NUO­VO VIN­TA­GE

La col­le­zio­ne di Vacheron Constantin rein­ter­pre­ta un gran­de clas­si­co del­la Mai­son lan­cia­to ne­gli an­ni Cin­quan­ta, ri­pro­po­nen­do in chia­ve at­tua­le gli stes­si ca­no­ni di ele­gan­te clas­si­ci­tà. ESTE­TI­CA E FUN­ZIO­NE

AD (Italy) - - Watch Discoveries - Fif­ty­six, FIF­TY­SIX di GIAM­PIE­RO NEGRETTI di Paul New­man (ve­di

Co­sa è cam­bia­to. so­pra: a dif­fe­ren­za dell’an­te­na­to del 1956, il nuo­vo Fif­ty­six di Vacheron Constantin ha il qua­dran­te del ti­po a set­to­ri, in cui il gio­co di lu­ce crea­to dal­le due di­ver­se la­vo­ra­zio­ni di fi­ni­tu­ra ag­giun­ge pro­fon­di­tà, e la co­ro­na è po­sta in una rien­tran­za del­la cas­sa. La cro­ce di Mal­ta, sim­bo­lo di Vacheron Constantin, non è sol­tan­to l’em­ble­ma del­la Re­pub­bli­ca di Amal­fi, adot­ta­to poi an­che da an­ti­chi or­di­ni ca­val­le­re­schi a par­ti­re dai mo­na­ci ca­va­lie­ri, ma è an­che un mec­ca­ni­smo che in pas­sa­to ven­ne im­pie­ga­to in oro­lo­ge­ria. In­fat­ti, uno dei di­spo­si­ti­vi che evi­ta­no un’ec­ces­si­va ten­sio­ne del­la mol­la quan­do si ca­ri­ca l’oro­lo­gio ha pro­prio la for­ma del­la cro­ce a ot­to pun­te.

Fa­mo­sa per l’ele­gan­za dei suoi oro­lo­gi, Vacheron Constantin ha ap­pe­na lan­cia­to la col­le­zio­ne che pren­de no­me da un fa­mo­so mo­del­lo del 1956 del qua­le la nuo­va li­nea re­cu­pe­ra, in for­ma mo­der­na, al­cu­ne par­ti­co­la­ri­tà. Per esem­pio, l’estre­ma li­nea­ri­tà del qua­dran­te, la for­ma del­le an­se col­le­ga­te al­la cas­sa da un ele­men­to che ri­pro­du­ce la pun­ta dei brac­ci che for­ma­no la cro­ce di Mal­ta (il sim­bo­lo del­la ma­ni­fat­tu­ra) e, non da ul­ti­mo, il mo­vi­men­to au­to­ma­ti­co, che all’epo­ca co­sti­tui­va una no­vi­tà e che l’oro­lo­gio del 1956 fu uno dei pri­mi ad adot­ta­re. La col­le­zio­ne è com­po­sta di tre mo­del­li (per la pri­ma vol­ta di­spo­ni­bi­li con le stes­se ca­rat­te­ri­sti­che) sia in oro sia in ac­cia­io e quel­lo il­lu­stra­to è il so­lo tem­po con da­ta­rio. Con la cas­sa (40 mm) in oro ro­sa, im­pie­ga un mo­vi­men­to rea­liz­za­to ap­po­si­ta­men­te: il ca­li­bro 1326, ca­rat­te­riz­za­to dal ro­to­re sche­le­tra­to in oro 22 k con so­vrap­po­sta la cro­ce di Mal­ta; dal di­spo­si­ti­vo stop se­con­di per la sin­cro­niz­za­zio­ne; da una ri­ser­va di ca­ri­ca di 48 ore e, co­me si può ve­de­re at­tra­ver­so il fon­del­lo in ve­tro zaf­fi­ro, da una ri­fi­ni­tu­ra di tut­ti i com­po­nen­ti ai mas­si­mi li­vel­li. Pro­tet­to (co­me l’an­te­na­to) da un ve­tro mol­to bom­ba­to, il qua­dran­te ar­gen­ta­to ha la ba­se con dop­pio ti­po di ri­fi­ni­tu­ra (opa­li­na al cen­tro e so­leil all’ester­no) e re­ca due fa­sce con la mi­nu­te­ria all’in­ter­no del­le qua­li so­no ap­pli­ca­ti, in ri­lie­vo e al­ter­na­ti, nu­me­ri ara­bi e in­di­ci, tut­ti in oro al pa­ri del­le lan­cet­te. Un cam­pio­ne di clas­se e di ele­gan­za cor­re­da­to da un cin­tu­ri­no in al­li­ga­to­re con fib­bia in oro: 20.300 eu­ro.

RECORD! Il Ro­lex Day­to­na Nel se­gno del­la qua­li­tà. so­pra: il li­bro che rac­con­ta i 130 an­ni di Eberhard & Co. in al­to: una fo­to d’ar­chi­vio e una pub­bli­ci­tà d’epo­ca del­la Mai­son oro­lo­gie­ra sviz­ze­ra.

AD 437) è sta­to bat­tu­to all’asta per 17,8 mi­lio­ni di dol­la­ri.

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