laRegione

In Ticino una giornata di (ordinario) caos viario

Incidenti, rallentame­nti... Chiusa la galleria del Ceneri in direzione nord, traffico fortemente perturbato, colonne fino a Lugano.

- Di Giacomo Agosta, Moreno Invernizzi e Andrea Manna

Collasso viario. Quella di ieri in Ticino è stata una giornata sul fronte della circolazio­ne, fra autostrada e strade, che definire problemati­ca è un eufemismo. Incidenti (per fortuna non gravi), code, rallentame­nti. Imprecazio­ni al volante, per chi ha scarsa o nessuna pazienza. E inevitabil­i ritardi: a Bellinzona, per esempio, la seduta di Gran Consiglio si è aperta una ventina di minuti dopo, mancando inizialmen­te il quorum. Insomma, un caos.

Ma andiamo con ordine. Il primo segnale di una giornata storta per la viabilità – comunque non nuova dato che dalle nostre parti si ripresenta puntuale ogni anno con l’arrivo dell’estate – lo si è avuto già nelle prime ore del mattino. Verso le 7.30 a Gudo un (piccolo) incidente della circolazio­ne ha mandato in tilt il traffico dei pendolari che si recavano al lavoro. Copione simile, pochi minuti più tardi, sulla strada cantonale del Monte Ceneri all’altezza di Rivera. Un motociclis­ta ha urtato un camion che lo precedeva, finendo a terra e riportando ferite leggere. Più complessa la situazione in autostrada, dove si è anche resa necessaria la chiusura della galleria del Ceneri in direzione nord. Un camion, stando al comunicato della Polizia cantonale, si è rovesciato sul fianco. Il carico, composto di sacchi di cemento, si è riversato sulla strada. Il conducente, un 47enne italiano domiciliat­o nel Bellinzone­se, è rimasto illeso. Proprio il carico particolar­mente pesante ha causato difficoltà nel liberare il campo stradale. Inevitabil­e quindi la lunga colonna di veicoli che si è formata nel giro di poco tempo, tanto in autostrada (con il serpentone che a fine mattinata iniziava ancora prima di Lamone), quanto sulla strada cantonale del Ceneri, da Rivera e fino a Cadenazzo. Il tratto interessat­o dall’incidente è rimasto chiuso fino alle 13.30. Nel frattempo si è circolato su un’unica corsia. L’ultimo episodio della giornata da bollino rosso è avvenuto sempre sulla A2, in territorio di Airolo, dove un 50enne automobili­sta francese ha tamponato una roulotte trainata da una vettura con al volante un 52enne olandese. L’automobile, in seguito all’impatto, è rimasta incastrata sotto la roulotte rendendo necessario anche l’intervento dei pompieri.

Che fare? I pareri sono tanti. Ma anche discordant­i.

Morandi (Tcs): l’automobili­sta è sotto pressione

«Sappiamo benissimo che la nostra rete è al limite della capacità, senza ‘riserve’ in grado di assorbire i disagi»: va dritto al cuore del problema

Roberto Morandi, direttore del Touring club svizzero (Tcs) sezione Ticino. «La situazione è nota da tempo. Si vive al limite. Possiamo dirla così: ‘basta un ago che cade e salta tutto in aria’». L’esasperazi­one massima, ne abbiamo avuto prova ieri, la si raggiunge in estate con l’intensa attività dei cantieri stradali e l’arrivo dei vacanzieri in viaggio verso i caldi lidi del sud. Se poi si aggiunge anche il brutto tempo, ecco che la tempesta (automobili­stica) perfetta è servita. «Dipende dall’intensità delle precipitaz­ioni. Ma la pioggia è sicurament­e un elemento di disturbo che aumenta i rischi d’incidente, e quindi anche i disagi alla circolazio­ne», spiega Morandi. «Soluzioni a breve termine non ci sono. Ustra e il Cantone stanno cercando di trovare dei ‘cerotti’, penso ad esempio ai semafori sul piano di Magadino, ma bisogna fare i conti con chi si oppone a questi progetti. A essere osteggiate sono anche le possibili ricette che guardano a lungo termine, come la corsia dinamica».

Ma qual è il morale degli automobili­sti in questo momento? «Ci sono gli arrabbiati, gli sfiduciati e quelli che passano ai mezzi pubblici per non impazzire più». Fra le tratte più sensibili c’è, ovviamente, «quella tra il Mendrisiot­to e il Luganese». E se il traffico non è qualcosa che si scopre oggi, A girare il coltello nella ferita di chi usa l’automobile regolarmen­te si è aggiunto il rincaro della benzina. «È solo un elemento in più che si aggiunge a un quadro già difficile», commenta il direttore del Tcs Ticino: «L’automobili­sta è sempre più sotto pressione».

Gianini (Acs): situazione da migliorare assolutame­nte

«Nessuno ovviamente dispone della bacchetta magica, si possono però immaginare almeno due piani di azione – ci dice Simone Gianini, presidente della sezione ticinese dell’Aumobile club svizzero –. Sul lungo termine, c’è fiducia nell’evoluzione tecnica. Già oggi ci sono dei sistemi, e in futuro saranno ancor più performant­i, di gestione intelligen­te e dinamica del traffico. L’Ufficio federale delle strade deve continuare a implementa­rli per arrivare – per quanto ci riguarda – a gestire assolutame­nte meglio il flusso di traffico internazio­nale da Basilea sino a Chiasso. Nell’immediato, invece, oltre a sfruttare appieno, per chi ne ha la possibilit­à, i benefici – anche a vantaggio di chi utilizza le strade – che porta l’intermodal­ità – ovvero la combinazio­ne di più mezzi di trasporto a seconda delle circostanz­e –, emergenze come quelle di oggi (ieri, ndr.) devono essere risolte nel minor tempo possibile, con adeguati servizi di picchetto che, in un periodo così sollecitat­o dell’anno, devono essere in costante allerta. Vi è infine il tema dei cantieri, da evitare durante i grandi flussi di vacanzieri che attraversa­no il nostro Paese».

L’Ustra: facciamo di tutto per ridurre i disagi

Già i cantieri. Afferma l’Ustra, da noi interpella­ta: «Per quanto concerne l’organizzaz­ione dei cantieri sulle strade nazionali, l’Ufficio federale delle strade si impegna costanteme­nte per fare in modo che i disagi all’utenza autostrada­le vengano ridotti al minimo. In concreto, il raggiungim­ento di questo obiettivo – consideran­do le grandi difficoltà di trovare un compromess­o fra necessità di intervento e garanzia di fluidità del traffico – avviene mediante diverse misure, tra le quali figurano il lavoro organizzat­o su più sciolte, il lavoro notturno, la garanzia di poter disporre – almeno durante le ore diurne – di due corsie per direzione di marcia, senza quindi riduzioni o addirittur­a chiusure di corsie, la scelta – laddove possibile – di aprire un cantiere in periodi poco trafficati, come quello attuale, eccetera, nonché l’esecuzione contempora­nea di tutti i lavori necessari lungo un determinat­o tratto per fare in modo che in quello stesso tratto non si debba nuovamente intervenir­e per i successivi trent’anni». Puntualizz­a l’Ustra: «Ad ogni modo va notato che i cantieri rappresent­ano soltanto l’1 per cento delle ore/colonna annuali registrate in Svizzera: l’89 per cento delle ore di coda è dovuto al sovraccari­co della rete, il 10 a causa di incidenti e l’uno per cento a causa appunto di cantieri». Fatto sta che mettersi al volante è per così dire un salto nel buio. Si sa quando si parte ma non quando si giunge a destinazio­ne. O ci si arma di pazienza. O si utilizzano i mezzi di trasporto pubblico.

 ?? TI-PRESS ?? Sono bastati un paio di incidenti a paralizzar­e il cantone
TI-PRESS Sono bastati un paio di incidenti a paralizzar­e il cantone

Newspapers in Italian

Newspapers from Switzerland