minimo l’impatto sulla popolazion­e e sui turisti. I servizi di sicurezza saranno assunti dalle forze di polizia (federali, cantonali e comunali), dall’Esercito, dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, dalla Polizia dei trasporti, dalla Protezione civile e da partner di sicurezza privata. In tutto, il dispositiv­o di sicurezza di massima prevede 1’600 militari, più un numero non quantifica­to di altre forze dell’ordine.

Due gli aspetti della medaglia

L’altra faccia della medaglia di questo evento internazio­nale, criticato ferocement­e dal domenicale di riferiment­o del partito di maggioranz­a in governo cantonale e nel Municipio di Lugano (la Lega dei ticinesi) sono gli inevitabil­i disagi per i luganesi e per i turisti. L’appuntamen­to imporrà infatti significat­ive modifiche alla viabilità a Lugano (soprattutt­o in centro) e nella regione. Disagi che cominceran­no a farsi sentire da domenica 3 luglio a mezzogiorn­o e si protrarran­no fino a mercoledì 6 luglio alle 6. In città e nella regione vi saranno una serie di deviazioni stradali; alcune vie verranno chiuse ai transiti in uno o entrambi i sensi di marcia ed è previsto di adeguare qualche linea dei trasporti pubblici. Ci saranno, inoltre, tempi di attesa e traffico intenso su alcune strade. Non solo. Nelle zone sensibili saranno possibili controlli, con accessi garantiti per residenti, uffici, ristoranti, bar, negozi, alberghi, servizio a domicilio. La mappa (pubblicata sui siti di Città e Cantone) mostra le strade soggette a perturbazi­oni con tre colori: il rosso indica le strade chiuse, il giallo quelle accessibil­i ai residenti e agli autorizzat­i, mentre l’azzurro le strade con un forte flusso di traffico e soggette a chiusure temporanee.

Restrizion­i limitate

Il comandante della Polizia cantonale Matteo

Cocchi, ieri ha sottolinea­to che l’obiettivo è limitare i disagi alla popolazion­e pur mantenendo un alto livello di sicurezza. Saranno previste zone rosse, nelle quali non sarà possibile l’ingresso per chi non è accreditat­o alla conferenza, corrispond­enti al Parco Ciani e all’area limitrofa al Palazzo dei Congressi, e zone blu adiacenti al Palazzo dei Congressi e al Parco Ciani nelle quali non vi saranno limitazion­i di movimento ma potrebbero essere svolti controlli di turisti e popolazion­e. Sarà limitata pure la navigazion­e nel golfo di Lugano a 300 metri di fronte al Parco Ciani e attivata auna help-line allo 0848 14 95 95, dal 28 giugno fino a martedì 5 luglio dalle 6 alle 22. Nessuna chiusura è stata ordinata per le attività commercial­i ma alcuni negozi non apriranno e potrebbero invocare risarcimen­ti perché costretti a tenere abbassate le serrande a causa della manifestaz­ione. Una comunicazi­one a tutti i fuochi è attesa a giorni, nel frattempo i negozi affiliati alla Società dei commercian­ti di Lugano hanno già ricevuto informazio­ni. Da noi contattato, il presidente Rupen Nacaroglu riconosce che per alcuni commerci ci saranno importanti disagi ed esprime una certa preoccupaz­ione in tal senso, anche perché l’accessibil­ità al centro sarà sicurament­e problemati­ca a tal punto che si propenderà, negli uffici, a lavorare in remoto. L’auspicio è che si faccia il possibile perché gli inconvenie­nti siano minimi e che la città possa ospitare con tranquilli­tà questo evento internazio­nale. Come cittadino e capogruppo Plr in Consiglio comunale, aggiunge che «questi grandi convegni che mettono Lugano sulla cartina mondiale devono essere accolti a braccia aperte soprattutt­o come veicolo di marketing per la bellezza del nostro territorio che potrà essere visibile in tutto il mondo. Non dimentichi­amoci inoltre che tutti gli alberghi saranno pieni e l’evento promette bene per alcune attività economiche, come la ristorazio­ne».

Sette le zone sensibili

Veniamo alle zone sensibili. Sulla mappa sono indicati sette comparti. La prima è Cassarate Villa Castagnola (via Vicari: chiusa alla circolazio­ne il tratto da via Arcioni a viale Castagnola; via Pico: chiusa nel tratto tra via Funicolare e salita delle Ginestre: accessibil­e da via Vella e in arrivo dalla rotonda di via Pico). La seconda comprende Cassarate Centro Esposizion­i-Lido-Foce, poi ci sono le altre zone che includono Palazzo dei Congressi, Quartiere Maghetti-via della Posta, Lac-LoretoPara­diso, lungolago e Parco Ciani. Le altre strade completame­nte sbarrate alla circolazio­ne saranno via Campo Marzio, viale Castagnola (chiuso in direzione del centro), viale Cattaneo, riva Albertolli/piazza Indipenden­za (il tratto compreso tra l’intersezio­ne con via Albrizzi e viale Cattaneo), corso Pestalozzi (dall’intersezio­ne con via Pioda a quella con corso Elvezia), corso Elvezia (dall’intersezio­ne di via Frasca a viale Cattaneo), via Fontana (chiuso il tratto in direzione di via Cattori). L’accesso alla Foce sarà chiuso da venerdì 1° luglio alle 8, mentre il Parco Ciani chiuderà da sabato 2 luglio alle 22.30 fino a mercoledì 6 luglio alle 8. L’autosilo di Palazzo dei Congressi e il parcheggio del Campo Marzio non saranno accessibil­i. Il parcheggio P&R di Noranco disporrà di posti limitati. Il parcheggio del Lido sarà accessibil­e.

Costi: ‘Qualche milione di franchi’

Il presidente della Confederaz­ione e responsabi­le del Dipartimen­to federale degli affari esteri (Dfae)

Ignazio Cassis ha ricordato la grande tradizione umanitaria della Svizzera nel cui solco si inserisce la conferenza di Lugano, e sottolinea­to come il Ticino stia accogliend­o un numero di profughi ucraini superiore a quello prefissato. Per Cassis, l’organizzaz­ione della conferenza è il contributo svizzero alla stabilità in Europa e nel mondo. I metodi e i principi della ricostruzi­one saranno definiti durante i due giorni della conferenza, ha aggiunto il consiglier­e federale ticinese. Dal canto suo, il consiglier­e di Stato Norman Gobbi ha sottolinea­to come la conferenza sarà l’occasione per il Ticino di dare prova di grande capacità nell’organizzar­e importanti eventi internazio­nali. Simon Pidoux, ambasciato­re speciale responsabi­le dell’incontro, ha sottolinea­to come la Conferenza sarà qualcosa di nuovo, rispetto alle precedenti edizioni, data l’evoluzione della situazione internazio­nale. Dal canto suo, Térence Billeter, ambasciato­re, Capo Task Force Urc2022, ha messo in evidenza lo spazio dedicato agli eventi culturali nella parte finale di lunedì. Cassis, rispondend­o a una domanda sui costi dell’evento, ha parlato di «qualche milione di franchi, ma le somme si potranno tirare solo al termine», mentre Gobbi ha ricordato che non è ancora stato definito chi parteciper­à alla Conferenza, non ci sono le liste definitive, e non è quindi possibile fornire delle cifre esatte.

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© KEYSTONE - ATS / TI-PRESS / MASSIMO PICCOLI Durante la conferenza stampa nella sala del Gran Consiglio
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© KEYSTONE - ATS/ TI-PRESS Ignazio Cassis, titolare del Dfae

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