MI­GRAN­TI, al ver­ti­ce Ue l'ac­cor­do arriva nel­la not­te, Con­te: "L'Ita­lia non è più so­la"

Macron: "Cen­tri di ac­co­glien­za solo nei Pae­si di pri­mo ar­ri­vo", ma il pre­mier ita­lia­no sbot­ta: "Era stan­co, lo smen­ti­sco"

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA - di STE­FA­NO GHIONNI

"Da og­gi l'Ita­lia non è più so­la". E' l'al­ba quan­do il pre­si­den­te del Con­si­glio Giu­sep­pe Con­te, stan­co ma vi­si­bil­men­te sod­di­sfat­to, an­nun­cia che dal­la lun­ghis­si­ma riu­nio­ne di Bru­xel­les è usci­ta "un'Eu­ro­pa più re­spon­sa­bi­le e so­li­da­le".

"E' pas­sa­to il prin­ci­pio che il te­ma del­la gestione dei flus­si mi­gra­to­ri de­ve es­se­re af­fron­ta­to con un ap­proc­cio più in­te­gra­to, che ri­guar­di la di­men­sio­ne in­ter­na, quel­la ester­na e il con­trol­lo del­le fron­tie­re" [...]

[...] spie­ga il pre­si­den­te del Con­si­glio ri­ba­den­do co­me sia sta­to af­fer­ma­to anche "il prin­ci­pio che chi arriva in Ita­lia arriva in Eu­ro­pa", co­sì co­me il fat­to che "tut­te le na­vi che sol­ca­no il Me­di­ter­ra­neo de­vo­no ri­spet­ta­re le leg­gi, anche le Ong, e non de­vo­no in­ter­fe­ri­re con le operazioni del­la guar­dia co­stie­ra li­bi­ca".

Sui sal­va­tag­gi in ma­re "si pre­ve­do­no azio­ni ba­sa­te sul­la con­di­vi­sio­ne, coor­di­na­te da­gli sta­ti mem­bri". An­co­ra, "vie­ne pre­vi­sta la pos­si­bi­li­tà di crea­re dei cen­tri di ac­co­glien­za "per con­sen­ti­re lo sbar­co e se ne­ces­sa­rio il tran­si­to dei mi­gran­ti anche in Pae­si ter­zi, sot­to il coor­di­na­men­to e la coo­pe­ra­zio­ne dell'Al­to com­mis­sa­ria­to dell'Onu per i ri­fu­gia­ti e l'Or­ga­niz­za­zio­ne per i mi­gran­ti". In Eu­ro­pa si po­tran­no crea­re "dei cen­tri di ac­co­glien­za ne­gli sta­ti mem­bri ma solo su ba­se vo­lon­ta­ria, con una gestione col­let­ti­va eu­ro­pea" ci ha te­nu­to pe­rò a spie­ga­re Con­te. Ma se ci sa­ran­no ef­fet­ti­va­men­te in Ita­lia "è una di­scus­sio­ne che ci ri­ser­ve­re­mo a li­vel­lo go­ver­na­ti­vo, col­le­gia­le, di­rei che non siamo as­so­lu­ta­men­te in­vi­ta­ti a far­lo". Pro­prio su que­sto ar­go­men­to, il pre­si­den­te del Con­si­glio ha avu­to un bat­ti­bec­co con il pre­mier fran­ce­se Em­ma­nuel Macron. Il qua­le, ave­va ri­ba­di­to che i "cen­tri di ac­co­glien­za" an­das­se­ro fat­ti "solo nei Pae­si di pri­mo ar­ri­vo". "Lo smen­ti­sco, era stan­co. Non ha mai det­to che i cen­tri per mi­gran­ti deb­ba­no sor­ge­re solo nei Pae­si di pri­mo ar­ri­vo" ha sbot­ta­to il pre­mier ita­lia­no. Tor­nan­do al te­sto ap­pro­va­to, è "fi­nal­men­te af­fer­ma­to il prin­ci­pio del ri­fi­nan­zia­men­to del fon­do fi­du­cia­rio per l'Africa" ha spie­ga­to Con­te. Inol­tre , ha ag­giun­to "ave­va­mo chie­sto che fos­se­ro in­ten­si­fi­ca­ti i rap­por­ti e gli ac­cor­di con i pae­si da cui han­no ori­gi­ne i mi­gran­ti e quel­li di tran­si­to". All'ar­ti­co­lo 12, quel­lo con­clu­si­vo "si af­fer­ma chia­ra­men­te la ne­ces­si­tà di ri­for­ma­re Du­bli­no, al­la lu­ce dei sal­va­tag­gi e dei soc­cor­si in ma­re"."Di­rei che nel com­ples­so possiamo ri­te­ner­ci sod­di­sfat­ti", è sta­to il giu­di­zio espres­so dal pre­mier ita­lia­no, pro­ta­go­ni­sta del­la lun­ghis­si­ma gior­na­ta di lavori. L'Ita­lia era ar­ri­va­ta al ver­ti­ce con una po­si­zio­ne ben chia­ra: "Non ac­cet­te­re­mo com­pro­mes­si al ri­bas­so", ave­va as­si­cu­ra­to Con­te, mi­nac­cian­do il ve­to sul­le con­clu­sio­ni.

Un pri­mo effetto del­la pro­va di forza ita­lia­na lo si era vi­sto nel po­me­rig­gio di gio­ve­dì, quan­do era sta­ta an­nul­la­ta la pre­vi­sta con­fe­ren­za stam­pa dei pre­si­den­ti del Con­si­glio Ue Do­nald Tu­sk e del­la com­mis­sio­ne Ue Jean-Clau­de Junc­ker su­gli im­pe­gni del­la pri­ma ses­sio­ne di la­vo­ro, dedicata a cre­sci­ta, oc­cu­pa­zio­ne, in­no­va­zio­ne, com­mer­cio e di­fe­sa.

Tut­to bloc­ca­to per­ché l'Ita­lia ave­va ri­ba­di­to la vo­lon­tà di non ap­pro­va­re nul­la sen­za l'ac­cor­do sui mi­gran­ti. La chia­ve che ha sbloc­ca­to l'im­pas­se è sta­ta l'as­se con Macron per una pro­po­sta sui mi­gran­ti cui i due lea­der han­no la­vo­ra­to per cer­ca­re l'ap­pro­va­zio­ne dei 28. Il do­cu­men­to, por­ta­to al­la ce­na di la­vo­ro dai due lea­der eu­ro­pei, ha tro­va­to la con­di­vi­sio­ne di una de­ci­na di pae­si, in te­sta Ger­ma­nia e Spa­gna, e la fer­ma op­po­si­zio­ne del grup­po di Vi­sen­grad pre­oc­cu­pa­to dal ri­schio che il prin­ci­pio del­la "vo­lon­ta­rie­tà" si tra­sfor­mas­se in un au­to­ma­ti­smo nel­la re­di­stri­bu­zio­ne dei mi­gran­ti.

Da lì è partito uno stop & go in cui pe­rò non è mai man­ca­ta la vo­lon­tà di cer­ca­re fi­no al­la fi­ne di tro­va­re un ac­cor­do per evi­ta­re che sal­tas­se­ro gli obiet­ti­vi dell'in­te­ro con­si­glio, un pa­zien­te la­vo­ro di li­ma­tu­re, ri­scrit­tu­re e me­dia­zio­ni tra di­plo­ma­zie, con al­me­no al­tre due boz­ze ar­ri­va­te sul ta­vo­lo dei lea­der.

La fu­ma­ta bian­ca è ar­ri­va­ta al­le 4.34, quan­do Tu­sk ha an­nun­cia­to con un tweet tut­ti e 28 i lea­der avevano tro­va­to l'ac­cor­do sul­le con­clu­sio­ni, in­clu­so il pun­to sui mi­gran­ti.

Newspapers in Italian

Newspapers from Uruguay

© PressReader. All rights reserved.