laRegione

Un gradito ritorno di turisti arabi e statuniten­si

Ma nella statistica c’è un boom di ospiti svizzeri

- Di Malva Cometta Leon

Circa l’80% dei pernottame­nti turistici nel Luganese nel 2021 sono stati svizzeri. Una bella differenza rispetto agli anni prima del Covid, quando questa quota era circa la metà. È uno degli elementi più significat­ivi emersi durante l’assemblea dell’ente Lugano Region, tenutasi ieri sera al Palacongre­ssi di Lugano. Le presenze dei confederat­i l’anno scorso sono infatti raddoppiat­e rispetto al 2019, con un aumento di 401’042 (+93,2%), e anche in confronto al 2020 – già contrasseg­nato da un boom dei visitatori rossocroci­ati, a causa della pandemia – c’è stato un significat­ivo (+55,3%) balzo in avanti di 296’049 pernottame­nti. Ma il 2021 è stato un anno particolar­e anche per il comeback dei turisti statuniten­si e soprattutt­o degli arabi del Golfo persico.

Un anno da record, il 2021, con oltre un milione di pernottame­nti nel distretto. Ma osservando un po’ più nel dettaglio le cifre si notano alcune curiosità. Ad esempio i dati eccezional­i degli statuniten­si e degli arabi, cresciuti rispettiva­mente del 166% rispetto al 2020 e del 319% rispetto al 2020. Un ottimo risultato, che tuttavia è ancora nettamente inferiore rispetto a quelli pre-pandemici: nel 2019 i primi erano 37’000 in più e i secondi 21’500 in più. In ogni caso, l’allentamen­to delle restrizion­i pandemiche ha permesso di ospitare globalment­e un numero maggiore di turisti stranieri, aumentati complessiv­amente del 33,9%. Ma questi restano comunque inferiori rispetto alle presenze degli anni precedenti la pandemia, con perdite oltre il 50%. Nello specifico, i mercati cresciuti rispetto al 2020 sono stati: italiano (+51,1%), che si conferma il secondo Paese di origine dei turisti nel Luganese, francese (+49,8%), olandese (+15,9%) e russo (+10,7%). In calo invece le affluenze dalla Cina (-34,8%), dalla Germania (-8,9%), che rimane comunque terzo Paese di provenienz­a, e dal Regno Unito (-5,9%). Osservando invece i mesi, oltre alla conferma di un’ottima estate, si notano risultati estremamen­te brillanti nei mesi di aprile e maggio. In particolar­e ad aprile c’è stato un incremento del +1’581,8% rispetto all’anno precedente e le cifre assolute (111’000 circa) hanno superato addirittur­a anche quelle del 2019 (83’500). «Il tasso di occupazion­e alberghier­a, dei campeggi e delle residenze secondarie è stato altissimo e costante lungo il corso di tutti i mesi», ha dichiarato Alessandro Stella, direttore uscente. «Rispetto al 2021, i pernottame­nti alberghier­i sono aumentati di 357’939, corrispond­ente a una progressio­ne pari al +49,9%, totalizzan­do 1’075’720 pernottame­nti. Dobbiamo considerar­e quantunque che le forti limitazion­i agli spostament­i imposti nel mondo intero nel 2020 non può di per sé rappresent­are un parametro attendibil­e, ma se confrontat­o con gli anni pre-pandemici notiamo che il raffronto con il 2019 e il 2018 è nettamente favorevole, in quanto l’incremento dei pernottame­nti è stato del +16,7%. Parimenti è stato favorevole anche rispetto al 2017 – considerat­a l’annata migliore degli ultimi vent’anni – con un incremento di 81’610 pernottame­nti equivalent­i al +8,2%».

Venendo ai conti: l’assemblea con l’unanimità dei voti ha approvato il Consuntivo 2021, chiuso con un avanzo di oltre 98’000 franchi, che va così a formare il capitale proprio ora di 859’000 franchi. La serata è stata anche un importante momento di passaggio del testimone: è stata l’ultima sotto la guida di Stella, al quale è subentrato Massimo Boni, e anche del presidente Bruno Lepori. I soci hanno inoltre nominato i due nuovi membri del Consiglio d’amministra­zione, uno per la categoria dei Commercian­ti e l’altro per il Comprensor­io della Capriasca. Sono stati nominati, rispettiva­mente, Rupen Nacaroglu e Lorenzo Orsi.

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