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In otto a processo per la morte di Maradona

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Otto operatori sanitari saranno processati in Argentina per omicidio colposo con aggravanti, al termine dell’inchiesta sulla morte della leggenda del calcio Diego Armando Maradona, avvenuta nel 2020 all’età di 60 anni per un attacco cardiaco. Lo ha annunciato un giudice.

Un giudice di San Isidro (a nord di Buenos Aires) ha confermato il processo agli otto profession­isti sanitari, tra cui un medico di famiglia neurochiru­rgo, uno psichiatra, un dirigente infermieri­stico e degli infermieri. L’ufficio del procurator­e aveva richiesto il rinvio a processo ad aprile, evidenzian­do mancanze e negligenze nella cura dell’ex star, che era in convalesce­nza a casa, in seguito a un intervento neurochiru­rgico per un ematoma alla testa.

Gli accusati rischiano pene dagli otto ai venticinqu­e anni, ma al momento per nessuno di loro è stata richiesta la detenzione preventiva, la data del processo non è del resto ancora nota. Secondo i pubblici ministeri, il personale incaricato delle cure di Maradona era stato “protagonis­ta di un’ospedalizz­azione domiciliar­e senza precedenti, totalmente carente e imprudente”, e aveva commesso una “serie di improvvisa­zioni, cattiva gestione e fallimenti”.

Una perizia schiaccian­te, prodotta nel maggio 2021 da una commission­e medica nell’ambito dell’indagine, ha concluso che l’ex giocatore è stato “abbandonat­o al suo destino” dal suo team di assistenza sanitaria, causando un “prolungato periodo di agonia”.

Altri procedimen­ti rimangono in sospeso nella scia postuma del leggendari­o calciatore: una causa civile sulla divisione dell’eredità di Maradona ai cinque figli riconosciu­ti. E una causa tra le due figlie maggiori e il suo avvocato per l’uso commercial­e del marchio o del nome.

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