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A Lugano per far crescere i giovani

Valter Montini commenta il suo nuovo ruolo alla guida dei Tigers: ‘Riva è la mia famiglia, ma a questa chiamata non potevo rispondere in modo negativo’

- Di Dario ‘Mec’ Bernasconi

Il Lugano Basket avrà Valter Montini quale allenatore per la prossima stagione. Il presidente Cedraschi aveva richiamato al comando Salvatore Cabibbo, il vice dello scorso anno, e già allenatore nel 2020/2021, ma il coach italiano è stato “scippato” ai bianconeri dalla sua ex società, la Spinelli Massagno, con Gubitosa che si… riappropri­a, diciamo pure con grande gioia, del suo vice, dopo due anni da avversario. Montini prende il posto di Milutin Nikolic che diventerà direttore tecnico.

La scelta di Montini non è una grande novità, visto che anche negli scorsi anni si vociferava il suo nome: Valter è un allenatore di lunga esperienza in Italia, in particolar­e a Cermenate, e nel basket elvetico al femminile: con lui il Riva Basket ha vinto una Coppa Svizzera e tanti titoli nel settore giovanile, sia a livello cantonale, sia svizzero. Nel 2020/2021 era allenatore del Winterthur in serie A e aveva chiuso il campionato al secondo posto. Valter è stato allenatore della Nazionale femminile U16 ed ha seguito delle associazio­ni regionali. È proprio al ritorno da Coira, dove ha tenuto un camp per giovani U14 e U16, che lo troviamo: una sorpresa, questa chiamata? «Certamente, anche perché avevo sentito che Cabibbo sarebbe tornato a dirigere i Tigers. Poi mi ha chiamato il presidente Cedraschi e abbiamo combinato». Difficile dire di no, malgrado l’amore per il Riva Basket? «Non è stato facile sul piano affettivo, perché Riva è la mia seconda famiglia: con questa società ho lavorato per un decennio, ho visto crescere molte giocatrici, ci siamo presi soddisfazi­oni a tutti i livelli. Anche la scorsa stagione in B ho visto una squadra, giovanissi­ma e rinnovata per sette decimi, crescere bene e siamo arrivati terzi, a un nulla dalla promozione. Però, sul piano profession­ale e sportivo, questa chiamata è di quelle che non si possono rifiutare».

Una scelta che non è un salto nel buio... «Per nulla: innanzitut­to perché ho già avuto esperienze in serie C nella regione di Cantù, e poi perché comunque il basket maschile svizzero l’ho sempre seguito in questi anni. Inoltre, Lugano mi ha chiesto di far crescere ulteriorme­nte i giovani e quindi in questo ambito mi trovo benissimo e lo dimostrano anche i risultati ottenuti».

Lugano è una piazza in evoluzione, proiettata a far maturare giovani del vivaio per garantirsi un futuro solido: scelta condivisa? «Certamente, a Riva ho sempre lavorato con questo spirito. Poi si tratterà di scegliere gli stranieri adeguati ai nostri bisogni e avere la pazienza di costruire un gioco e una filosofia di squadra. Senza un’unità interna, una squadra non può funzionare. Quindi si lavorerà su più fronti per cercare di ottenere il meglio. Sono entusiasta di iniziare questo percorso che mi auguro positivo per tutti, giocatori, società e tifosi: riportare questi ultimi in massa all’Elvetico deve essere uno stimolo per l’intera società bianconera».

Un Valter Montini sempre pacato e puntuale, certamente aperto al dialogo, ma non per questo incline a subire pressioni e ingerenze, come è giusto che sia per chi assume un ruolo di questo spessore.

Per i Lugano Tigers la nuova… prima pietra è stata posata e ora aspettiamo le altre.

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TI-PRESS/CRINARI Il nuovo coach dei Lugano Tigers

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